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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ 1. Gli speculatori si preparano al nuovo attacco

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E in Europa, cosa accade? Chi crede a questa prospettiva nel bailamme dell’entusiasmo degno di miglior causa di questi giorni? Un dato su tutti dovrebbe farci riflettere sulle reali intenzioni del paese guida dell’Unione, quello che ha operato da kingmaker del grande salvataggio: la Germania sta comprando oro a man bassa, il bene rifugio per eccellenza che infatti in questi giorni ha toccato quotazioni mai viste - 1237 dollari all’oncia - e richieste sul mercato ai livelli del crack Lehman Brothers.

 

I produttori stanno lavorando a ritmi senza sosta per riuscire ad andare incontro alla domanda di monete d’oro che provengono dal mercato, stando a un report di Ubs. Ovviamente lo stato di salute dell’oro beneficia anche della certezza dei mercati riguardo l’impossibilità per le banche centrali di alzare i tassi, ma la Germania sta ponendosi in chiara posizione di hedging rispetto al rischio di iperinflazione, una lezione imparata nel periodo tra i due conflitti mondiali.

 

Il fatto, poi, che nei portafogli di molti hedge funds stia entrando prepotentemente l’argento, che ha rotto in questi giorni il livello tecnico chiave sfiorando i 20 dollari, parla la lingua in una crisi che è ben lungi dall’essere risolta dal trilione messo a disposizione dall’Ue, versione burocratica del famoso milione del signor Bonaventura. I prossimi giorni ci diranno se veramente la crisi greca andava risolta in questo modo e se il problema del debito necessitava davvero denaro a pioggia, la vera dinamo della spesa e quindi di ulteriore debito.

 

In compenso ecco i punti in cui si articola la strategia messa a punto dalla Commissione guidata da Barroso per il nuovo patto di stabilità europeo. 1) Coerenza dei conti pubblici con il Patto di stabilità e un più profondo coordinamento delle politiche fiscali; 2) Ampliare la sorveglianza economica per prevenire e correggere gli squilibri macroeconomici e di competitività; 3) Istituire un “semestre europeo” ogni anno per sincronizzare le valutazioni delle politiche economiche degli stati membri; 4) Creare un meccanismo permanente di prevenzione delle crisi, al di là delle situazioni di emergenza.

 

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COMMENTI
13/05/2010 - Una realtà difficile da accettare (Elio Campagna)

La Sua logica è perfetta, e nonostante non mi sia chiara la netta differenza tra Trader e Hedge nei confronti del declino dell'€ mi rendo conto che non sarà facile uscire da questa situazione così facilmente attraverso quanto finora concordato a livello europeo. Nel quotidiano si suppone che un cambio basso aiuti l'economia a esportare e quindi a guadagnare il pane necessario ma mi sembra che questo possa essere utile fino ad un certo livello, oltre il quale si rischia solo inflazione importata e minore capacità di spesa per quasi tutti i prodotti comuni. Sarebbe utile capire fino a che livello di cambio l'Europa ne avrebbe un vantaggio. Gli USA hanno avuto un cambio debole ma non mi ricordo se ne parlasse come di un problema. Ecco forse è questo il punto in cui sarebbe interessante un Suo intervento, magari in un altro articolo...