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CRAC GRECIA/ La nuova moneta che può salvarci dalla crisi

Pubblicazione:mercoledì 19 maggio 2010

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Da allora, quindi, le banche centrali non regolano più la quantità di moneta in base all’oro posseduto, ma la regolano secondo propri criteri, in funzione di un obiettivo dichiarato. L’obiettivo dichiarato della Bce è il mantenimento di una inflazione prossima e inferiore al 2%. In funzione di questi obiettivi, due sono gli strumenti principali in mano alla Bce: la regolazione della liquidità ed il tasso di interesse per la liquidità richiesta.

 

In tale contesto, rimane vero che tutte le banconote sono gravate da un debito, pari all’importo delle banconote stesse: anche perché non abbiamo alcun soggetto che distribuisca banconote gratuitamente, nemmeno allo stato.

 

E questo nonostante il fatto che, secondo la Costituzione Italiana, lo Stato è l’unica Autorità Monetaria costituita. Tanto è vero che è lo Stato a coniare le monetine in euro. E, ovviamente, tale produzione nel bilancio dello stato è messa tra gli attivi, come appare logico che sia. E questo riconferma che mettere nelle passività le banconote prodotte, come fanno le Banche Centrali, è un controsenso.

 

Ora, proprio per questa capacità di creare moneta dal nulla, le banche centrali soffrono della stessa situazione di rischio in cui si trovavano i loro antenati: il rischio di insolvenza nel caso in cui un numero troppo alto di clienti si presentino a ritirare i propri soldi. Tale livello è oggi molto basso (quindi il rischio è molto alto) perché, secondo le regole che le stesse banche si sono date, possono prestare fino al 98% dei depositi.

 

“Solo l’8% di ciò che usiamo come denaro è denaro reale - il restate 92% è costituito da promesse di pagamento bancarie private (assegni circolari, attivi di conto corrente, carte di credito e di debito, lettere di credito, ecc.). Quindi quel 92% è scoperto. Il mondo funziona con le promesse di pagamento delle banche. Se le banche saltano, i nostri soldi semplicemente svaniscono e l’economia si ferma.

 

Le banche stanno saltando perché in realtà sono già tutte decotte: hanno copertura solo per l’uno per mille circa del totale delle loro promesse di pagamento. Assegni circolari, saldi di conto corrente, garanzie bancarie, sono tutti scoperti al 999 per mille. Se ritirassimo solo l’uno per mille dei nostri depositi, il sistema bancario salterebbe. La gente crede di avere i soldi in banca, ma in banca non c’è affatto denaro”. (La moneta copernicana, Nino Galloni e Marco Della Luna, Nexus Edizioni, 2008, pag. 7).

 

“Quando la Nothern Rock, la Lehman Brothers, etc., sono saltate, si è visto che dentro non avevano soldi. Ma tutte le banche sono così. Sono scatole vuote. Guadagnano denaro dai clienti fingendo di prestare soldi che non hanno e facendosi pagare interessi su questi soldi inesistenti”.(ibidem, pag. 8)

 

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COMMENTI
27/05/2010 - per a.terzi: dove li prende i soldi la banca? (romano calvo)

L'obiezione del lettore Alessio Terzi, è corretta per le imprese non bancarie. Se io creo una impresa ci metto i miei soldi nel capitale. Ma se la banca centrale compra titoli di stato, in cambio stampa moneta, cioè crea valore dal nulla. Il patrimonio netto, nei principi di contabilità, sta ad indicare risorse di capitale che l'azionista ci ha messo di tasca propria. La passività di una banca centrale è rappresentata da denaro stampato dal NULLA. Per questo è necessario modificare le regole: la creazione di moneta dal nulla è una funzione eminentemente pubblica, che deve spettare solo ed esclusivamente allo Stato. Se poi le banche centrali vogliono acquistare titoli di stato, lo facciano con i fondi derivanti dai depositi (cioè con i risparmi che abbiamo loro affidato mediante il sistema bancario). E allora potranno iscriverli a passività. Ha ragione Passali: occorre separare la moneta dal debito. La prima deve essere creata (e controllata) dallo Stato e serve per svolgere le sue tre funzioni (e siccome è un circolante, come l'aria che respiriamo, in determinate quantità non crea inflazione ed in quella quantità consente allo Stato di pagare le opere pubbliche). Se poi, nonostante ciò lo Stato deve ulteriormente indebitarsi (ma una politica accorta dovrebbe evitarlo) allora che siano i cittadini a comperare i titoli di Stato. In questo schema le banche perdono la funzione oggi più remunerativa,ma è proprio questa la rivoluzione. romano.calvo@libero.it

 
19/05/2010 - la vecchia moneta (Michele Terzi)

Ho letto l'articolo ma ho qualche appunto da fare. La moneta è nel passivo della bce? mi sembra la cosa più naturale del mondo e non potrebbe essere altrimenti. Se io fondo un'impresa e ci verso 100€ questi 100€ andranno conteggiati nel passivo, ossia il posto dove si scrive il patrimonio netto, la tua ricchezza. secondo lo stesso principio la bce inserisce la moneta che produce nel passivo perché sono soldi che "entrano" e non che "escono". la cosa è assolutamente corretta e non centra nulla col debito. Quando la moneta vine immessa sul mercato tramite l'acquisto di titoli si crea una posta attiva che controbilancia la posta passiva. Questo è il normale funzionamento della partita doppia. Riguardo alla sovranità della moneta lo stato NON può stampare moneta pena la svalutazione di questa e l'iperinflazione. è costretto a farla stampare ad una banca centrale indipendente che ne garantisca il valore, valore che non dipende dall'oro a garanzia di essa, ma dalla sua abbondanza rispetto all'economia sottostante. La moneta in fin dei conti ha valore in virtù della legge che la considera un metodo di pagamento a vista. Si chiama corso forzoso ed il cittadino può convertirla in oro solo sul mercato e non in banca. Ne consegue che la banca non può fallire per mancanza di oro. La moneta in fin dei conti è semplicemente una convenzione che si usa al posto del baratto, un modo per non andare al supermercato e pagare la spesa con 1 capretto e 2 galline.

 
19/05/2010 - domanda (Stefano Gianni)

sarebbe utile sapere cosa intende per moneta complementare. Tutto il resto è molto chiaro. Grazie

RISPOSTA:

Giovanni Passali mi ha già fatto sapere che nei prossimi contributi continuerà a parlare di moneta complementare e a spiegarne definizione e utilità. (Lorenzo Torrisi)

 
19/05/2010 - Moto Morini 50 (Diego Perna)

Quand'ero un ragazzino di 14 /15 anni mi venne regalato un motorino. Con i miei amici di strada, vivevo in periferia di una cittadina, e ognuno aveva il suo, facevamo le gare a chi andava più veloce. Sapevo perfettamente come funzionava il motore di quel mitico Moto Morini 50, tutto costruito in Italia, lo smontavo e lo rimontavo, pezzo per pezzo, e ne capivo sempre più il funzionamento. Il rischio che oggi corriamo è non sapere più come funziona il mondo, diamo tutto per scontato, tutto è automatico,basta un clic, usiamo tutto come fosse magico. Invece non è così, anche se viene circondato volutamente da un'aura di mistero, la dove mistero non ce n'è nemmeno un briciolo. Oggi, quanto è conosciuto da pochi, è usato a fini egoistici, con la parvenza che sia per il bene di tutti. In Italia, non so negli altri paesi, manca una cultura economica, con grave danno per tutti, andrebbe insegnata come l’ italiano o la matematica. L'economia è infatti fattore sostanziale della politica, e non capire il motivo di alcune scelte, che influiscono sulla ns vita quotidiana, significa anche essere guidati da politici e intellettuali che a parole dicono delle cose, ma poi nei fatti fanno l'esatto contrario (sembra banale e scontato, ma sfido la maggior parte degli elettori a capire un programma di politica economica e capirne le conseguenze a breve o a lungo termine) Fidarsi poi, non è proprio il massimo, visti i risultati. Grazie anche per la parte conclusiva……Buona giornata