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FISCO/ Muraro: ma quale svolta, la riforma di Tremonti non abbasserà le tasse

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Sì, perché come al solito lo strumento funziona bene sulla carta, ma perché funzioni bene anche nella realtà necessita di una continua manutenzione, che finora non è stata adeguata. Questo ha determinato applicazioni inique, dove si è mostrato il potere coercitivo dello Stato nei suoi termini più deteriori: il cittadino ha quindi paura e rinuncia a far valere le sue buone ragioni. Questo però riguarda secondo me la minoranza dei casi.

 

In una recente intervista, il Professor Campiglio ha spiegato che secondo lui la maggior parte del nero deriva dalle importazioni e dai processi produttivi a filiera. È d’accordo?

 

Non voglio sottovalutare il fenomeno, ma guardando alla complessità della vita economica credo che l’evasione dell’Iva in Italia avvenga più sui servizi che non sulle merci.

 

Un altro pilastro della riforma è il federalismo fiscale. Teme che possa portare a una situazione in cui ci siano Regioni fiscalmente più convenienti di altre?

 

Non credo che ci sia molto da temere: in definitiva la Regione muove l’Irap e l’addizionale Irpef. L’incidenza di queste due imposte è però marginale. L’effetto rilevante per determinare l’ubicazione di un’impresa e dei cittadini in una Regione sta nell’insieme dei costi e delle prospettive economiche (efficienza, sicurezza sul territorio, la forza dei distretti).

 

Pensa che l’idea prospettata da Tremonti di inviare a casa degli italiani le dichiarazioni dei redditi precompilate sia vincente?


Suggerirei di non dire né sì né no a priori e di fare un esperimento. L’importazione di questi sistemi a volte funziona, a volte genera dei “mostri”, perché richiede un ambiente circostante “allenato”. Quindi prima di introdurre una misura del genere in maniera definitiva, è bene che ci sia un periodo sperimentale.

 

Passando dalle persone alle imprese, non c’è stato ancora nessun intervento sull’Irap.

 

L’Irap non è un’imposta che penalizza le imprese più di altre imposte. C’è sempre stata, secondo me, una cattiva propaganda, l’Irap non è mai stata capita. È una specie di seconda imposta sui redditi non da lavoro dipendente. Dal punto di vista economico funziona bene, ha avuto un ruolo positivo nella storia eliminando ben otto fra tributi e contributi precedenti. Si dice che si paga l’Irap anche sugli interessi passivi o sul costo del lavoro. Qui tocchiamo però il concetto di valore aggiunto, che è fondamentale dal punto di vista economico ed è una buona base imponibile soprattutto considerando che l’Irap è un’imposta regionale e dovrebbe quindi compensare la Regione degli oneri che un’impresa comporta. Le aziende vanno secondo me aiutate con una politica di alleggerimento della spesa pubblica, che riduca complessivamente la pressione tributaria.

 

A proposito di spesa pubblica, i recenti dati Istat dicono che è aumentato il rapporto deficit/Pil. Contemporaneamente la pressione fiscale è tornata ai livelli della fine degli anni ’90.

 

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COMMENTI
09/04/2010 - SECONDO TREMONTI&BOSSI (celestino ferraro)

Secondo Tremonti, con il FEDERALISMO fiscale si raggiungerà l'equa distribuzione del gravame tasse sulle spalle degli italiani. Affidando ai Comuni gli accertamenti sull’imposizione fiscale si ovvierà a quella SCANDALOSA evasione (100 miliardi?) che impoverisce il bilancio dello Stato. Voglio solo ricordare che nel 1973, il governo Andreotti-Malagodi, abolì l'esosa "Imposta di famiglia" (entrata fiscale non equamente distribuita basata sul tenore di vita). Esisteva una tassa sul pianoforte, inteso come aggeggio di lusso. Lo Stato accentrò tutte le imposte a Roma e, da Roma, decise il trasferimento ai Comuni secondo un criterio che si riferiva all'imponibile "Imposta di famiglia" incassato dal Comune nell’ultimo anno di riscossione, maggiorato di un X secondo la classe del Comune. Gli accertamenti tributari (da servizi segreti) venivano effettuati dall'ufficio tributi del Comune: non pagava nessuno (tutte bustarelle corruttive). Centinaia di ricorsi e nessuno che accettasse di concordare pro bono pacis. Ritorniamo indietro? Si andrà a sorvegliare il tenore di vita anche fra le lenzuola? Quelli che lo fanno ogni notte pagheranno il doppio? E quelli che lo faranno anche durante il giorno, il triplo? Possibile che lo Stato non sappia essere altro che una macchina divorasoldi? Lo Stato gabelliere come lo sceriffo di Nottingham? Non potrebbe tentare lo Stato, di finanziarsi attraverso i consumi? Chi consuma di più, paga di più! Ovviamente non così semplicisticamente.

 
08/04/2010 - Quoziente familiare = fisco equo (GIUSEPPE LINO)

Lei parla di "risparmio fiscale ingiustificatmente elevato" nel caso di monoreddito alto rispetto alla famiglia bireddito. A me sembra che si ignori la realtà e cioè che fino ad oggi il monoreddito è stato penalizzato rispetto alla famiglia bireddito, perciò mi sembra più giusto parlare di una maggiore equità fiscale. Ricordo che considerando una famiglia con 40.000 euro di entrate a parità di componenti, il monoreddito paga circa 2600 euro di tasse in più, pari a circa il 46% in più, rispetto al bireddito. Certo il quoziente familiare non può avantaggiare chi lo è già, ma spostando il soggetto della tassazione dall'individuo alla famiglia rende più equa la progressività dell'imposta.

 
08/04/2010 - Le tasse non diminuiranno (Adriano Sala)

Sono parzialmente d'accordo con il prof. Muraro. Alcune considerazioni. Prima di mettere mano alla riforma fiscale è opportuno mettere mano ai tagli, se non altro per ragioni etiche. Quoziente famigliare: già in passato era stato prospettato il cumulo dei redditi famigliari. Il risultato fu una serie di separazioni coniugali fittizie; vogliamo ripetere l'esperimento? Stabilire quanto costa incassare ogni tassa; sicuramente alcune hanno costi superiori ai benefici. Aboliamole subito. Tasse costose per i contribuenti da semplificare. Esempio: registrazione annuale dei contratti di affitto: banca per pagamento al fisco e riscossione dall'affittuario, Agenzia delle Entrate per consegnare le ricevute. Quanto tempo si perde? Il tempo dei contribuenti non costa proprio nulla?Studi di settore: rappresentano una minimum tax, poche chiacchere prof. Muraro. Quanti pagano senza avere il reddito indicato dagli studi di settore (ad es. piccoli commercianti a rischio chiusura)? Quanti pagano per occultare redditi ben maggiori?Qual'è il livello di corruzione nella Guardia di Finanza? Risultato: se si vuole evitare l'evasione ci sono solo due strade: tagliare i costi inutili e odiosi, spendere bene i soldi dei contribuenti rendendo conveniente pagare le tasse. Alcuni tabù devono essere abbattuti: pensioni e salute devono essere pagati personalmente: chi paga avrà benefici, chi non paga non ne dovrà avere affatto. I risparmi sarebbero colossali.

 
08/04/2010 - IRAP NON DA LAVORO DIPENDENTE ???? (paolo baldisserri)

MA COME SI FA a dire che l'IRAP non penalizza il lavoro dipendente ????? L’Irap non è un’imposta che penalizza le imprese più di altre imposte. C’è sempre stata, secondo me, una cattiva propaganda, l’Irap non è mai stata capita. È una specie di seconda imposta sui redditi non da lavoro dipendente