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CRAC GRECIA/ La nuova moneta che può salvarci dalla crisi

Pubblicazione:mercoledì 19 maggio 2010

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Sollecitato da alcuni lettori a un approfondimento sul fatto che “tutta la moneta è debito”, cercherò di documentare tale affermazione con alcuni esempi e con documenti ufficiali delle istituzioni coinvolte.

 

Occorre iniziare questo discorso con una premessa. Non tutta la moneta è debito, nel senso che vi sono alcuni limitati casi particolari in cui la moneta non è debito. Ma proprio per la limitatezza di questi casi, l’affermazione rimane vera nella sua generalità: tutta la moneta è debito.

 

Per capire questa affermazione, bisogna prima rendersi conto delle caratteristiche intrinseche dello strumento che chiamiamo “moneta”. Anzi, prima o poi sarà bene per tutti arrivare a una vera e propria definizione, poiché è proprio sulle ambiguità che nascono da una “non definizione” che ha potuto svilupparsi una dottrina e una prassi monetaria che favorisce la speculazione, capace quindi di distruggere il bene comune di un popolo.

 

Allora, quali sono le caratteristiche intrinseche della moneta? Anzitutto, la prima è quella della circolazione. La moneta è uno strumento che favorisce la circolazione di beni e servizi. Per questo fine, la moneta stessa deve circolare. Se in un determinato ambiente economico vi fosse un eccesso di moneta e la parte eccedente fosse conservata in un cassetto, al fine della circolazione l’utilità della moneta nel cassetto sarebbe pari a zero.

 

Per poter svolgere adeguatamente la proprietà di circolazione, la moneta deve essere uno strumento utile a misurare una proprietà di tutti gli oggetti, quella proprietà che chiamiamo “valore”. Con la moneta noi affermiamo o stimiamo il valore di ogni oggetto. Ma ogni strumento di misura possiede proprio la qualità che deve misurare: così come il metro, che misura la lunghezza, ha la qualità della lunghezza, anche la moneta, con la quale misuro il valore, ha la qualità del valore.

 

Quindi, le due caratteristiche fondamentali finora individuate sono: circolazione e valore. Ora iniziamo a verificare un passaggio cruciale nella questione monetaria: la fase della creazione di moneta.

 

In tale fase, viene creata la moneta nel suo aspetto formale e giuridico, in ciò che permette di qualificarla e di distinguerla (dalle altre monete oppure dai falsi, per esempio), e quindi viene creato il valore della moneta. Ma non essendo ancora in circolazione nel tessuto economico, la moneta ancora non esprime e diffonde il suo valore.

 

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COMMENTI
27/05/2010 - per a.terzi: dove li prende i soldi la banca? (romano calvo)

L'obiezione del lettore Alessio Terzi, è corretta per le imprese non bancarie. Se io creo una impresa ci metto i miei soldi nel capitale. Ma se la banca centrale compra titoli di stato, in cambio stampa moneta, cioè crea valore dal nulla. Il patrimonio netto, nei principi di contabilità, sta ad indicare risorse di capitale che l'azionista ci ha messo di tasca propria. La passività di una banca centrale è rappresentata da denaro stampato dal NULLA. Per questo è necessario modificare le regole: la creazione di moneta dal nulla è una funzione eminentemente pubblica, che deve spettare solo ed esclusivamente allo Stato. Se poi le banche centrali vogliono acquistare titoli di stato, lo facciano con i fondi derivanti dai depositi (cioè con i risparmi che abbiamo loro affidato mediante il sistema bancario). E allora potranno iscriverli a passività. Ha ragione Passali: occorre separare la moneta dal debito. La prima deve essere creata (e controllata) dallo Stato e serve per svolgere le sue tre funzioni (e siccome è un circolante, come l'aria che respiriamo, in determinate quantità non crea inflazione ed in quella quantità consente allo Stato di pagare le opere pubbliche). Se poi, nonostante ciò lo Stato deve ulteriormente indebitarsi (ma una politica accorta dovrebbe evitarlo) allora che siano i cittadini a comperare i titoli di Stato. In questo schema le banche perdono la funzione oggi più remunerativa,ma è proprio questa la rivoluzione. romano.calvo@libero.it

 
19/05/2010 - la vecchia moneta (Michele Terzi)

Ho letto l'articolo ma ho qualche appunto da fare. La moneta è nel passivo della bce? mi sembra la cosa più naturale del mondo e non potrebbe essere altrimenti. Se io fondo un'impresa e ci verso 100€ questi 100€ andranno conteggiati nel passivo, ossia il posto dove si scrive il patrimonio netto, la tua ricchezza. secondo lo stesso principio la bce inserisce la moneta che produce nel passivo perché sono soldi che "entrano" e non che "escono". la cosa è assolutamente corretta e non centra nulla col debito. Quando la moneta vine immessa sul mercato tramite l'acquisto di titoli si crea una posta attiva che controbilancia la posta passiva. Questo è il normale funzionamento della partita doppia. Riguardo alla sovranità della moneta lo stato NON può stampare moneta pena la svalutazione di questa e l'iperinflazione. è costretto a farla stampare ad una banca centrale indipendente che ne garantisca il valore, valore che non dipende dall'oro a garanzia di essa, ma dalla sua abbondanza rispetto all'economia sottostante. La moneta in fin dei conti ha valore in virtù della legge che la considera un metodo di pagamento a vista. Si chiama corso forzoso ed il cittadino può convertirla in oro solo sul mercato e non in banca. Ne consegue che la banca non può fallire per mancanza di oro. La moneta in fin dei conti è semplicemente una convenzione che si usa al posto del baratto, un modo per non andare al supermercato e pagare la spesa con 1 capretto e 2 galline.

 
19/05/2010 - domanda (Stefano Gianni)

sarebbe utile sapere cosa intende per moneta complementare. Tutto il resto è molto chiaro. Grazie

RISPOSTA:

Giovanni Passali mi ha già fatto sapere che nei prossimi contributi continuerà a parlare di moneta complementare e a spiegarne definizione e utilità. (Lorenzo Torrisi)

 
19/05/2010 - Moto Morini 50 (Diego Perna)

Quand'ero un ragazzino di 14 /15 anni mi venne regalato un motorino. Con i miei amici di strada, vivevo in periferia di una cittadina, e ognuno aveva il suo, facevamo le gare a chi andava più veloce. Sapevo perfettamente come funzionava il motore di quel mitico Moto Morini 50, tutto costruito in Italia, lo smontavo e lo rimontavo, pezzo per pezzo, e ne capivo sempre più il funzionamento. Il rischio che oggi corriamo è non sapere più come funziona il mondo, diamo tutto per scontato, tutto è automatico,basta un clic, usiamo tutto come fosse magico. Invece non è così, anche se viene circondato volutamente da un'aura di mistero, la dove mistero non ce n'è nemmeno un briciolo. Oggi, quanto è conosciuto da pochi, è usato a fini egoistici, con la parvenza che sia per il bene di tutti. In Italia, non so negli altri paesi, manca una cultura economica, con grave danno per tutti, andrebbe insegnata come l’ italiano o la matematica. L'economia è infatti fattore sostanziale della politica, e non capire il motivo di alcune scelte, che influiscono sulla ns vita quotidiana, significa anche essere guidati da politici e intellettuali che a parole dicono delle cose, ma poi nei fatti fanno l'esatto contrario (sembra banale e scontato, ma sfido la maggior parte degli elettori a capire un programma di politica economica e capirne le conseguenze a breve o a lungo termine) Fidarsi poi, non è proprio il massimo, visti i risultati. Grazie anche per la parte conclusiva……Buona giornata