BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FIAT/ Gac e Volkswagen, gli alleati “ideali” per il piano di Marchionne

Pubblicazione:

Marchionne_Mano_CuoreR375.jpg

Ma i veri problemi sono altrove. Il primo in ordine di importanza è lo sbarco sul mercato cinese. Marchionne sa perfettamente che a Pechino si sta giocando la partita principale, lì c’è l’unico campionato che conta davvero. L’accordo siglato qualche mese fa con Gac, Guangzhou automotive company, pare un passo decisivo per entrare in gioco, ma altre volte si è giunti a questo punto per poi tornare alla casella di partenza.

 

Il mercato cinese permette margini di gran lunga superiori a quello europeo e americano, ha pretese molto basse in termini di prodotto e promette spazi di crescita praticamente infiniti. Lo sanno bene Gm, Volkswagen che in Cina ci sono da decenni, hanno più di una joint venture con produttori locali e in quel paese fanno sia i volumi di produzione che i guadagni che gli permettono di puntare alla leadership del mercato mondiale.

 

Fiat invece, finora è rimasta alla finestra. O meglio ci ha provato e non è riuscita a combinare un gran che. Nella classifica delle marche vendute in Cina figura negli ultimi posti con una quota di pura rappresentanza. Se l’accordo con Gac produrrà gli effetti annunciati l’obiettivo di Marchionne di rientrare tra le sei-sette aziende del settore che sopravvivranno verrà raggiunto. Altrimenti rischia di trovarsi in difficoltà sia sui conti che sui numeri. In questo caso non mi pare si possa ipotizzare neanche un piano B che esiste però in caso di mal parata sull’altro grosso problema che deve affrontare Fiat: Alfa Romeo.

 

Nonostante la recente presentazione della Giulietta, il marchio del Biscione continua a essere in evidente difficoltà. L’obiettivo di vendere 300 mila auto nel mondo è lontanissimo, l’immagine ha perso smalto e la maggior parte dei prodotti non sono all’altezza di un blasone automobilistico come quello dell’Alfa. Risolvere il problema sarebbe semplice se ci fossero ingenti risorse economiche, miniere tecnologiche all’interno del gruppo da sfruttare o mercati ancora inesplorati da sondare.

 

Purtroppo non è così. Fiat sull’alto di gamma non è quasi presente, Chrysler non fa quasi auto sportive e le soluzioni adottate per Maserati o Ferrari sono improponibili per una vettura mass market come Alfa. Produrre e vendere negli Usa non è e non sarà facile perché in quel paese e nello stesso segmento stanno investendo un po’ tutti, da Mercedes a Bmw, ad Audi.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SU FIAT CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >