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CRAC GRECIA/ Deaglio: le mosse della Germania mettono a rischio Italia e Ue

Pubblicazione:mercoledì 28 aprile 2010

Merkel_EuropaR375.jpg (Foto)

Quel che dice sulla Germania è assolutamente vero. Quanto alla Grecia, sarebbe difficile per lei uscire dall’euro. Come ha ricordato Tremonti, la scelta della moneta unica è irrevocabile, in quanto non è prevista l’opzione di uscita. Certo, tutto si può fare, ma nel momento in cui la Grecia dovesse prendere quella strada, diverrebbe una meta turistica attraente ed economica, ma pagherebbe di più tutte le materie prime che importa. Se poi Atene prendesse questa decisione in conflitto con la Comunità internazionale ne pagherebbe le conseguenze.

 

Alla Grecia verranno in ogni caso chiesti tagli e sacrifici. I cittadini sono già scesi in piazza diverse volte per protestare contro queste misure. Non crede che risolvendo la questione si creerà un problema sociale?

 

Altro che! Io non so fino a che punto, in tempi di pace, sia così pacifico dire ai propri cittadini che avranno un taglio del 20% dei propri stipendi per i prossimi 10-15 anni. Penso quindi che un leader dell’opposizione avrebbe gioco facile nel dire “al diavolo l’Unione europea”. A quel punto la Grecia potrebbe anche decidere di non ripagare i debiti (questa è la forza dei debitori), un po’ come fatto in passato dall’Argentina.

 

C’è comunque chi punta il dito contro gli speculatori, rei di contribuire a creare una situazione ancor più difficile.

 

La mia impressione è che ci siano alcuni grossi “giocatori” finanziari, soprattutto americani, che hanno sottoscritto il debito greco, poi hanno sottoscritto un’assicurazione sul debito greco (i famosi cds), poi hanno venduto i titoli di stato determinando una caduta del loro prezzo e una contemporanea salita del valore dei cds che hanno in mano. È certamente un comportamento intollerabile, il problema è che non c’è nessuno in Europa in grado di alzare la voce.

 

I titoli di stato della Grecia a dieci anni sono arrivati a un rendimento superiore al 9%, mentre i fondi messi sul piatto dall’Ue hanno un tasso di interesse del 5%. Qualcuno vede in questa differenza l’ostacolo maggiore allo sblocco dei fondi europei.

 

Di fatto non ho dubbi che la vera ragione per cui i prestiti non vengono erogati sia di tipo politico. C’è bisogno subito di quei fondi, perché la Grecia ha un grosso problema di liquidità. E non è bello spingere questo paese sull’orlo della disperazione. Ufficialmente la Bce non può prestare soldi a uno stato sovrano europeo. L’unica strada percorribile, secondo me, è trovare un accordo tra diverse banche europee che prestino questi fondi con la garanzia dei governi. La realtà però è che di soluzioni si parla da oltre quindici giorni, ma nessuno ha fatto ancora nulla di concreto.

 

Non si potrebbe sperare in un intervento esclusivo del Fondo monetario internazionale, vista la titubanza dell’Unione europea?

 

Non sarebbe sufficiente, perché siamo di fronte a una brutta situazione. Il Fondo monetario internazionale ha sempre coperto solo una frazione del debito dei paesi in difficoltà. Il fatto che la Grecia aderisca all’euro complica inoltre la situazione, perché è più logico che intervengano gli altri paesi dell’Unione monetaria.

 

In una recente intervista, lei hai dichiarato che restano solo cinque anni prima della dissoluzione dell’euro. È ancora di questa idea?

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’INTERVISTA A MARIO DEAGLIO SULLA CRISI DELLA GRECIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


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COMMENTI
28/04/2010 - Diamo pure la colpa alla Germania! (Pietro Sita)

E' troppo comodo scaricare le colpe dei problemi dei PIGS sulla Germania! Se alla Grecia verrà data quella somma di cui si parla (90 mld di Euro) c'è qualche anima pia che pensa veramente che saranno in grado di restituirli? e se siamo convinti che non lo faranno perchè dovremmo farlo? stampando carta moneta a volontà? I Greci da bravi falliti dovranno rinegoziare i debiti come gli Argentini..non ci sono altre strade o scorciatoie. Prima lo fanno e meglio è per tutti. Se continuiamo a tenere in piedi i falliti si avranno poi danni più grossi di quelli che avremmo oggi. Per allinearmi ai geni che arrivano a proporre di fare pagare o ripagare ai tedeschi danni vari di guerra, già che ci siamo, propongo di chiedere loro di restituire tutti gli effetti personali delle 3 legioni romane massacrate nella foresta di Teotoburgo (9 D.C.)e di concedere un vitalizio ai loro eredi.

 
28/04/2010 - Grecia (Diego Perna)

In che situazione kafkiana ci siamo andati a ficcare? Con i dati che abbiamo, non ci sono secondo me soluzioni. Che Tremonti sia così convinto che sia un bene per tutti salvare i Greci sborsando 5,5 mld, ma forse molti di più come fossero noccioline e per stimolare le vendite in Italia ne abbia stanziato la ventesima parte, oppure che non ci sia un euro come sempre si dice ai piccoli imprenditori che stanno chiudendo ad una ad una, sembra di ascoltare discorsi che non porteranno da nessuna parte. Quando c'è in Italia anche un solo disoccupato in più, non dovremmo dimenticare che potrebbe rimanere senza lavoro anche definitivamente. Come la mettiamo con questi drammi di famiglie che rimangono senza redditi? L'euro non è la cosa più importante a cui sacrificare tutto, non si tratta solo del 15/20% degli stipendi Greci, almeno per adesso, bisognerrebbe avere la capacità di guardare in proiezione. Ma poi non è strana tutta questa storia? E la rapidità di come sta avvenendo?

 
28/04/2010 - La lentezza della politica. (GIORGIO GAVINEL)

Siamo molto lontani da una struttura europea pseudo-federale. Nessun governo nazionale è disposto a cedere una parte della sua sovranità ad organismi sovranazionali, aspetto indispensabile in una struttura federale. Nei periodi di vacche grasse tutto sembrava andare per il verso giusto con gli euro-parlamentari fieri e orgogliosi delle loro cariche. Faccio fatica a credere che gli organismi economici comunitari ed il F.M.I. fossero del tutto all'oscuro dei giochetti contabili greci. Ai primi di dicembre dello scorso anno ho partecipato a Colloquia 2009 a Trieste dove acuni premi nobel per l'economia hanno tracciato una panoramica su 2010. Mi ha colpito in particolare un passaggio di Arrigo Sadun del F.M.I. che con un pò di anticipo aveva evidenziato le problematiche sul debito eccessivo dei Pigs. Possibile che da allora nessuno gli abbia dato peso? Evidentemente i governi nazionali avevano priorità diverse. D'altra parte oramai si governa in base ai sondaggi e finchè il problema non è di dominio pubblico non serve affrontarlo perche non fa audience ...

 
28/04/2010 - senza limite (Fabrizio Terruzzi)

Solo fra ieri ed oggi le borse perderanno più di 300 miliardi di euro e questo per non volerne dare 30 alla Grecia. Ma in Germania sono sani di mente? La stupidità dei politici a volte sembra non aver limite.

 
28/04/2010 - Debiti e debiti (Vulzio Abramo Prati)

Dice bene il Prof. Deaglio, i toni tedeschi sono insopportabili e arroganti, certo ci sono paesi che hanno "taroccato" i loro conti e le manifestazioni di questi giorni in Grecia non fanno che dimostrare ulteriormente di come tante persone non abbiano ancora capito la gravità del loro problema. Detto questo però bisogna anche che qualcuno ricordi alla Germania che ci sono anche altri debiti ancora aperti, ad es. quello che ha con gli Internati Militari Italiani, cioè quei soldati che dopo l'8 settembre non hanno voluto aderire a Salò e pertanto sono stati internati nei campi in Germania e costretti ai lavori forzati senza nessuna osservanza degli accordi internazionali sui prigionieri. Gli I.M.I. erano circa 600.000 e decina di migliaia di questi eroi sono morti di stenti e violenza e chi è sopravvissuto ancora oggi aspetta un giusto compenso! Signora Merkel cosa fa, concilia?