BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRAC GRECIA/ 2. In Germania si scommette ancora: 2011, fine dell’euro

Pubblicazione:mercoledì 12 maggio 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Insomma, possiamo dire che il piano della Ue non ha salvato l’euro, ma ha voluto mandare il messaggio ai mercati che sarebbero state salvate le banche, i prestatori: i mercati, per tutta risposta, hanno deciso per il pollice verso. Ieri uno dei titoli che perdeva maggiormente terreno era Hsbc, la banca britannica ritenuta più sicura al mondo poiché operante principalmente sui mercati asiatici: ormai non esistono più safe havens, il contagio del debito può non essere diretto - da paese a paese - ma opera secondo la logica del bimbo che grida che “il Re è nudo”, il crollo del Nikkei di ieri mattina non si spiega altrimenti.

 

Il deteriorarsi della situazione britannica, poi, potrebbe significare un atteggiamento maggiormente aggressivo della speculazione: in primo luogo contro la sterlina, indebolita dall’instabilità politica seguita alle elezioni nel Regno Unito e di fatto in balia delle scelte di short di chi opera sul valutario e fino a ieri picchiava duro contro l’euro. Ma, in un secondo tempo, i focolai di attacco potrebbero diversificarsi e non è detto che non parta una sorta di sfida all’Europa e al suo piano: se i fondi capiranno con ragionevole certezza che qualcosa scricchiola, potrebbe azzardare un affondo.

 

Se questo andrà in porto, addio Europa e tanti saluti all’euro così com’è. Non a caso Mario Draghi, governatore di Bankitalia, ha detto che quelle contro la speculazione «sono battaglie che bisogna combattere, non si vincono subito. In Europa non c’è alternativa al consolidamento dei conti pubblici e alla ripresa della crescita che si fa con le riforme strutturali». Ovvero, la speculazione c’è e c’è sempre stata, ma forse è il caso di smetterla di scaricarle addosso responsabilità non sue.

 

Se, infatti, i fondi non fossero entrati pesantemente in campo, pensate che la Grecia avrebbe fatto outing sui propri vizi capitali con questa velocità e chiarezza? Pensate che il Portogallo avrebbe ammesso i propri conti sballati? Pensate che la Spagna non avrebbe cercato di prendere tempo, prima di ammettere di essere quasi sull’orlo dell’insolvenza? Piano, quindi, con la condanna tout-court della speculazione: se compro un cds è perché so che ci sono possibilità di default, nessuno prenderebbe mai un cds a protezione dal crollo di un soggetto sano e con i conti in ordine.

 

Quindi, arrovellarsi il cervello riguardo a quali tipi di derivati è meglio vietare o su quali pratiche vanno bandite potrebbe essere tempo perso. O, quantomeno, guardare il dito e non la luna. Servono crescita e rigore, non parole a vuoto o peggio una caccia alle streghe dal sapore populistico. Prendete il caso greco di queste ore. Il Governo greco aveva infatti intenzione ieri di chiedere all’Unione europea e al Fondo monetario Internazionale un primo versamento da 20 miliardi di euro nel quadro del pacchetto di aiuti accordato nei giorni scorsi.

 

Una fonte del ministero delle Finanze greco ha detto che nel corso della giornata di ieri sarebbe stata inviata una lettera alla Commissione europea, alla Banca centrale europea e al Fmi per chiedere l’attivazione del meccanismo di aiuti: il versamento di questa prima tranche, che prevede l’esborso di 14,5 miliardi di euro da parte dell’Ue e di 5,5 miliardi da parte del Fmi, «deve essere immediato, forse in giornata» ha aggiunto la fonte.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
13/05/2010 - Ballando sul Titanic (Antonio Maggio)

Grazie Mauro per il suo approfondimento, sempre non banale e fuori dal coro. E' certo che la speculazione è dura e aggredisce. Dove? Là dove la politica è debole, dove le scelte politiche sono state scriteriate. La cosa paradossale in tutta la vicenda Grecia è che l'Italia da paese sempre sull'orlo del fallimento quasi quasi ora ci fa la figura di paese virtuoso. Purtroppo mentre la Spagna che presenta un rapporto debito pubblico/Pil al 53% pensa di tagliare il c.d. stato sociale (riduzione stipendi del 5% dei dipendenti pubblici, congelate le pensioni- ops Zapatero! forse la spesa pubblica non è poi così "bella"?)l'Italia si "arrabbatta" ancora con una crescita tra le più basse d'Europa e una tassazione la seconda più alta d'Europa. E poichè siamo pease "virtuoso" come si sosterrà la necessaria crescita? Sicuramente i neokeneysiani di turno (che di Keynes hanno solo il nome ma non hanno capito nulla) proporranno altra spesa. Ma siamo lieti fra i PIGS, fra poco nella I di Irlanda ci rientremo presto.... Antonio Maggio

 
12/05/2010 - L'€ (ruggero mariani)

Per entrare nella moneta unica ci fu inflitta l'EUROTAX; poi, una volta dentro, nell'€, il rapporto con la lira( nei negozi, ristoranti, cinema ecc),ci si accorse ben presto che era 1000, non 1926,37! Adesso , come era previsto dai < pessimisti> come me,lastoria volge all'epilogo e si scommette sul naufragio definitivo di...di una illusione!Torneremo alla liretta? Oppure all'eurosud. Quanto costerà a noi " piccoli risparmiatori" questa bella pensata?

 
12/05/2010 - il dollaro (corrado mazzuzi)

Come si può notare il rimbalzo del gatto morto è già finito... Volevo domandare al Governatore della Banca d'Italia, l'ITALIANO Mario Draghi, il cui stipendio è pagato da tutti i contribuenti... ITALIANI...credo, se poteva riferire a noi...ITALIANI, meglio ancora al Parlamento...ITALIANO, di cosa si è discusso durante la riunione delle banche centrali e banche private avvenuta a porte chiuse a Zurigo..(e poi scusate: perchè a porte chiuse?! "sono solo fatti vostri?!")...le dichiarazioni dei giornalisti accreditati non ci interessano! sorry! Vista anche la nuova situazione di Fannie Mae, mi domandavo invece quando è prevista la fine del dollaro.....12...24 mesi? vedremo...

 
12/05/2010 - CRAC DELL'EURO? (celestino ferraro)

Vi sono utopie che vanno sostenute al di là dell'utopia. Sarebbe troppo semplice se anche le utopie dovessero rispondere alle regole dell'ovvio (non sono le leggi della fisica, sebbene non è che siano immuni da utopie). Vogliamo l'euro, vogliamo una moneta unica Europea, non c'è altra strada per finanziare la SPERANZA: e senza speranza, muore il futuro. CF

 
12/05/2010 - Crisi finanziaria (Daniele Prof Pauletto)

Un'analisi puntuale e precisa anche se scomoda per molti, tocca molti nodi scoperti, così come sempre nei suoi approfonditi Articoli. Prof Daniele Pauletto

 
12/05/2010 - Senza titolo (Diego Perna)

Quello che Lei scrive, purtroppo, anche se tutti la giudicano un catastrofista, segue una logica condivisibile; in un articolo recente su ChigagoBlog il contenuto era tutto nel titolo: Si fermiamo la speculazione e sospendiamo anche la legge di gravità. Il debito pubblico è tale, che le imprese, le uniche che potrebbero in qualche modo, aiutare il paese alla crescita indispensabile per i prossimi anni, sono in credito per circa 70 MLD, soldi necessari per sviluppo e innovazione, ma che pesano invece come macigni per interessi nella migliore delle ipotesi. 70 MLD che non si sa dove prendere, mentre 750 o giù di lì si trovano in una notte! (sempre sia vero) Poi che i ministri dicano che non peseranno sui cittadini è falso, perché se gli stati hanno debiti, questi soldi li dovranno prendere a prestito, anche se con bond o btp. La questione è una, che me compreso, in Italia, noi cittadini di economia non ne capiamo nulla e ci beviamo qualsiasi cosa se detta dalla TV o alcuni giornali o giornalisti-poco critici- ma accreditati, prima fra tutti Tg1 che di solito fa servizi su soldatini di piombo o centri benessere! Quand'è che cresceremo? Un fatto mi rincuora, che della crisi ne parla anche il Papa e non nasconde una questione che interessa da vicino noi cittadini e lavoratori. Questo sarà forse il primo commento della giornata, sicuramente altri saranno più ottimisti, ma spero veramente a ragion veduta, e non per una posizione –troppo comoda- nella vita. Buona giornata