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FIAT/ Marchionne muove le pedine per la nuova era Agnelli

Pubblicazione:mercoledì 19 maggio 2010

John Elkann e Sergio Marchionne (Foto Ansa) John Elkann e Sergio Marchionne (Foto Ansa)

Aprile è il mese più crudele: l’incipit della Terra desolata di T.S. Eliot è un classico nel wikiquote del giornalista, ma questa volta la citazione è quanto mai appropriata. Aprile è stato davvero crudele per la Fiat. La produzione è caduta del 27%, un tonfo notevole. La spiegazione è semplice: sono finiti gli incentivi statali.

 

Sergio Marchionne lo sapeva e non si può dire che non avesse avvertito tutti, dal governo ai sindacati. Tuttavia, la casa italiana è andata peggio delle sue concorrenti europee: Volkswagen è scesa del 7%, Ford del 12%, GM Europe del 19% così come Toyota, mentre le francesi, Renault e Psa, sono addirittura cresciute sia pur di poco. Dunque, l’addio agli aiuti ha pesato in modo determinante, ma all’interno di una debolezza che resta ancora strutturale. L’amministratore delegato lo sa e sta accelerando l’operazione americana. Magari in attesa che nel Vecchio continente salti fuori la buona occasione per chiudere il triangolo delle alleanze.

 

Alla Chrysler le cose procedono meglio del previsto. Venerdì Marchionne inaugurerà una nuova linea di produzione della jeep Grand Cherokee a Jefferson North. Vuol essere il calcio d’inizio in una partita destinata a rivoluzionare l’intera gamma, con un’integrazione produttiva tra Fiat e Chrysler molto più intensa del previsto.

 

Il piano strategico lo dice, ma per capirlo davvero bisogna andare a Detroit e guardare dentro gli impianti americani. Tra Lancia e Chrysler la fusione è di fatto avvenuta. I due brand verranno usati indifferentemente a seconda dei mercati, tanto che nel Regno Unito e in Irlanda, paesi abbandonati da Lancia, le vetture saranno vendute come Chrysler. Ma il processo andrà avanti in tutta la gamma delle due case.

 

Le Fiat dalla Serbia saranno importate negli Usa con l’etichetta Chrysler, un nuovo Suv Alfa verrà costruito negli States insieme ai veicolo che rimpiazzerà la Jeep Patriot. Nel 2013 Mirafiori produrrà una berlina Chrysler e l’anno dopo la Dodge uscirà dalle linee di Cassino. Dalle fabbriche americane, invece, già nel 2012 dovrebbe scaturire la 500 elettrica. L’elenco è lungo, la filosofia sempre la stessa: semplificare, ridurre le piattaforme e sfruttarle al massimo per modelli che condividono lo stesso chassis.

 

La razionalizzazione ha già funzionato: gestione del magazzino e delle scorte, strutture amministrative, prezzi, riorganizzazione del lavoro a cominciare dal management. Il rimbalzo è cominciato in febbraio, spiega Automotive News, e aprile si è chiuso con un 25% in più di vendite, l’aumento maggiore da cinque anni a questa parte.

 

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