BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CRAC GRECIA/ 2. L’operatore finanziario: borse senza futuro, andremo tutti a casa

Pubblicazione:

Foto Ansa  Foto Ansa

Mentre la stragrande maggioranza di noi fa le valigie, sotto i riflettori finiscono i debiti pubblici, i crolli in borsa e i salvataggi di colossi finanziari considerati a prova di iceberg fino alla sera prima. A margine di questi numeri, fiorisce la letteratura di esperti, emergono improbabili teorie del complotto e in qualche caso il banchiere fa capolino nella cronaca: brevi comparsate nel ruolo di furbone pentito o, più spesso, vestendo i panni del capro espiatorio.

 

Personalmente non credo che il giro sulle montagne russe sia già finito, ma ho l’impressione che tra un’euforia per un salvataggio e il panico di un nuovo cedimento si rischi, prima ancora dei soldi, di perdere se stessi. È questa la confusione che regna, magari sottotraccia, nella city. Quello stato confusionale in cui non si sa più dove andare né, peggio ancora, che cosa si è venuti a fare. E, nell’incertezza, una strada rischia di valere quanto l’altra.

 

Questa è la prima sfida che la crisi impone: per cosa, per dove si può ancora prendere un azzardo? Proprio oggi, alla macchinetta del caffè, un senior trader raccontava di aver ricevuto un’offerta da una prestigiosa università per tenere un corso post-laurea. Mentre il mio bicchierino si riempiva, ho udito il suo collega esclamare un “perché no?”.

 

Altri partono per rischiose avventure imprenditoriali che spaziano dall’importazione nel Regno Unito di prodotti regionali allo sviluppo di complicati software. Qualcuno si spinge fino a oriente (soprattutto, Hong Kong o Singapore), dove - sono sicuri - tutto riprenderà come e più di prima. La stragrande maggioranza resta in trincea e, quando azzarda un’incursione sui mercati, lo fa con saggia stanchezza, come maturando la consapevolezza che dopo tanti annunci l’incantesimo della finanza anni ’90 sembra essersi spezzato per davvero. È inutile cercare una direzione nella bussola impazzita dei mercati: quella che appariva come una sfera di cristallo si è rivelata una bolla speculativa, puntualmente esplosa.

 

Cos’altro resta per analizzare le prossime mosse? In queste settimane gli addetti ai controlli sono alacremente all’opera, pronti a puntellare le operazioni finanziarie con strumenti sempre più efficienti e sofisticati. I regolatori si dicono pronti a nuove regole, i legislatori a nuove leggi e quasi si è invogliati a pensare che in fondo sì, può darsi che tutto tornerà davvero come prima.

 

La tentazione di liquidare questi ultimi mesi stropicciando gli occhi, quasi ci trovassimo in un incubo irreale dal quale presto o tardi ci sveglieremo, è forte. E la soluzione sembra essere alla portata di mano (c’è il complotto da sventare, il banchiere da processare, la ricetta economica a prova di debito...), salvo poi sfuggirci un attimo prima di afferrarla.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA >> QUI SOTTO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
14/05/2010 - redundants (Diego Perna)

Reduntants, in un sistema economico a cui non avremmo mai dovuto dare troppo credito, già da molto tempo, saranno in primis gli insegnanti, i lavoratori pubblici in genere, gli imprenditori e anche i loro dipendenti.E' proprio di questo modello economico, e anche se capisco che sin'ora ha funzionato per il mondo occidentale, capace di sfruttare tutto ciò che ha incontrato nel suo cammino, causando un forte deterioramento del sistema ecologico, penso al petrolio della BP, multinazionale multimiliardaria, oggi secondo me è obsoleto, perché ancora crede in se stesso in una maniera incomprensibile per voler usare un eufemismo, visto che non funziona più ed ha causato e causa sofferenza a gran parte degli abitanti di questo mondo. Dobbiamo avere l'onestà di capire che non possiamo ancora illuderci di continuare così, cercando di limitare le perdite come si fa in una guerra che nessuno avrebbe mai deciso di cominciare. Grazie e buona giornata