BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ 2. A chi giova il faraonico piano europeo?

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

E che dire allora del piano varato dalle diplomazie europee durante lo scorso weekend? Intanto, occorre dire che le cose fatte in fretta non possono produrre nulla di buono. Un altro elemento che spicca è la gran confusione: per i giornali si tratta di 600 miliardi, i telegiornali parlano di 750 miliardi. Si tratterebbe di un Fondo Monetario Europeo; ma c’è di mezzo anche il Fondo Monetario Internazionale, in un quadro in cui sembra dominare la confusione e il pressapochismo. E poi, alla fine, si tratta solo di linee di credito; cioè nessuno metterà i soldi veramente, ma si impegnano a metterli casomai vi fosse la necessità inderogabile di tappare una falla.

 

Infine, altri due elementi fanno ben capire che si tratta solo di un palliativo. La Bce, “nella propria indipendenza” (cioè decidendo in maniera autonoma rispetto al potere politico), acquisterebbe titoli di stato dei paesi in difficoltà. Ma acquistare titoli di stato vuol dire ancora una volta ampliare il loro debito. Il secondo elemento è che agli stati in questione, Spagna e Portogallo, verranno chieste manovre di bilancio per migliorare i conti. Cioè alla fine pagheranno sempre i cittadini. No, decisamente non ci siamo. Non è con questi palliativi e trucchi contabili che si potranno risollevare le sorti dell’Europa.

 

L’unica soluzione utile immediatamente al bene del popolo è l’uscita dall’euro, il ritorno a una moneta nazionale, la svalutazione di tale moneta, la ripresa dell’economia attraverso il rilancio del turismo per la convenienza dei prezzi, la conseguente convenienza per gli investitori stranieri a investire in Grecia a causa dei costi ribassati. Ovviamente una tale moneta non verrebbe accettata con facilità sui mercati finanziari, e proprio per questo sarebbe esclusa dalla grande speculazione, quindi sarebbe inattaccabile dalla stessa. Finalmente una moneta al servizio dell’economia reale!

 

Questo non toglierà la necessità di una profonda revisione della struttura monetaria europea. Ma serve concretamente al bene del popolo. Un argomento questo da approfondire e da motivare accuratamente. Iniziando anche a capire chi sta guadagnando da questa situazione. Ne parleremo in un prossimo intervento.

 

(Giovanni Passali)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
11/05/2010 - ce la raccontano giusta? (donatella da corte)

Premesso che non ne capisco molto di economia, devo ammettere che non mi aveva convinto molto il discorso di Tremonti sullo "scampato pericolo": troppo rapida la soluzione, troppo semplice, troppo sbrigativa. Se l'Autore ha ragione -e mi pare che il ragionamento "fili"- perchè non hanno proposto questa soluzione?dov'è il trucco? saremo condannati ad affondare tutti insieme? Per favore: ditemelo con un po' di anticipo che almeno mi bevo i 4 soldi che mi rimangono! grazie

 
11/05/2010 - uscire dall'euro e svalutare la moneta nazionale (BRUNO LASI)

Comprare con dracme svalutate viene a costare di più, sia nel commercio internazionale che in quello domestico e familiare. Se tornassimo alla lira, già fregati nel passaggio all'euro dal cambio di Prodi a 1942 lire per euro, e la svalutassimno ulteriormente, chi si impoverirebbe di più? Allora non è più trasparente e sano ridurre le spese che hanno debordato sul reddito e soprattutto gli sprechi?

RISPOSTA:

Lei commette lo stesso errore concettuale di tanti altri. Se il debito corrisponde a tutta la moneta circolante (e anche di più) mi dice a cosa serve risparmiare? L'errore sta nel tentare una soluzione economica a un problema finanziario-monetario, errore tipico di chi crede che in fondo l'economia mondiale sia un grande gioco del monopoli. Tutta la moderna dottrina economica spinge ad avere questa visione, occultando alcuni dati fondamentali del "gioco". Invece no, è come un grande casinò, dove prima di entrare bisogna avere i soldi. E se non si hanno i soldi, il tutto inizia con un debito. E poi si gioca alla roulette, dove il banco è tipicamente una ... banca! A parte alcuni casi fortunati, il risultato normale è il fallimento, oppure una richiesta di debito ancora maggiore. (Giovanni Passali)

 
11/05/2010 - Esistono pasti gratis? (Antonio Maggio)

Quanto fa la speculazione è moralmente deprecabile ma non difforme alla sua natura: aggredisce chi è debole. La questione è quale la causa della debolezza? Se contraggo un mutuo per comprarmi una casa un conto è volerlo ripagare con il reddito di un anno e un conto con il reddito di trenta. E se ho fatto un mutuo per comprami anche il campo da tennis e il campo da golf e non potevo permettermelo la cosa più semplice per restituire il debito è vendere il campo da golf. Se non posso farlo dovrò rinunciare oggi a qualcosa (magari i vestiti di marca) a causa del superflo di ieri. Ora, per la Grecia quale è il rapporto tra ciò che è pubblico (statale) e la sua sostenibilità da parte delle entrate generate dal settore privato? La questione della Grecia (ma così anche in Italia) è che molti per tanti anni hanno pensato che ci sono "pasti gratis". Tanto c'è sempre un altro che paga. E anche per i tagli vale il principio del Nimby: i tagli vanno bene purchè "colpiscano" altri. Con i tagli della spesa pubblica si crea un avanzo di bilancio. E non si genera come dice Passalli un disavanzo negli altri paesi europei (quello è avanzo/disavanzo commerciale che è altra cosa). Perchè se così fosse allora qualsiasi azione sarebbe inutile e votata al fallimento. Così per la Grecia, così per l'Italia.

 
11/05/2010 - Alle banche? (Diego Perna)

Stamattina ascoltando la Radio, riflettevo su un fatto forse banale, ma reale. I fatti sono giudicati da comuni cittadini o giornalisti più o meno noti, o ministri o politici ecc.ed anche se il fatto è lo stesso, i giudizi sono diametralmente opposti, inoltre la logica è come fatta fuori ed anche le parole o le frasi si contraddicono, come ad esempio ripresa senza occupazione.Però dette dal ministro, anche se lui poco ci crede, hanno naturalmente - un valore diverso- In economia è come nessuno avesse più ormai il coraggio o l'onesta di dire esattamente le cose come stanno o quanto meno come le pensa. E, più o meno come quella storia dove un bambino grida: -Il re è nudo-, ma nessuno ha avuto prima il coraggio o il buon senso di dirlo, perché è come fossimo in guerra, dire che c'è un problema fa crollare il mercato,è come essere sotto ricatto. Sono perfettamente d'accordo con quanto lei scrive, il problema è rimandato forse di qualche mese se non di settimane, mi riferisco ai mercati finanziari perché i problemi dei cittadini non diminuiranno neanche in questi giorni. Per dirla con qualcuno, saremo solo psicologicamente più tranquilli, ma sono veramente preoccupato per tutto questo brindare al fatto che per ora abbiamo salvato le banche.Buona Giornata P.S Spero solo ancora che continui ad esserci nel mondo libertà d'informazione e non solo.