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CARO BENZINA/ Altro che petrolieri, il vero inganno è delle associazioni dei consumatori

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La riforma presenta molti aspetti interessanti e condivisibili, ma pone non pochi dubbi. Intanto il prezzo settimanale, come rilevato anche dall’autorità Antitrust, è un meccanismo che facilita più di prima eventuali accordi di cartello tra le compagnie. In seconda istanza, è ancora tutto da spiegare come sia possibile far aumentare il tasso di concorrenza e la libertà di scelta riducendo il numero di impianti sul territorio. Altro aspetto, la Grande distribuzione: è chiaro che la benzina al supermercato costerà meno, ma a quale prezzo?

 

In Francia, come detto, c’è in media un distributore ogni 40 chilometri. Sapete cosa significa? Che fare benzina, molto spesso, diventa un incubo. E che, una volta trovato il distributore, essendo l’unico nel raggio di vari chilometri, il prezzo lo fa come gli gira. Se poi è al supermercato, meglio ancora: rifornimento solo self-service e coda garantita.

 

La conclusione? Bastano poche righe. Si faccia una giusta riforma per rendere un po' meno oneroso acquistare benzina in Italia e per avere una maggiore scelta, si introducano forti elementi di trasparenza per sapere sempre dove la benzina costa effettivamente meno (il sito del governo francese sì che è un modello), si smetta di gridare allo scandalo inutilmente a ogni variazione del prezzo della benzina, e si incominci a ragionare sul modello di città nella quale vogliamo vivere in futuro.

 

Il mio modello personale prevede ancora una piazza, una chiesa, un’edicola, un bar, un panettiere, qualche negozio di alimentari, una libreria, forse un po’ di abbigliamento. E il benzinaio non troppo lontano. Per questo sono disposto a pagare la mia gabella. I centri commerciali? Li lascio agli amanti del genere, a chi ama fare la spesa solo in auto e a chi non può fare a meno di mettersi in coda per risparmiare qualche cent sulla benzina, magari dilapidando quel misero guadagno con una telefonata dal cellulare mentre aspetta il proprio turno di rifornimento. A motore acceso.

 

PS: Non c’è riforma e non ci sono tasse che tengano. Il prezzo della benzina potrà anche scendere moltissimo in Italia, ma finché il petrolio aumenterà, anche la benzina ne dovrà tenere conto. A questo - come allo sbraitare delle associazioni dei consumatori - purtroppo non ci sarà mai scampo.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
19/05/2010 - senza marchio e senza paura (Antonio Servadio)

Benzine senza marchio ? Certamente ! Perchè tanto il marchio resta chiuso nel serbatoio e tutti i marchi vengono carburati dal motore nello stesso modo, indifferentemente. Purché non si vada incontro al rischio di rifornimenti taroccati, ad es. con gasolio sporco, che mi rende di meno e infine è come se lo pagassi ancora di più. E' pur vero che le compagnie petrolifere non fanno beneficenza (neppure gli editori), ma vedo che non viene data notizia della crisi che colpisce tante aziende nel settore del petrolio, quelle che dove ci sono stati licenziamenti, blocco assunzioni, cancellazione di progetti di ricerca o di sviluppo etc. L'industria del petrolio non coincide con i grandi marchi della distribuzione. Non è tutt'oro quel che luccica.