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CRAC GRECIA/ Forte: ecco perché aiutare Atene è sbagliato

Pubblicazione:giovedì 29 aprile 2010

Grecia_Partenone_NotteR375.jpg (Foto)

Il federalismo fiscale fatto come l’intende la Lega con i suoi messaggi non funziona. Scuola e sanità possono passare alle Regioni, modificando per il momento solo poco il sistema tributario, che va adattato mano a mano alla responsabilità, senza toccare l’imposta personale sul reddito che deve servire a finanziare il debito pubblico. Agli enti locali vanno dati più mezzi per accertamenti tributari autonomi nel campo della tassazione indiretta. Bisogna fare il federalismo con l’idea che il Sud spenderà di meno, non con l’idea che il Nord pagherà di meno. In questo modo il bilancio avrà meno debiti. Il federalismo va fatto con gradualità, perché gli osservatori internazionali, per usare un termine banale, non sanno l’italiano. Loro vedono solo se lo Stato ha o meno i mezzi per pagare il debito pubblico.

 

Dunque una grande responsabilità della situazione in cui ci troviamo è anche della finanza?

 

La finanza fa il suo mestiere, seppur sbagliato. Le banche che giocano al ribasso, in realtà sarebbero ben felici che arrivasse qualcuno a salvare la Grecia. Noi dovremmo avere i parametri patrimoniali per chi fa queste operazioni. Attualmente invece queste transazioni non hanno quasi costi, perché si fanno sugli spread, sui derivati, senza necessità di avere in mano i titoli di stato. Non esistono quindi limiti a queste operazioni. C’è un sistema sregolato di speculazione internazionale.

 

Lei crede che l’euro sopravviverà?

 

L’euro senza Grecia e Portogallo funzionerebbe meglio. Ciò non toglie che la moneta unica può sopravvivere benissimo con il loro fallimento, anzi credo che si rafforzerebbe. L’Ue avrebbe dovuto dire che la socialità è un modo di distribuire fette di torta che esistono, non quelle che si vorrebbero e che sono immaginarie. Invece ha cincischiato sui rapporti debito/Pil, anziché prendere misure per evitare, per esempio, che le famiglie si indebitassero così tanto.

 

(Lorenzo Torrisi)



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COMMENTI
01/05/2010 - ecco perchè si aiuta la Grecia! (Alberto Speroni)

"....Penso che la Grecia possa benissimo fallire pur rimanendo nell’euro. In questo caso le banche che hanno prestato soldi ad Atene prenderanno una bella scottatura." NB:detta così è già la risposta al perchè del tentativo di salvataggio della Grecia!! NON CI SMENANO I PIU'POTENTI!! infatti la si farà pagare poi ai ceti più deboli che cogliendo a "fiuto" l'ingiusta sentenza nei loro confronti,si sfogheranno almeno spaccando e incendiando tutto quello che troveranno sul loro camino di eterni sconfitti e beffati!!

 
29/04/2010 - Europa? (Vulzio Abramo Prati)

I padri fondatori dell'Unione Europea pensavano a un "Grande Stato" composto da regioni con le loro culture, tradizioni e valori, non certo a un gruppo provvisorio di stati dove c'è chi sale in cattedra e dà il voto agli altri, come certi compagni di classe, invisi a tutti, che segnavano sulla lavagna i buoni e i cattivi. I discorsi che si fanno sulla Grecia potrebbero essere riportati tali e quali alle regioni italiane: perchè alcune più ricche ed efficienti dovrebbero pagare per quelle "meno dotate"? Certo i problemi ci sono, si spende troppo, ma qualcuno si chiede ad es. qual è l'incidenza del welfare sulla spesa globale? Cosa facciamo, togliamo le pensioni sociali a chi non ha mai pagato contributi, oppure togliamo l'assistenza sanitaria a tutti, oppure ancora togliamo gli ammortizzatori sociali? L'Italia poi non è certo il paese dove le grosse aziende messe male falliscono, se guardiamo quante aziende "decotte" sono state mantenute in piedi coi nostri soldi e quanto le varie associazioni di categoria chiedono sempre con la spiegazione di uscire dalla crisi mi sembra proprio che non ci siamo! I sacrifici li dovremo certo fare ma spero che la solidarietà che ci ha sempre distinto come Paese non venga messa in discussione da certi discorsi da "liberismo estremista" anche un po' ingenuo che pensa all'economia come a "celle separate" con destini diversi; da tempo l'economia mondiale è più simile a un corpo vivo unico sano o malato nel suo complesso non nelle singole membra!

 
29/04/2010 - La Grecia deve fallire (Pietro Sita)

Qualsiasi azienda con il bilancio della Grecia sarebbe costretta al fallimento. Sono degli illusi quelli che pensano che si debba evitare il fallimento per il rischio contagio con gli altri paesi che sono già comunque tecnicamente falliti. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa che Giappone, Inghilterra e America (per non parlare dei PIGS)saranno mai in grado di restituire la montagna di debito che hanno accumulato? I politici sono dei mentitori di professione, nessuno di loro potrà mai ammettere il fallimento amministrativo dei loro stati; ma la realtà è questa e bisogna affrontarla con realismo.IL RE E'NUDO, i cortigiani possono sbizzarrirsi a tessere le lodi delle sue ricche vesti ma, per chi sa vedere, la nudità e l'impotenza del re sono evidenti. Per questo motivo bisogna affrontare la situazione di petto: ristrutturare i debiti, e non solo quelli della Grecia, cacciare i politici incapaci e corrotti,cambiare la mentalità degli amministratori che devono gestire i NOSTRI soldi come un "buon padre di famiglia" come si diceva una volta. Tutti quanti noi cittadini dobbiamo cambiare stile di vita,perchè tutti abbiamo vissuto al di sopra delle nostre reali possibilità. Rimandare la resa dei conti renderà sempre più difficile e doloroso il cammino per tornare alla normalità. Normalità che non sarà quella a cui eravamo abituati, con buona pace di politici e sindacalisti. Meditate gente...meditate

 
29/04/2010 - i problemi (Fabrizio Terruzzi)

I problemi sono di deficit di bilancio e di commercio con l'estero. Sono questi che devono esser risolti e gli aiuti saranno o dovranno essere sempre più vincolati alla loro soluzione. Il fallimento della Grecia renderebbe tutto enormemente più complicato perché genererebbe uno sconquasso che coinvolgerebbe Portogallo, Spagna e Italia oltreché una crisi mondiale forse peggiore di quella scatenata dal caso Lehman. Dio ce ne scampi e liberi.