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CRAC GRECIA/ 1. Debenedetti: l’euro saprà resistere a una nuova speculazione?

Il piano salva-euro dell’Ue sembra aver avuto successo. Ma, avverte FRANCO DEBENEDETTI, se non si faranno cambiamenti strutturali, difficilmente l’euro resisterà a un secondo eventuale attacco speculativo

Bce_sedeR375_03ott08.jpg (Foto)

L’Europa sembra essere riuscita a respingere l’attacco della speculazione. Il piano da 600 miliardi di euro varato nel fine settimana (cui si aggiungono i 100 miliardi del Fondo monetario internazionale) ha riportato ieri l’euro a quota 1,29 dollari (con punte superiori all’1,30). Anche le borse europee hanno reagito bene: Milano ha guadagnato l’11,3%, Madrid il 14,4%, Parigi il 9% e Francoforte (che sconta anche la sconfitta della Merkel nelle elezioni regionali) il 4,7%.

Tutto risolto allora? Non ancora, come ci spiega Franco Debenedetti: restano infatti i problemi strutturali dell’Europa e per risolverli occorreranno interventi politici. Il rischio, altrimenti, è quello di non riuscire a resistere a un’eventuale prossima ondata di speculazione.

 

Ingegner Debenedetti, il piano anti-crisi varato dall’Ue ha funzionato?

Il mercato finanziario, che qualcuno chiama speculatori, mette alla prova le banche centrali. Attacca una moneta o perché pensa che nessuno verrà a soccorrerla o perché ritiene che gli aiuti non saranno in grado di modificare una situazione strutturale di debolezza. Contro l’euro c’erano tutte e due le cose: c’é la debolezza ormai cronica dell’economia greca e l’incapacità fino a ieri dei paesi dell’euro di montare una difesa credibile. Con un atto, prima che partisse l’attacco in grande stile contro la Spagna, si è fatto capire che si era determinati a difendere la moneta. Si sono stanziati fondi per oltre 600 miliardi di euro e la Bce ha dichiarato che, se necessario, acquisterà titoli di stato dei paesi che avessero difficoltà a rinnovare i propri titoli di debito, vendendo parte delle sue riserve.

Perché è importante questa possibilità data alla Bce?

In teoria una banca centrale ha sempre la possibilità di stornare un attacco stampando moneta. La Bce, per nostra fortuna, non può farlo: le è proibito dal suo statuto che le impone di tenere sotto controllo l’inflazione. In questo modo la Bce è importante perché può raggiungere l’obiettivo di sostenere l’euro senza stampare moneta.

Possiamo dire che per l’euro il pericolo è scampato?

Assolutamente no: rimangono i dati delle economie dei paesi, la bassa crescita e soprattutto il divario di produttività rispetto ai Paesi efficienti. Da qui vengono gli squilibri finanziari interni all’area dell’euro.

Come vede la situazione di Portogallo e Spagna?

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COMMENTI
16/05/2010 - Euro debole, Europa forte (Andrea Trombetta)

Trovo a volte confusione fra salute politica ed economica, da un lato, e quotazione dell'euro, dall'altro. In questa situazione c'è bisogno di un'Europa forte, con idee chiare e leadership riconosciuta, e di un euro debole, per recuperare competitività. Siamo investendo da tempo per ridurre il fabbisogno energetico e non deve spaventare un euro a 1,1 contro dollaro: darebbe fiato all'esportazioni, in attesa di recuperare competitività strutturale. Inoltre, la speculazione viene di fatto legittimata e sostenuta dalla latitanza della politica e dalla paura della globalità dei risparmiatori che seguono l'onda. E' proprio vero quel che dice BXVI nella caritas in veritate: bisogna tornare a studiare per trovare nuovi meccanismi e regole; questi sono figli di un sistema perdente.

 
11/05/2010 - sotto condizione (attilio sangiani)

l'aiuto alla Grecia,e domani,eventualmente,ad altri paesi Euro,sono condizionati alla adozione,controllata,di provvedimenti che risanino l'economia del paese interessato. La debolezza europea dipende,mi pare,anche dall'avere adottato troppo rapidamente la globalizzazione commerciale senza la cautela ( prevista chiaramente dalla scienza economica ) dei c.d. "dazi compensatori ". Questi non solo non ostacolano una corretta concorrenza,ma la rendono veramente efficiente. Infatti tali "dazi" sono misurati dalla differenza tra il carico di imposte,tasse e contributi che gravano sui prezzi dei prodotti esportati ed i corrispondenti carichi gravanti sui prezzi dei medesimi prodotti importati. In tal modo,inoltre,si rende assai meno conveniente "delocalizzare" la produzione. Infatti la delocalizzazione indebolisce l'Europa e,in particolare,l'Italia.

 
11/05/2010 - Speculatori? (Vulzio Abramo Prati)

Quando in economia avvengono fatti non graditi si dà sempre la colpa alla speculazione, ovvio che quello dello speculatore è il mestiere più antico del mondo, entrando però nel merito le cose possono apparire un po' diverse. La crisi greca esplode per la non commerciabilità dei suoi titoli di stato, altri paesi ben più indebitati della Grecia hanno titoli che vengono invece considerati dei beni di rifugio e non c'è speculazione che tenga! Qualcuno sa citarmi un solo caso di economia forte messa in crisi dagli speculatori? Non credo, la speculazione può solo anticipare una situazione economica che per sua natura è già irrimediabilmente compromessa, non certo compromettere una economia sana! Gli aiuti alla Grecia, doverosi, risolvono una situazione di liquidità a breve della Grecia, non la sua economia che necessita di ben altri interventi strutturali per permetterle una crescita vera! La situazione italiana è un po' diversa, i nostri titoli sono ancora acquistati dal mercato ma delle riforme strutturali sono improrogabili per rendere competitiva la nostra economia uscendo dalla stagnazione attuale, sola condizione possibile per restare su un mercato internazionale che, volenti o nolenti, è l'unico giudice del nostro futuro!