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Economia e Finanza

FINANZA/ Dopo la Grecia, si apre un nuovo fronte caldo per gli speculatori

Oltre alla Grecia, che offre buone opportunità per gli speculatori, i prezzi delle commodities sono saliti senza che vi sia stato un aumento della loro domanda

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Silenzio. È questa la parola chiave dei vari governi, delle autorità monetarie, della Bce, delle banche centrali riguardo il colossale flop - o, peggio, imbroglio - del salvataggio della Grecia. Gli assets ellenici sono stati letteralmente devastati l’altro giorno dai timori dei mercati rispetto l’efficacia del piano congiunto Ue-Fmi: Borsa a picco, spread sui titoli di Stato a livelli mai toccati da 11 anni a questa parte, cds sul sovereign debt impazziti.

 

Lo diciamo da settimane, sentendoci dare di fatto dei menagramo: ecco, invece, che la realtà diventa gentildonna e mostra al mondo il Re europeo nudo. E il fatto che le autorità greche comincino a puntare il dito contro il Portogallo, già declassato da Fitch, come possibile secondo nervo scoperto dei Pigs dimostra che la sopravvivenza e il suo istinto primordiale hanno fatto scattare la classica guerra tra poveri. Come dire, cari investitori shortate il mio vicino, non me. Ecco lo spirito europeo!

Lo spread tra bond greci e bund tedeschi è a 400 punti base, i titoli bancari di quel paese sono affondati in Borsa del 2,5%: chissà chi sta comprando i cds sul default, allora? Bravi, le banche francesi e tedesche esposte verso la Grecia e i suoi tremebondi istituti di credito: nessuno, però, tra Parigi e Berlino strepita contro la speculazione e l’utilizzo di naked short.

Devono coprirsi, lorsignori e chi di hedging ferisce, alla fine, di hedging perisce. Anche perché al Lombard Street Institute di Londra dicono chiaramente che «la netta differenza tra quanto accadeva un mese fa e oggi sui mercati è che gli investitori non scommettono sul rischio di contagio nell’eurozona, stanno bersagliando unicamente la Grecia perché numeri alla mano il piano di salvataggio si dimostra insufficiente». Che geni i nostri euroburocrati! O, forse, che furbi!

Capito che ormai la situazione era disperata, hanno accettato l’intervento misto con il Fmi per scaricare un po’ di peso del salvataggio su Usa, Russia e Cina e, al tempo stesso, hanno cominciato un gioco al massacro contro Atene per rifarsi quantomeno delle esposizioni: non stupisce, affatto. È il mercato, bellezza! Peccato che loro lo disprezzino e parlino di solidarietà europea.

Nessun hedge fund sta shortando la Grecia, siamo all’assalto degli istituzionali: ovvero, banche coperte - e spesso semi-nazionalizzate - dai governi che decidono quale medicina dare al malato. Come già detto negli scorsi giorni, sono tempi delicati quelli che stiamo vivendo e che ci accompagneranno all’estate. Le rinnovate minacce iraniane a Obama, guarda caso quando la battaglia energetica è ridivampata, ci parla di un quadro di instabilità geopolitica preoccupante ma molto interessante per i mercati: perché la Turchia ha attaccato in maniera così netta Israele per la nuova politica di insediamenti? Perché la Russia tace ma muove le sue pedine energetiche sottobanco?

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