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Economia e Finanza

FIAT/ I dubbi sullo spin off che ha separato Marchionne e Montezemolo

Marchionne_MontezemoloR375.jpg(Foto)

Però non è la soluzione: la Fiat ha da anni un deficit di prodotti che neppure l’attuale gestione ha saputo risolvere. In futuro deve mettere sul mercato nuovi modelli che siano apprezzati dal pubblico. Che poi, per produrli, sia organizzata come una conglomerata oppure no, non è così significativo. Le conglomerate - Siemens, General Electric, tanto per citarne due - esistono ancora e continueranno finché i loro prodotti saranno competitivi. E questa è la sfida della Fiat. Può darsi che Marchionne la vinca: ha presentato un piano quinquennale coraggioso, con investimenti consistenti a sostegno di una strategia che, sulla carta, appare lucida. Si vedrà.

 

Intanto non si può non vedere - e questa è la mia seconda osservazione - che la presentazione di questo piano strategico, molto atteso anche a livello internazionale perché traccia i destini della Fiat ma anche della Chrysler, è avvenuta in un contesto non ideale per una società che ha bisogno della piena fiducia del pubblico e dei mercati.

 

Come si sa il piano è stato presentato il 21 aprile e proprio il giorno prima il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha annunciato le proprie dimissioni dall’incarico, sostituito dal John Elkan. Si sa che fra Montezemolo e Marchionne i rapporti non erano più idilliaci e da tempo si parlava di una separazione. Però neppure un mese prima, il 26 marzo, c’era stata l’assemblea annuale degli azionisti Fiat: quella sarebbe stata la sede consona per annunciare un cambio ai vertici.

 

Invece nulla: i due si sono presentati al pubblico in apparente, perfetta sintonia. Poi a neanche un mese di distanza e alla vigilia di un appuntamento decisivo come la presentazione del piano quinquennale, il 20 aprile è stata convocata in tutta fretta una conferenza stampa per annunciare l’imprevista uscita del presidente.

 

Strano modo di agire. Tanto strano che difficilmente si riuscirà a sgombrare il campo dal sospetto che sia successo qualcosa che non si è voluto e non si vuole far sapere.

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