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NUCLEARE/ Cosa c’è dietro l’intesa Berlusconi-Putin?

Ieri Berlusconi ha siglato con Putin un’intesa sull’energia: cooperazione nel nucleare e avvio del gasdotto South Stream nel 2012. SILVIO BOSETTI spiega le ultime mosse della politica italiana

V. Putin, A. Miller, F. Conti e S. Berlusconi (Ansa) V. Putin, A. Miller, F. Conti e S. Berlusconi (Ansa)

C’è poco da fare. Il nostro Paese, per le fonti dell’energia, dipende quasi totalmente dall’estero extra europeo. La politica energetica è storicamente quella di continuare nella contemporanea e apparentemente contraddittoria azione di diversificare e di consolidare Paesi e fonti di importazione. In questo scenario la Russia ha sempre svolto, negli ultimi 40 anni, la parte principale: decine di miliardi di metri cubi di gas naturale giungono infatti ogni anno dai pozzi dell’est, costituendo ormai la nostra principale fonte di produzione dell’elettricità, di molti processi industriali e del riscaldamento civile. Per la Russia, del resto, la possibilità di esportare il gas, di cui sono ricchissimi i giacimenti della Siberia e non solo, rappresenta la principale sorgente di reddito. Nel 2009, anno di grandi manovre, il gigante del gas Gazprom ha proseguito nel pianificare il proprio dominio sia verso ovest che verso l’est della Russia, dove la Cina ha una insoddisfatta e continua fame di energia.

 

Così non sorprenda se il presidente Putin mantiene con il nostro Paese un rapporto preferenziale in cui mette l’energia sempre al centro dell’agenda degli incontri con Berlusconi, siano essi ufficiali o meno. Anche nell’appuntamento di ieri Italia e Russia, attraverso la voce dei due massimi esponenti e con il supporto dei rispettivi “campioni” nazionali (per noi Eni ed Enel), hanno ulteriormente rafforzato l’alleanza in campo energetico.

 

Due i temi industriali: le centrali nucleari ed i gasdotti internazionali verso l’Europa. Il risultato del vertice bilaterale di Lesmo ha visto appunto Silvio Berlusconi e Vladimir Putin concludere gli accordi in materia di nucleare civile sia per il programma italiano che per la collaborazione in territorio russo. Sono poi stati rimossi i dubbi, sollevati in Russia qualche tempo fa, sulla collaborazione tra Eni e Gazprom sul colossale gasdotto South Stream.

 

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