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Lavoro

PRIMO MAGGIO/ Bonanni (Cisl): le proposte del sindacato per risanare l’Italia

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Se il nostro comune obbiettivo è quello di garantire i diritti umani e di accoglienza nel pieno rispetto della Convenzione di Ginevra del 1951, resta di fondamentale importanza l’impegno per assicurare per legge il diritto di voto a coloro che lavorano e pagano le tasse nel nostro paese, assieme alla riforma della legge sulla cittadinanza per i figli di immigrati nati e cresciuti in Italia.

 

Non è possibile restare imprigionati nella logica inaccettabile di chi legifera sugli immigrati quasi allo scopo di “punire lo straniero”. Noi vogliamo incoraggiare chi in Italia svolge attività lavorativa, perché possa finalmente entrare a titolo paritario nella nostra comunità civile. E anche per questo ci battiamo perché le competenze per il rinnovo del permesso di soggiorno siano trasferite agli enti locali al fine di facilitare le pratiche di inserimento e di accoglienza.

 

Ma i gravi episodi di sfruttamento e i tumulti accaduti a Rosarno non rappresentano il triste risultato di una unica “mela marcia” . Essi sono lo spioncino rosso di una grave situazione in cui versa in genere il nostro paese, e in particolare il Mezzogiorno, per il dilagare del lavoro sommerso e lo strapotere di associazioni criminal-mafiose che condizionano lo sviluppo.

 

Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil hanno convocato la festa del Primo Maggio a Rosarno proprio per dire “no!” alle prepotenze e alle illegalità. Ma soprattutto per lanciare un monito e un appello ad allargare la rete della solidarietà: la piena attuazione di riforme condivise per la integrazione e i diritti degli immigrati devono entrare a far parte dell’agenda di tutte le forze politiche, sociali ed economiche italiane.

 

La manodopera extracomunitaria è sempre stata una risorsa preziosa per l’economia del nostro paese. E sempre più deve acquisire diritti di cittadinanza, senza restare preda di un intollerabile sfruttamento occulto, spesso legato alle forme più diverse della criminalità, che sono la vera minaccia da eliminare per il progresso democratico e civile.

 

Da Rosarno, da tutte le piazze italiane, in questo Primo Maggio, il sindacato rinnoverà le sue proposte. Tocca al Governo e alle forze politiche saperle raccogliere, per costruire insieme un paese più giusto, più solidale, fondato sui valori del lavoro e della democrazia.

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COMMENTI
01/05/2010 - CRISI ECONOMIA, IMPRESA E LAVORO.....I (ivan simeone)

L'intervento del segretario Bonanni è condivisibile (lo dico anche da ex cislino) ma il piano del problema bisognerebbe inclinarlo con maggior decisione verso le reali problematiche delle imprese (con particolare attenzione alle piccole, medie e microimprese)che ancora oggi riescono a tenere la crisi tra mille difficoltà, dove l'imprenditore è anch'egli un lavoratore ....vedi le imprese artigiane tanto bistrattate... Le parole, i dibattiti sono condivisibili; abbiamo oggi un primo maggio ridotto ad un festival ponendo in second'ordine il vero senso del lavoro. sentiamo, anche nelle provincie (vedi il caso Latina) l'esigenza di "concretizzare le parole"....A Latina stiamo ormai vivendo una crisi che non è più strisciante ma evidente; si cerca di contenerla ma dobbiamo rilanciare una politica vera con interventi reali. Confidiamo nella nuova compagine regionale ma le associazioni datoriali e dei lavoratori devono (dobbiamo!) cominciare ad affrontare il problema non solo "statisticamente" ma dando corpo ad un'aria nuova, ad atteggiamenti nuovi che vedano al loro centro non l'impresa come soggetto giuridoco ma l'impresa come luogo di un incontro tra persone che devono, mediante il lavoro, realizzare il loro futuro e delle loro famiglie...dobbiamo creare rapporti solidali nuovi. In questo la poltica deve fare la sua parte. Abbiamo la necessità di avere interlocutori fermi e chiari. Politici che tornino a vedere la politica come un servizio alla comunità. E' utopia ?

 
01/05/2010 - poveri noi (Fabrizio Terruzzi)

la ricetta di Bonanni si scontra con questo dato di fatto che i pomodori italiani non sono più a buon mercato di quelli spagnoli, greci, marocchini. Anzi.. Ciò non toglie che condizioni di ospitalità decenti siano un dovere umano, di cui tutti dovremmo farci carico non limitandoci a delegare a carabinieri, leggi, tribunali.

 
01/05/2010 - Concordo con Bonanni, ma… (Giuseppe Crippa)

Fa bene Bonanni a richiamare l’attenzione di tutti, in questo primo maggio, su due gravi problemi del nostro sistema, particolarmente evidenti al sud: il lavoro nero e lo sfruttamento degli immigrati. Le soluzioni che propone al primo problema, che vanno nel senso di una semplificazione delle procedure e di una innovazione nel diritto del lavoro sempre però sulla base di accordi tra le associazioni sindacali e padronali, meritano il massimo sostegno: il fatto che si scontrino regolarmente con le resistenze demagogiche della CGIL che persegue una ottusa difesa dell’esistente anche quando questo si traduce nell’esclusione dei giovani dal lavoro “in regola” ne comprovano il sano realismo e la lontananza da anacronistici ideologismi. Trovo invece un po’ buonista l’atteggiamento verso gli immigrati già inseriti nel nostro tessuto produttivo ma spesso un po’ meno in quello sociale: il diritto di voto amministrativo non mi sembra un buon punto di partenza, ma semmai un eventuale punto di arrivo, che andrebbe subordinato non soltanto al pagare le tasse quanto ad una effettiva integrazione (di cui la conoscenza delle lingua italiana costituirebbe un elemento di prova) ed anche all’esistenza di condizioni simmetriche per gli italiani ipoteticamente residenti nei paesi di provenienza degli immigrati extracomunitari.