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CRAC GRECIA/ 1. Mauro (Pdl): ecco perché l’Europa deve salvare Atene

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Il prestito coordinato tra Ue e Fondo Monetario Internazionale è ormai l’unica soluzione attuabile. Non c’è più spazio per il dibattito, ma soprattutto non c’è più tempo per un miracolo del mercato. Bisogna fare in fretta, prima che tutto vada a eclissarsi in un tremendo paradosso, ossia che l’Unione europea delle banche, delle multinazionali e della convenienza economica venga disintegrata da quello che è sempre stato il suo più grande vanto e che rischia di trasformarsi nel più grave peccato di presunzione della sua storia.

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COMMENTI
01/05/2010 - Ecco perchè... (Diego Perna)

Ecco perché l'Europa deve salvare Atene in un altro modo, anziché buttare tutti questi soldi, che probabilmente saranno anche i miei che non ho e così mi indebiterò ancora,visto che quasi non lavoro più, dentro banche e finanza DI TUTTO IL MONDO, per salvare solo queste. (una specie di salvataggio all'americana di un paio di anni fa, socializzare i debiti dei too big to fail, e non dei Greci) I ns 5,5 mld; per ora non sarebbe meglio investirli e cercare di far ripartire la ns economia? Per dire il vero, penso che sarebbe inutile l'economia deve cambiare dalle basi, però la Grecia dovremmo aiutarla diversamente. E comunque, a me e a molti disoccupati non li aiuterà più nessuno, tranne che qualche assegno circolare, ci arrivi non si sa come ed a ns insaputa in qualche tasca, taschino o sotto il cuscino come col primo dentino. Ai tempi era un ventino. Buon Primo Maggio Festa del Lavoro e dei Lavoratori

 
30/04/2010 - Caro Mauro, meno retorica e più realismo! (Giuseppe Crippa)

Non è la prima volta che sono in disaccordo con Mario Mauro ed ogni volta mi dispiace, ma è giusto essere esigenti con chi ci rappresenta. Che nasconda adesso la totale incapacità delle istituzioni europee di concertare una politica comune e dei governi di adottare politiche conseguenti dietro il dito della Solidarietà è davvero troppo! La società greca ha vissuto e sta vivendo ampiamente al di sopra delle sue possibilità, e la sua classe politica non ha saputo e più ancora non ha voluto far nulla per riportarla a comportamenti più corretti. Peggio ancora: sono stati truccati i conti. Sarebbe stato meglio imporre ai greci di uscire dall’Euro (non tanto per ritornare alla dracma, quanto per inaugurare un euro di serie B) almeno sei mesi fa. Dar modo alla loro disastrata economia di respirare grazie ad una robusta svalutazione sarebbe stato il modo giusto di essere solidali con loro in un quadro di vera chiarezza, e pazienza per le banche creditrici coinvolte. Questo prestito è un pannicello caldo che servirà solo a ritardare di qualche mese l’inevitabile. Credo che Mauro lo sappia. Se non è così che lo affermi, poi verificheremo tra qualche mese.

 
30/04/2010 - non c'è il rischio di creare un precedente? (Michele Castelli)

Rispetto alla situazione greca mi sorge un dubbio: non c'è il rischio di creare un rischioso precedente? Sono d'accordo che occorre solidarietà tra i paesi membri dell'Unione Europea però è vero anche che se chi sbaglia viene poi "salvato" allora diminuisce l'incentivo a tenere i conti in regola, tanto alla fine qualcuno li ripianerà. In altre parole non è rischioso stabilire un principio di solidarietà per il quale magari un domani non si avranno più i soldi per aiutare paesi che si ritroveranno nella situazione attuale della Grecia? Qual'è il discrimine tra responsabilità degli Stati e coesione di questi nell'UE? Se uno stato fa delle scelte in materia fiscale discutibili mentre altri stati "tirano la cinghia" per rimanere con i conti a posto è giusto che il primo sia sostenuto? Pongo la domanda perchè in questa situazione intermedia dove si hanno dei vincoli verso l'europa però gli stati sono autonomi nelle scelte di politica interna potrebbe essere rischioso non chiarire bene le responsabilità di ciascuno.

 
30/04/2010 - Unione Europea (Vulzio Abramo Prati)

Concordo pienamente con quanto espresso dal Presidente Mauro, non solo per il richiamo ai principi fondanti della Comunità Europea ma anche, e soprattutto, per una visione economica europea "sistemica" e unitaria. E' doveroso chiedere ai paesi aderenti rigore economico ma non si può certo pensare, come fanno alcuni, che il default greco possa essere un bene! Facendo degli esempi, a parte i 115 milioni di bond greci posseduti dalla Lombardia, una futura moneta debole greca favorirebbe il loro settore turistico, ma come ne uscirebbe il nostro? Favorirebbe il loro settore agricolo e oleario, ma il nostro? ecc...Tutto ciò non mi sembra ininfluente per l'Italia! E questo sarebbe solo il primo passo, poi seguirebbero il Portogallo, la Spagna e l'Irlanda. A proposito, spesso chi vuol far fallire la Grecia sono le stesse persone che ci indicavano poco tempo fa il "miracolo economico" di Spagna e Irlanda! I facili entusiasmi sono sempre dannosi!

 
30/04/2010 - Ecco perchè l'Italia .. (Diego Perna)

Ecco perchè l'Italia avrebbe dovuto aiutare il Sud, qui in Sicilia la disoccupazione è al 20%, forse anche di più, il pil della Sicilia è rimasto agli anni 60, i giovani fuggono e lo farebbero anche gli adulti, io per primo. Questo problema c'è l'abbiamo da prima che si formasse L'Europa, e non si è fatto mai nulla, nè prima nè dopo. L'Italia avrebbe più risorse, se ciò fosse accaduto per aiutare la Grecia, ma anche il Portogallo e la Spagna fra qualche mese o meno. Certo parlare di ciò che si doveva fare forse non serve, è una lamentela senza futuro, ma come dice qualcuno, se la casa del vicino brucia, si deve intervenire, figuriamoci se la casa è la nostra. Ma di questo ne abbiamo coscienza o soltanto non fa notizia e non aggrega consensi sufficienti? Non so cosa pensare, anche io voglio salvare gli uomini greci, la nostra cultura europea è anche Platone, Socrate, Omero, Fidia come noi abbiamo avuto Verga, Pirandello e molti dei nostri artisti siciliani oggi come ieri son dovuti andar via. Ma queste mie parole andranno al vento, come le lacrime nella pioggia di quel famoso film. Buona Giornata ai 2 milioni che leggono mensilmente IL Sussidiario