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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ Forte: ecco perché aiutare Atene è sbagliato

La Germania sembra pronta ad aiutare la Grecia, ma - spiega FRANCESCO FORTE a ilsussidiario.net - per l’euro sarebbe meglio che Atene fallisse

Grecia_Partenone_NotteR375.jpg(Foto)

La crisi greca sembra vicina a una svolta. Ieri, infatti, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto che i negoziati per un prestito alla Grecia vanno accelerati. La Germania sembra inoltre pronta a varare un piano di aiuti per un ammontare superiore ai 100 miliardi di euro in tre anni e nell’immediato si appresta a concedere un prestito di 8,4 miliardi di euro ad Atene. Questo sembra però non tranquillizzare i mercati. Nonostante le rassicurazioni della Commissione europea, si teme infatti che il rischio di insolvenza possa allargarsi ad altri paesi europei, in primis Portogallo e Spagna. Ipotesi che viene confermata anche dall’economista, ed ex ministro delle Finanze, Francesco Forte, che in questa intervista ci spiega che un fallimento di Grecia e Portogallo potrebbe addirittura rafforzare l’euro.

 

Professore, la Germania sembra pronta a fare il primo passo in aiuto della Grecia. Siamo vicini a una soluzione del problema?

La Germania può anche concedere questo prestito, ma credo che le cose non cambieranno molto, perché adesso è a rischio anche il Portogallo. Non esiste nemmeno la possibilità di espellere un paese dall’euro e nemmeno la Grecia può scegliere di uscirne. Penso che la Grecia possa benissimo fallire pur rimanendo nell’euro. In questo caso le banche che hanno prestato soldi ad Atene prenderanno una bella scottatura.

Ritiene quindi che sia un errore aiutare la Grecia?

Mi sembra che questa spirale di pietà sia sbagliata. Nell’area euro, del resto, ciascuno risponde per sé e non si può sovvenzionare chi sbaglia. Non riesco a capire questa teoria per cui in un’area come l’Unione monetaria tutti devono rispondere per gli errori di uno: non è giusto e non è equo.

Dunque meglio un fallimento della Grecia…

La Grecia probabilmente fallirà perché è stata spensierata. Il vero problema per Atene non è rappresentato dal debito pubblico, ma dalla bilancia dei pagamenti. Infatti ha un passivo della bilancia dei pagamenti pari al 4% del Pil. In sostanza, la Grecia non ha i soldi per rimborsare il prestito estero (contratto in particolare con Francia e Germania) e se si trova in questa situazione è colpa sua.

Cosa intende dire?

Il suo comportamento è stato assurdo. Penso che nessuno sappia che la Grecia lo scorso anno aveva una pressione fiscale pari al 37% del Pil, mentre in Germania è al 42,5%, in Italia supera il 43% e in Francia viaggia intorno al 44%. Atene avrebbe quindi fatto meglio a portare la pressione fiscale nella media europea alzandola almeno di 5 punti percentuali.

Cosa accadrebbe nel caso la Grecia dichiarasse il fallimento?

PER CONTINUARE A LEGGERE L’INTERVISTA A FRANCESCO FORTE SULLA CRISI DELLA GRECIA CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


COMMENTI
01/05/2010 - ecco perchè si aiuta la Grecia! (Alberto Speroni)

"....Penso che la Grecia possa benissimo fallire pur rimanendo nell’euro. In questo caso le banche che hanno prestato soldi ad Atene prenderanno una bella scottatura." NB:detta così è già la risposta al perchè del tentativo di salvataggio della Grecia!! NON CI SMENANO I PIU'POTENTI!! infatti la si farà pagare poi ai ceti più deboli che cogliendo a "fiuto" l'ingiusta sentenza nei loro confronti,si sfogheranno almeno spaccando e incendiando tutto quello che troveranno sul loro camino di eterni sconfitti e beffati!!

 
29/04/2010 - Europa? (Vulzio Abramo Prati)

I padri fondatori dell'Unione Europea pensavano a un "Grande Stato" composto da regioni con le loro culture, tradizioni e valori, non certo a un gruppo provvisorio di stati dove c'è chi sale in cattedra e dà il voto agli altri, come certi compagni di classe, invisi a tutti, che segnavano sulla lavagna i buoni e i cattivi. I discorsi che si fanno sulla Grecia potrebbero essere riportati tali e quali alle regioni italiane: perchè alcune più ricche ed efficienti dovrebbero pagare per quelle "meno dotate"? Certo i problemi ci sono, si spende troppo, ma qualcuno si chiede ad es. qual è l'incidenza del welfare sulla spesa globale? Cosa facciamo, togliamo le pensioni sociali a chi non ha mai pagato contributi, oppure togliamo l'assistenza sanitaria a tutti, oppure ancora togliamo gli ammortizzatori sociali? L'Italia poi non è certo il paese dove le grosse aziende messe male falliscono, se guardiamo quante aziende "decotte" sono state mantenute in piedi coi nostri soldi e quanto le varie associazioni di categoria chiedono sempre con la spiegazione di uscire dalla crisi mi sembra proprio che non ci siamo! I sacrifici li dovremo certo fare ma spero che la solidarietà che ci ha sempre distinto come Paese non venga messa in discussione da certi discorsi da "liberismo estremista" anche un po' ingenuo che pensa all'economia come a "celle separate" con destini diversi; da tempo l'economia mondiale è più simile a un corpo vivo unico sano o malato nel suo complesso non nelle singole membra!

 
29/04/2010 - La Grecia deve fallire (Pietro Sita)

Qualsiasi azienda con il bilancio della Grecia sarebbe costretta al fallimento. Sono degli illusi quelli che pensano che si debba evitare il fallimento per il rischio contagio con gli altri paesi che sono già comunque tecnicamente falliti. C'è qualcuno, sano di mente, che pensa che Giappone, Inghilterra e America (per non parlare dei PIGS)saranno mai in grado di restituire la montagna di debito che hanno accumulato? I politici sono dei mentitori di professione, nessuno di loro potrà mai ammettere il fallimento amministrativo dei loro stati; ma la realtà è questa e bisogna affrontarla con realismo.IL RE E'NUDO, i cortigiani possono sbizzarrirsi a tessere le lodi delle sue ricche vesti ma, per chi sa vedere, la nudità e l'impotenza del re sono evidenti. Per questo motivo bisogna affrontare la situazione di petto: ristrutturare i debiti, e non solo quelli della Grecia, cacciare i politici incapaci e corrotti,cambiare la mentalità degli amministratori che devono gestire i NOSTRI soldi come un "buon padre di famiglia" come si diceva una volta. Tutti quanti noi cittadini dobbiamo cambiare stile di vita,perchè tutti abbiamo vissuto al di sopra delle nostre reali possibilità. Rimandare la resa dei conti renderà sempre più difficile e doloroso il cammino per tornare alla normalità. Normalità che non sarà quella a cui eravamo abituati, con buona pace di politici e sindacalisti. Meditate gente...meditate

 
29/04/2010 - i problemi (Fabrizio Terruzzi)

I problemi sono di deficit di bilancio e di commercio con l'estero. Sono questi che devono esser risolti e gli aiuti saranno o dovranno essere sempre più vincolati alla loro soluzione. Il fallimento della Grecia renderebbe tutto enormemente più complicato perché genererebbe uno sconquasso che coinvolgerebbe Portogallo, Spagna e Italia oltreché una crisi mondiale forse peggiore di quella scatenata dal caso Lehman. Dio ce ne scampi e liberi.