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CRAC GRECIA/ 1. Quadrio Curzio: tre proposte per salvare l'Europa

Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica) Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

Un minimo di fiscalità europea per pagare gli interessi sul Fes, Fondo europeo di sviluppo (dai miei conti, una emissione di 1000 miliardi di euro di titoli Fes costerebbe annualmente dallo 0,02% allo 0,03% del Pil di eurolandia); il Fondo monetario europeo (Fme) per gli interventi di emergenza e di ristrutturazione, che è molto simile a quello varato il 9 maggio; l’agenzia di rating europea (Are) per liberarsi dai condizionamenti delle agenzie private americane che hanno perso la credibilità e che tuttavia continuano a fare danni. La mia impressione è che per ora si sia creato solo l’embrione del Fme, puntando troppo su altre procedure farraginose. È poco e ciò implica un rischio.

 

Alla Bce intanto è stata data la facoltà di acquistare titoli di stato dei paesi in difficoltà. Cosa ne pensa? La Bce cambierà faccia? La sua autonomia è a rischio?

 

È una decisione saggia in linea con quanto la Fed fa da tempo negli Usa. In tal modo si possono ricondurre i tassi di interesse sui titoli di stato europei a livelli più fisiologici, contrastando le aggressioni speculative. Questo potere della Bce aumenta le sue responsabilità, che certo verranno ben amministrate stante la qualità di Trichet. D’altronde, se la speculazione determinasse l’insolvenza del debito pubblico di uno Stato membro, gli effetti dannosi e disgregativi finirebbero anche sull’euro, cioè sulla valuta che la Bce deve preservare. La sua autonomia c’è e il fatto che la usi per evitare il collasso dell’euro non la pregiudica.

 

Dopo 11 anni, chi non credeva nell’euro ha maggiori argomenti per dire che è stata una scelta sbagliata. Come risponde?

 

Le teorie degli euro-scettici e degli euro-avversi non mi hanno mai convinto e non mi convincono. Alle stesse oppongo alcuni dati che a mio avviso fanno dell’euro una valuta forte rispetto al dollaro. In eurolandia il surplus commerciale è positivo, mentre negli Usa è negativo. Il debito sul Pil nel 2010 sarà al 79% in eurolandia, contro il 94% negli Usa, mentre già ora il deficit su Pil da noi è al 7,1% e oltreoceano è all’11,1%.

L’euro ed eurolandia hanno anche punti di debolezza che si sono visti, gravi, nella crisi greca. Tra questi la mancanza di strumenti da usare in casi di emergenza e un processo decisionale lento e farraginoso. In altri termini, la mancanza di un vero governo e di strumenti di politica fiscale, finanziaria ed economica. Non è una piccola debolezza.

 

Secondo lei l’euro corre ancora rischi? Spagna e Portogallo sono al sicuro?

 

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