BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Frau Merkel affossa Grecia ed Europa per vincere le elezioni

La Germania non vuol cedere sugli aiuti alla Grecia per motivi elettorali. Questo però avrà ripercussioni gravi per tutta l’Europa

Merkel_UrloR375.jpg (Foto)

Viviamo in un mondo di matti. Mandiamo alla sbarra Goldman Sachs per aver fatto prima e meglio di tutti quello che era lo sport preferito delle banche mondiali, ovvero collocare schifezze travestite da veicoli finanziari sicurissimi e non chiediamo di vedere alla sbarra il governo tedesco per tentata strage rispetto alla tenuto dell’Unione monetaria europea.

 

Ovviamente questo rientra nella categoria dell’esagerazione esemplificativa, ma appare davvero difficile mandare giù l’atteggiamento di Berlino rispetto al prestito-ponte richiesto da Atene: i tempi sono stretti, come abbiamo già detto, e se entro il 19 maggio non si rifinanzia la prima tranche di debito, la Grecia sarà in default e l’euro sulle montagne russe.

 

La Germania chiede giustamente garanzie di serietà ad Atene, ma non può proseguire con la politica dei rimandi per puro interesse elettorale interno: capiamo i timori della signora Merkel per un’eventuale sconfitta alle amministrative che sancirebbe la fine del suo governo, ma esattamente come i tedeschi non vogliono pagare l’atteggiamento da cicala dei greci, tutti noi non vogliamo pagare il prezzo della campagna elettorale di “frau nein” e dei suoi compari.

 

Qui non si tratta di tenuta della Grecia, ma di tenuta dell’Europa e dell’euro: il mezzo stop tedesco al piano di salvataggio ha infatti fatto schizzare i cds anche di Portogallo (318 punti base), Spagna (177 punti base) e Irlanda (185), mentre i rendimenti dei bond portoghesi a dieci anni hanno toccato il 4,94%, ovvero lo stesso prezzo che la Grecia dovrà pagare di interessi sul prestito ottenuto da Ue e Fmi.

 

Ci stiamo, nemmeno più tanto lentamente, avvicinando al punto di non ritorno. Dopo quelle a due anni, ieri anche i rendimenti delle obbligazioni decennali della Grecia hanno superato la barriera del 9% per la prima volta dal 2001, anno di ingresso della Grecia nella zona euro. Una pressione che segnala, in maniera inequivocabile, i dubbi del mercato sull’efficacia del piano di aiuti Ue-Fmi da 45 miliardi di cui il governo di Atene ha chiesto l’attivazione venerdì scorso.

 

E i mercati, dopo un po’ che si gioca, smettono di speculare e affondano il colpo. A metà mattinata i rendimenti delle obbligazioni decennali sono infatti saliti al 9,116% dall’8,680% di venerdì sera, superando il precedente picco di 8,950%, raggiunto proprio venerdì mattina, prima della richiesta di attivazione del piano di aiuti. Lo spread con l’analogo titolo decennale tedesco si è quindi ampliato fino a 607 punti base da 561 punti base, massimo divario dal 1997. Nel breve termine, i rendimenti dei titoli biennali greci sono schizzati addirittura al record del 12%.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


COMMENTI
27/04/2010 - Il debito dell'Europa (Pietro Sita)

L'europa è affondata dalla massa del debito,come l'America ed il resto del mondo.Bisogna smettere di volere vivere al di sopra delle proprie possibilità.La Grecia è rovinata e fanno gli scioperi...quando mai gli scioperi risolvono i problemi economici.Nessuno vuole rinunciare ai benefici strappati nei momenti di benessere,anche se spesso erano benefici assolutamente immeritati strappati dai sindacati col ricatto dello sciopero.Beh... adesso dovranno farlo. Ogni paese ha i propri problemi finanziari da risolvere e la cosa più importante è che ognuno cominci a mettere ordine in casa propria senza andare in giro ad elemosinare da chi è stato più previdente.Per favore smettiamo di dire che Goldman è la più brava...e solo la più carogna! I CDS,appena iniziata la crisi finanziaria, dovevano essere banditi, perchè sono alla base della crisi e sono stati inventati delle banche d'affari per permettere un ulteriore indebitamento mascherato e rimandato nel tempo oltre che per fare soldi, e tanti, con le commissioni e la scarsa trasparenza. Nessuna delle banche d'affari vuole trasparenza o un mercato in cui sia chiara la formazione del prezzo dei derivati OTC, ci sarà un motivo.In quanto alla dittatura tedesca..per piacere cerchiamo di mantenere il senso della misura. Chi ha potere economico e la forza finanziaria è giusto che li usi, chi si rivolge a loro con il cappello in mano deve subire le condizioni richieste.Questo deve essere un monito a fare bene in fururo.

 
27/04/2010 - Chi paga? (Guido Amadori)

Mi domandavo, ma se le banche tedesche e francesi avessero fatto incetta di cds sulla Grecia, in teoria a copertura integrale delle proprie posizioni, chi ci rimette è l'assicurazione che ha emesso il cds. Mi sbaglio?

 
27/04/2010 - le vere responsabilità (Daniele Badesso)

Ma quale Germania, l'UE è affondata dalla Grecia e dalle isituzioni di controllo, vedi BCE e Commissione, che non si sono resi conto o hanno fatto finta di non rendersi conto dei falsi in bilancio della Grecia. Insomma alla fine la Grecia sarà anche salvata, ma poi visto che non può farcela a sostenere il peso dell'euro e del tasso di cambio che questo comporta data l'infima produttività della sua economia, se ne esca dall'UE.

 
27/04/2010 - quale ideologia (PAOLO BRIZZI)

L'Europa e' fondata sui soldi e non vi e' nessuna ideologia di fondo. Solo soldi e i soldi la porteranno al declino. L'europa purtroppo seguira' il destino dell'euro. In ogni caso mi sembra non corretto mettere assieme il nazismo con le scelte di politica economica, sono due cose diverse..anche perche' l'atteggiamento della Germania richiama quello di certi sindaci Leghisti del nord.. anche loro rischiano di scatenare un bagno di sangue tra poveri. Saluti Paolo

 
27/04/2010 - L'altalena tedesca (GIORGIO GAVINEL)

Alla fine la Germania farà la sua parte anche se stavolta le beghe politiche stanno facendo perdere la già scarsa credibilità dell'UE. Ma il vero motivo che spingerà la Germania ad intervenire è dovuto al fatto che il costo di un eventuale defaut della Grecia si riperquoterebbe sulla banche tedesche costringendo il governo a far fronte a molto più di quanto richiesto per salvare la Grecia. Resta il fatto che il basso livello della politica in europa non dà segni di miglioramento, anzi ...