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CRAC GRECIA/ 1. La Bce prepara il funerale dell’euro

Pubblicazione:lunedì 17 maggio 2010

Jean-Claude Trichet (Foto: Ansa) Jean-Claude Trichet (Foto: Ansa)

Hans Redeker, attuale capo di Bnp Paribas, ha detto che la Cina e altre potenze emergenti hanno perso fiducia nell’amministrazione dell’Unione europea e hanno smesso di comprare obbligazioni del Club Med, lasciando l’euro vulnerabile a ulteriori vendite. La sua banca prevede la parità con il dollaro entro i primi mesi del 2011.


Marek Belka, capo delle operazioni europee del Fondo monetario internazionale, ha detto che la dimostrazione di forza finanziaria permette di prendere tempo, ma non risolve la profonda crisi strutturale dell’Unione economica e monetaria. “Può calmare i mercati per un po’. Chiaramente, non la considero una soluzione a lungo termine. È come la morfina che stabilizza un paziente, ma il vero farmaco e il vero trattamento devono ancora venire”, ha detto.


Recenti dati dell’Unione europea mostrano che il debito totale è al 224% del Pil in Grecia, al 272% in Spagna, al 309% in Irlanda e al 331% in Portogallo, tutti stati con una forte dipendenza da risorse finanziare esterne, che possono prosciugarsi in ogni momento. Questi paesi sono ora costretti ad applicare tagli, rischiando una depressione ancor più grave e una possibile trappola debito-deflazione.

I dettagli del piano di emergenza stanno diventando più chiari. L’Unione europea ha invocato la clausola “circostanze eccezionali” dell’Articolo 122 del Trattato di Lisbona per gonfiare il bilancio dei fondi di pagamento da 50 a 110 miliardi di euro. Per la prima volta, questi soldi possono essere usati per salvare i paesi della zona euro. Si tratta di “eurobond” sotto altro nome, che evocano l’incubo tedesco di un’Unione europea del debito.


L’Eurozona creerà un Special Purpose Vehicle (società a scopo specifico) capace di mobilitare ulteriori 440 miliardi. Su insistenza dei tedeschi, questo dovrà avvenire al di fuori delle istituzioni Ue, allo scopo di aggirare la legge europea sul “no bail-out”. La speranza è quella di evitare problemi nella Corte Costituzionale tedesca, anche se sicuramente il piano verrà in ogni caso messo in discussione.


Il Fmi aggiungerà a tutto questo altri 220 miliardi, portando il pacchetto a circa 750 miliardi di euro. Ulrich Leuchtmann, responsabile dell’ufficio valute di Commerzbank, ha detto che è tutt’altro che chiaro se gli stati dell’Ue possono mantenere le proprie promesse oppure no, dato che molti hanno propri problemi di debito: “Neanche l’intera Eurozona ha fondi sufficienti per occuparsi degli stati membri in difficoltà. Il volume dell’intervento sarà probabilmente molto minore di quello che le cifre ufficiali suggeriscono”.

 

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