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Economia e Finanza

NUCLEARE/ Cosa c’è dietro l’intesa Berlusconi-Putin?

V. Putin, A. Miller, F. Conti e S. Berlusconi (Ansa)V. Putin, A. Miller, F. Conti e S. Berlusconi (Ansa)

Ma non è stato solo il giorno del nucleare. Per la Russia e l’Europa resta fondamentale la realizzazione di nuovi gasdotti. L’incontro di ieri è stato di fatto l’occasione per ribadire che il programma è confermato e che verrà avviata la realizzazione di South Stream, il progetto realizzato da Gazprom ed Eni per portare il gas del Mar Nero ai Paesi dell'Ue: un gasdotto che connetterà direttamente Russia e Ue, eliminando ogni Paese extra-comunitario dal transito (Ucraina per prima!). La capacità del gasdotto inizialmente prevista era di 31 miliardi di metri cubi all'anno. Successivamente, con la firma del secondo addendum al memorandum di intesa, è più che raddoppiata arrivando a oltre 60 miliardi di metri cubi (su un fabbisogno europeo di 550 miliardi).

 

“I responsabili di Eni e di Gazprom - ha detto il premier in conferenza stampa - hanno messo a punto le cose da fare immediatamente e si prevede l'inizio dei lavori nei primi sei mesi del 2012”. Da più di trent’anni Gazprom ed Eni sviluppano una cooperazione strategica. L’Italia è al terzo posto nella graduatoria sul volume di gas importato dalla Russia: Eni potrebbe ora espandere la sua collaborazione con Gazprom anche al di fuori dell'Europa, ad esempio in Africa, ha poi aggiunto il premier. “Continueremo - ha detto Berlusconi - in direzione della collaborazione fra Gazprom ed Eni e penso che ci possano essere collaborazioni in paesi extraeuropei. C'è tutto un continente come l'Africa che si apre ad aziende estere e non vorremmo lasciare che fosse solo la Cina ad assorbire tutte le nuove potenzialità”.

 

Quindi, da un lato la Francia, soprattutto con il nucleare, dall’altro la Russia, in prima fila con il gas, sono le due direttrici internazionali dell’energia italiana dei prossimi anni. Non bisogna però perdere di vista che la partita energetica si gioca qui tra le nostra mura, a cominciare dall’individuazione dei siti che dovranno ospitare le centrali nucleari.

 

 

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