BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRAC GRECIA/ Pelanda: la grande crisi ci vuole tutti tedeschi

Pubblicazione:

Grecia_Tempio_EuropaR375.jpg

Per questo i governi si sono riuniti a Bruxelles consapevoli di essere ad un centimetro dalla catastrofe e disposti a fare di tutto per evitarla. Per questo sono state decise misure fuori dall’ordinario. Basteranno? Nel breve termine il mercato vuole essere certo che i debiti verranno ripagati. L’unico modo per riassicurarlo è che la Bce compri i titoli, cosa vietata dai trattati, ma non c’è altro da fare.


Tuttavia, nel caso il mercato si tranquillizzi, non basterà. Sarà anche necessario provare che le nazioni deboli possono restare nell’euro senza impoverimenti tali da indurre rivolte popolari. Gli eurogoverni si sono impegnati a rafforzare le regole europee in modo che le singole nazioni siano obbligate con più forza a raggiungere ed a mantenere l’ordine contabile. Questa impostazione dimostra l’influenza del concetto tedesco di ordine economico ed implica che ogni nazione dell’Eurozona divenga simile alla Germania. Difficile e non necessariamente auspicabile.


Un governo economico integrato dell’economia europea potrà essere soluzione migliore? Implica il trasferimento di risorse dai forti ai deboli, come l’Italia ha fatto per il Sud per capirci, e non è probabile che i tedeschi lo accetteranno e che possa essere una soluzione efficace. Per questo, pur essendo probabile la soluzione della crisi di contingenza, resterà a lungo l’incertezza sulla tenuta dell’Eurozona. Gli esperti hanno difficoltà nel capire come riparare l’enorme errore di un eurosistema mal costruito, i politici sono spaventati sia dalla possibilità di una sua dissoluzione sia dalle misure impopolari che dovranno prendere per tenerlo in piedi. Bisognerà ripensare l’Europa, ce la faremo, ma come ancora non si sa. 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
10/05/2010 - QUEL TRONFIO DELL'EURO (celestino ferraro)

Si può dire che quest’euro-fallico, coniugatosi finanziariamente con tante belle donne del gineceo Europeo, sia stata un’azzardata circonvenzione d’incapaci irretite dai loro “maggiori”? Bisognava dar mogli al facoltoso mandrillo perché il patrimonio crescesse robusto, forte E IN PACE, e i parenti delle spose diedero per dote, alle stagionate da impalmare, tutti i gioielli e i corredi che le famiglie avevano immagazzinato nel corso dei secoli. Era necessario che il Teutone gaglia si sposasse in pompa magna, bisognava impedirgli di avventurarsi in altre conquiste che già nei tempi addietro costarono lacrime e sangue alle famiglie d’Europa. Interessi comuni avrebbero abolito le frontiere e la ricchezza sarebbe giunta dovunque prospera e benefica. Il giovane stallone di pura razza ariana (Germanico, biondo dolicocefalo), non andò per il sottile, ha goduto dei favori delle “tardone” senza curiosare indiscretamente fra gli ori portati in appannaggio dello sposalizio d’interessi. Mal gliene incolse, molti ori non erano veraci, luccicavano ma senza pregio: princisbecco, vermeil, corindoni per diamanti, lapislazzuli appariscenti ma senza valore. Al momento di saldare i conti delle sontuose nozze, ecco che saltano fuori i debiti delle singole famiglie che avevano imbellettato perbene le figliole per introdurle felicemente nella prospera società dell’ariano. Un parapiglia generale, da Maastricht a Bruxelles ad Atene, a Lisbona a Madrid, da Roma a Parigi e Londra, il fuggifuggi