BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FISCO/ Muraro: ma quale svolta, la riforma di Tremonti non abbasserà le tasse

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Aggiungo che non solo è aumentato il deficit, ma è scomparso l’avanzo primario: per la prima volta dal 1991 il saldo tra spese dirette (senza calcolare gli oneri per gli interessi passivi sul debito pubblico) ed entrate è diventato negativo. Si tratta del risultato di anni di grande crisi, quindi è senz’altro una situazione momentanea. È però il segnale che abbiamo ancora una strada lunga e faticosa da fare prima di risanare la finanza pubblica e ridurre il debito.

 

Secondo lei è necessario intervenire prima sulla spesa pubblica o sulla pressione fiscale?

 

Non bisogna diffondere troppe illusioni su un abbassamento rapido e significativo della pressione fiscale. Credo che si debba lavorare da qui in avanti, sfruttando i prossimi tre anni tranquilli dal punto di vista elettorale, per fare riforme strutturali che siano in grado di rendere il Paese più efficiente. Occorre quindi: alleggerire la macchina pubblica, soprattutto nella struttura periferica dello Stato che presenta delle ridondanze; distribuire risorse all’Università e alla ricerca in termini meritocratici: introdurre un federalismo equo e positivo, che punisca gli sprechi e premi gli enti locali virtuosi; avere una giustizia più efficiente, dato che i processi civili sono troppo lunghi, comportando così elevati costi economici. Appena queste riforme cominceranno a produrre effetti, diminuendo la spesa pubblica sul Pil, si potrà diminuire la pressione fiscale.

 

Basteranno tre anni per portare a compimento la riforma fiscale?

 

Ne potrebbero bastare anche solo due per il disegno generale. Forse qualche passo potrebbe essere rinviato. Mi auguro però che tutto il percorso possa nascere ed essere portato avanti in maniera condivisa, magari con un patto nazionale tra le forze politiche e sociali.

 

(Lorenzo Torrisi)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
09/04/2010 - SECONDO TREMONTI&BOSSI (celestino ferraro)

Secondo Tremonti, con il FEDERALISMO fiscale si raggiungerà l'equa distribuzione del gravame tasse sulle spalle degli italiani. Affidando ai Comuni gli accertamenti sull’imposizione fiscale si ovvierà a quella SCANDALOSA evasione (100 miliardi?) che impoverisce il bilancio dello Stato. Voglio solo ricordare che nel 1973, il governo Andreotti-Malagodi, abolì l'esosa "Imposta di famiglia" (entrata fiscale non equamente distribuita basata sul tenore di vita). Esisteva una tassa sul pianoforte, inteso come aggeggio di lusso. Lo Stato accentrò tutte le imposte a Roma e, da Roma, decise il trasferimento ai Comuni secondo un criterio che si riferiva all'imponibile "Imposta di famiglia" incassato dal Comune nell’ultimo anno di riscossione, maggiorato di un X secondo la classe del Comune. Gli accertamenti tributari (da servizi segreti) venivano effettuati dall'ufficio tributi del Comune: non pagava nessuno (tutte bustarelle corruttive). Centinaia di ricorsi e nessuno che accettasse di concordare pro bono pacis. Ritorniamo indietro? Si andrà a sorvegliare il tenore di vita anche fra le lenzuola? Quelli che lo fanno ogni notte pagheranno il doppio? E quelli che lo faranno anche durante il giorno, il triplo? Possibile che lo Stato non sappia essere altro che una macchina divorasoldi? Lo Stato gabelliere come lo sceriffo di Nottingham? Non potrebbe tentare lo Stato, di finanziarsi attraverso i consumi? Chi consuma di più, paga di più! Ovviamente non così semplicisticamente.

 
08/04/2010 - Quoziente familiare = fisco equo (GIUSEPPE LINO)

Lei parla di "risparmio fiscale ingiustificatmente elevato" nel caso di monoreddito alto rispetto alla famiglia bireddito. A me sembra che si ignori la realtà e cioè che fino ad oggi il monoreddito è stato penalizzato rispetto alla famiglia bireddito, perciò mi sembra più giusto parlare di una maggiore equità fiscale. Ricordo che considerando una famiglia con 40.000 euro di entrate a parità di componenti, il monoreddito paga circa 2600 euro di tasse in più, pari a circa il 46% in più, rispetto al bireddito. Certo il quoziente familiare non può avantaggiare chi lo è già, ma spostando il soggetto della tassazione dall'individuo alla famiglia rende più equa la progressività dell'imposta.

 
08/04/2010 - Le tasse non diminuiranno (Adriano Sala)

Sono parzialmente d'accordo con il prof. Muraro. Alcune considerazioni. Prima di mettere mano alla riforma fiscale è opportuno mettere mano ai tagli, se non altro per ragioni etiche. Quoziente famigliare: già in passato era stato prospettato il cumulo dei redditi famigliari. Il risultato fu una serie di separazioni coniugali fittizie; vogliamo ripetere l'esperimento? Stabilire quanto costa incassare ogni tassa; sicuramente alcune hanno costi superiori ai benefici. Aboliamole subito. Tasse costose per i contribuenti da semplificare. Esempio: registrazione annuale dei contratti di affitto: banca per pagamento al fisco e riscossione dall'affittuario, Agenzia delle Entrate per consegnare le ricevute. Quanto tempo si perde? Il tempo dei contribuenti non costa proprio nulla?Studi di settore: rappresentano una minimum tax, poche chiacchere prof. Muraro. Quanti pagano senza avere il reddito indicato dagli studi di settore (ad es. piccoli commercianti a rischio chiusura)? Quanti pagano per occultare redditi ben maggiori?Qual'è il livello di corruzione nella Guardia di Finanza? Risultato: se si vuole evitare l'evasione ci sono solo due strade: tagliare i costi inutili e odiosi, spendere bene i soldi dei contribuenti rendendo conveniente pagare le tasse. Alcuni tabù devono essere abbattuti: pensioni e salute devono essere pagati personalmente: chi paga avrà benefici, chi non paga non ne dovrà avere affatto. I risparmi sarebbero colossali.

 
08/04/2010 - IRAP NON DA LAVORO DIPENDENTE ???? (paolo baldisserri)

MA COME SI FA a dire che l'IRAP non penalizza il lavoro dipendente ????? L’Irap non è un’imposta che penalizza le imprese più di altre imposte. C’è sempre stata, secondo me, una cattiva propaganda, l’Irap non è mai stata capita. È una specie di seconda imposta sui redditi non da lavoro dipendente