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CRAC GRECIA/ Forte: ecco perché aiutare Atene è sbagliato

Grecia_Partenone_NotteR375.jpg (Foto)

Dato che il prestito che verrà prossimamente erogato è ultra-garantito, immagino che la Grecia non rimborserà totalmente quelli precedenti. Nel caso di default, il debito pubblico greco diventerà insolvibile A quel punto si passerà alla ristrutturazione del debito, come già successo con paesi in difficoltà come l’Argentina.

 

Non esiste una via d’uscita diversa?

 

Dovrebbe avvenire il contrario di quel che sta accadendo. La Grecia dovrebbe prima varare le riforme, cominciare a mettere i conti in ordine, e solo dopo aver stabilizzato la situazione chiedere un prestito per far fronte a una difficoltà momentanea. Questo la renderebbe credibile. Invece siamo in una situazione in cui abbiamo scoperto che hanno barato due volte sui bilanci pubblici, ancora non hanno varato una riforma seria per il contenimento della spesa pubblica e in più sta venendo fuori che le potrebbero servire fino a 100 miliardi di euro. Come possono essere credibili? Il Premier greco Papandreou non è credibile, perché è andato al Governo con un programma in cui prometteva rose e fiori e non austerità.

 

Secondo lei c’è un rischio di contagio in altri paesi europei come il Portogallo?

 

Naturalmente. Il Portogallo dovrà adesso dimostrare di essere credibile. Il problema è che ha da poco varato una manovra correttiva di bilancio e pare che non sia in grado di portarne a termine un’altra che sarebbe necessaria.

 

E il contagio potrebbe estendersi oltre?

 

Il Portogallo è sotto tiro pur avendo un debito pari al 77% del Pil. La linea tedesca, che nessuno ha capito, è ovvia e logica. Per quanto grossa sia, la Germania non è in grado di aiutare nessun altro oltre alla Grecia. Se le cose andranno male, il Portogallo chiederà di essere aiutato. Poi toccherà alla Spagna e forse qualche aiuto lo si potrà ancora dare. Quando poi toccherà all’Italia non credo che ci saranno ancora soldi per concedere prestiti.

 

Dunque anche l’Italia è a rischio?

 

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COMMENTI
01/05/2010 - ecco perchè si aiuta la Grecia! (Alberto Speroni)

"....Penso che la Grecia possa benissimo fallire pur rimanendo nell’euro. In questo caso le banche che hanno prestato soldi ad Atene prenderanno una bella scottatura." NB:detta così è già la risposta al perchè del tentativo di salvataggio della Grecia!! NON CI SMENANO I PIU'POTENTI!! infatti la si farà pagare poi ai ceti più deboli che cogliendo a "fiuto" l'ingiusta sentenza nei loro confronti,si sfogheranno almeno spaccando e incendiando tutto quello che troveranno sul loro camino di eterni sconfitti e beffati!!

 
29/04/2010 - Europa? (Vulzio Abramo Prati)

I padri fondatori dell'Unione Europea pensavano a un "Grande Stato" composto da regioni con le loro culture, tradizioni e valori, non certo a un gruppo provvisorio di stati dove c'è chi sale in cattedra e dà il voto agli altri, come certi compagni di classe, invisi a tutti, che segnavano sulla lavagna i buoni e i cattivi. I discorsi che si fanno sulla Grecia potrebbero essere riportati tali e quali alle regioni italiane: perchè alcune più ricche ed efficienti dovrebbero pagare per quelle "meno dotate"? Certo i problemi ci sono, si spende troppo, ma qualcuno si chiede ad es. qual è l'incidenza del welfare sulla spesa globale? Cosa facciamo, togliamo le pensioni sociali a chi non ha mai pagato contributi, oppure togliamo l'assistenza sanitaria a tutti, oppure ancora togliamo gli ammortizzatori sociali? L'Italia poi non è certo il paese dove le grosse aziende messe male falliscono, se guardiamo quante aziende "decotte" sono state mantenute in piedi coi nostri soldi e quanto le varie associazioni di categoria chiedono sempre con la spiegazione di uscire dalla crisi mi sembra proprio che non ci siamo! I sacrifici li dovremo certo fare ma spero che la solidarietà che ci ha sempre distinto come Paese non venga messa in discussione da certi discorsi da "liberismo estremista" anche un po' ingenuo che pensa all'economia come a "celle separate" con destini diversi; da tempo l'economia mondiale è più simile a un corpo vivo unico sano o malato nel suo complesso non nelle singole membra!

 
29/04/2010 - La Grecia deve fallire (Pietro Sita)

Qualsiasi azienda con il bilancio della Grecia sarebbe costretta al fallimento. Sono degli illusi quelli che pensano che si debba evitare il fallimento per il rischio contagio con gli altri paesi che sono già comunque tecnicamente falliti. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa che Giappone, Inghilterra e America (per non parlare dei PIGS)saranno mai in grado di restituire la montagna di debito che hanno accumulato? I politici sono dei mentitori di professione, nessuno di loro potrà mai ammettere il fallimento amministrativo dei loro stati; ma la realtà è questa e bisogna affrontarla con realismo.IL RE E'NUDO, i cortigiani possono sbizzarrirsi a tessere le lodi delle sue ricche vesti ma, per chi sa vedere, la nudità e l'impotenza del re sono evidenti. Per questo motivo bisogna affrontare la situazione di petto: ristrutturare i debiti, e non solo quelli della Grecia, cacciare i politici incapaci e corrotti,cambiare la mentalità degli amministratori che devono gestire i NOSTRI soldi come un "buon padre di famiglia" come si diceva una volta. Tutti quanti noi cittadini dobbiamo cambiare stile di vita,perchè tutti abbiamo vissuto al di sopra delle nostre reali possibilità. Rimandare la resa dei conti renderà sempre più difficile e doloroso il cammino per tornare alla normalità. Normalità che non sarà quella a cui eravamo abituati, con buona pace di politici e sindacalisti. Meditate gente...meditate

 
29/04/2010 - i problemi (Fabrizio Terruzzi)

I problemi sono di deficit di bilancio e di commercio con l'estero. Sono questi che devono esser risolti e gli aiuti saranno o dovranno essere sempre più vincolati alla loro soluzione. Il fallimento della Grecia renderebbe tutto enormemente più complicato perché genererebbe uno sconquasso che coinvolgerebbe Portogallo, Spagna e Italia oltreché una crisi mondiale forse peggiore di quella scatenata dal caso Lehman. Dio ce ne scampi e liberi.