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CRAC GRECIA/ Deaglio: le mosse della Germania mettono a rischio Italia e Ue

Pubblicazione:mercoledì 28 aprile 2010

Merkel_EuropaR375.jpg (Foto)

Penso che se si continua a non far nulla, questo è lo scenario più probabile. Non so con quali modalità, ma si potrebbe arrivare a una doppia moneta. L’Italia potrebbe far parte dei paesi più forti, ma questo non toglie che nel nostro paese occorrono riforme per avvicinarsi alle performance economiche dei nostri partner più avanzati.

 

All’Italia non converrebbe sganciarsi dall’euro in modo da poter svalutare la propria moneta come fatto in passato e alzare la quota delle proprie esportazioni?

 

Lei pensa davvero che se noi uscissimo dall’euro e creassimo una moneta più debole i francesi e i tedeschi, che sono i nostri migliori clienti, ma anche i nostri competitori, ci lasceranno esportare nei loro paesi “gratis”? Io non lo credo. Basti pensare che negli ultimi anni della lira, prima che l’Italia decidesse di aderire all’euro, c’era stato un momento in cui la Germania voleva introdurre un dazio compensativo sulle merci italiane.

 

Se sono Germania e Francia a dettar legge in Europa, crede che questo avrà influenza nella corsa tra Mario Draghi e Alex Weber per la presidenza della Bce?

 

Non glielo so dire. So che Weber ha fatto recentemente una dichiarazione che mi è sembrata irresponsabile, quando a Washington ha detto che i rischi di contagio per l’euro derivanti dalla Grecia sono aumentati. Non aveva titolo per fare queste dichiarazioni.

 

Trova che in qualche modo questa situazione di empasse stia indebolendo l’Europa sul piano internazionale?

 

Sì, in diversi aspetti. Ormai noi siamo alla periferia dei flussi finanziari internazionali, che oggi hanno come riferimento Cina, Stati Uniti e in misura crescente i paesi emergenti come India e Brasile. Basti pensare che la Borsa del Brasile è grossa tre volte quella italiana. Chi ci crediamo di essere?

 

Forse pensiamo di aver ancora un certo peso dato che siamo tra gli otto paesi più industrializzati al mondo.

 

Noi ci sentiamo tali, ma se andiamo a vedere i progressi degli ultimi dieci anni noi siamo vicini allo zero, mentre tutti gli altri sono cresciuti. Solo per cortesia ci lasciano ancora il posto al tavolo dei grandi.

 

(Lorenzo Torrisi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
28/04/2010 - Diamo pure la colpa alla Germania! (Pietro Sita)

E' troppo comodo scaricare le colpe dei problemi dei PIGS sulla Germania! Se alla Grecia verrà data quella somma di cui si parla (90 mld di Euro) c'è qualche anima pia che pensa veramente che saranno in grado di restituirli? e se siamo convinti che non lo faranno perchè dovremmo farlo? stampando carta moneta a volontà? I Greci da bravi falliti dovranno rinegoziare i debiti come gli Argentini..non ci sono altre strade o scorciatoie. Prima lo fanno e meglio è per tutti. Se continuiamo a tenere in piedi i falliti si avranno poi danni più grossi di quelli che avremmo oggi. Per allinearmi ai geni che arrivano a proporre di fare pagare o ripagare ai tedeschi danni vari di guerra, già che ci siamo, propongo di chiedere loro di restituire tutti gli effetti personali delle 3 legioni romane massacrate nella foresta di Teotoburgo (9 D.C.)e di concedere un vitalizio ai loro eredi.

 
28/04/2010 - Grecia (Diego Perna)

In che situazione kafkiana ci siamo andati a ficcare? Con i dati che abbiamo, non ci sono secondo me soluzioni. Che Tremonti sia così convinto che sia un bene per tutti salvare i Greci sborsando 5,5 mld, ma forse molti di più come fossero noccioline e per stimolare le vendite in Italia ne abbia stanziato la ventesima parte, oppure che non ci sia un euro come sempre si dice ai piccoli imprenditori che stanno chiudendo ad una ad una, sembra di ascoltare discorsi che non porteranno da nessuna parte. Quando c'è in Italia anche un solo disoccupato in più, non dovremmo dimenticare che potrebbe rimanere senza lavoro anche definitivamente. Come la mettiamo con questi drammi di famiglie che rimangono senza redditi? L'euro non è la cosa più importante a cui sacrificare tutto, non si tratta solo del 15/20% degli stipendi Greci, almeno per adesso, bisognerrebbe avere la capacità di guardare in proiezione. Ma poi non è strana tutta questa storia? E la rapidità di come sta avvenendo?

 
28/04/2010 - La lentezza della politica. (GIORGIO GAVINEL)

Siamo molto lontani da una struttura europea pseudo-federale. Nessun governo nazionale è disposto a cedere una parte della sua sovranità ad organismi sovranazionali, aspetto indispensabile in una struttura federale. Nei periodi di vacche grasse tutto sembrava andare per il verso giusto con gli euro-parlamentari fieri e orgogliosi delle loro cariche. Faccio fatica a credere che gli organismi economici comunitari ed il F.M.I. fossero del tutto all'oscuro dei giochetti contabili greci. Ai primi di dicembre dello scorso anno ho partecipato a Colloquia 2009 a Trieste dove acuni premi nobel per l'economia hanno tracciato una panoramica su 2010. Mi ha colpito in particolare un passaggio di Arrigo Sadun del F.M.I. che con un pò di anticipo aveva evidenziato le problematiche sul debito eccessivo dei Pigs. Possibile che da allora nessuno gli abbia dato peso? Evidentemente i governi nazionali avevano priorità diverse. D'altra parte oramai si governa in base ai sondaggi e finchè il problema non è di dominio pubblico non serve affrontarlo perche non fa audience ...

 
28/04/2010 - senza limite (Fabrizio Terruzzi)

Solo fra ieri ed oggi le borse perderanno più di 300 miliardi di euro e questo per non volerne dare 30 alla Grecia. Ma in Germania sono sani di mente? La stupidità dei politici a volte sembra non aver limite.

 
28/04/2010 - Debiti e debiti (Vulzio Abramo Prati)

Dice bene il Prof. Deaglio, i toni tedeschi sono insopportabili e arroganti, certo ci sono paesi che hanno "taroccato" i loro conti e le manifestazioni di questi giorni in Grecia non fanno che dimostrare ulteriormente di come tante persone non abbiano ancora capito la gravità del loro problema. Detto questo però bisogna anche che qualcuno ricordi alla Germania che ci sono anche altri debiti ancora aperti, ad es. quello che ha con gli Internati Militari Italiani, cioè quei soldati che dopo l'8 settembre non hanno voluto aderire a Salò e pertanto sono stati internati nei campi in Germania e costretti ai lavori forzati senza nessuna osservanza degli accordi internazionali sui prigionieri. Gli I.M.I. erano circa 600.000 e decina di migliaia di questi eroi sono morti di stenti e violenza e chi è sopravvissuto ancora oggi aspetta un giusto compenso! Signora Merkel cosa fa, concilia?