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CRAC GRECIA/ Il folle gioco della Germania scava la fossa all’Europa

Angela Merkel (Foto Ansa) Angela Merkel (Foto Ansa)

E sapete perché? Perché quel bando è un maquillage tecnico, non serve a frenare l’assalto degli speculatori ma a mascherare la crisi che sta per colpire gli istituti tedeschi, non a caso il divieto di vendita allo scoperto vede come prima beneficiaria Deutsche Bank insieme agli altri primi nove titoli finanziari del Dax. Se pensano che chiunque non sia tedesco abbia l’anello al naso e non capisca a quale egoistico gioco al massacro stia giocando Berlino, pensano proprio male.

 

E la City, pesantemente in allarme per la normativa sugli hedge funds appena varata dall’Ue, potrebbe cercare una rivincita in tempi decisamente brevi: e, paradosso dei paradossi, un trader della sussidiaria londinese di Deutsche Bank potrebbe operare ciò che il governo della casa madre vieta. Mettiamola così: sarebbe come se Berlino vietasse alle squadre avversarie della Germania di segnare ai prossimi mondiali di calcio.

 

Inoltre, il segnale inviato è di quelli che fanno gola agli investitori più bullish: se politica e regolatori prendono misure anti-panico, allora il panico è legittimo. Ma non solo. L’azzardo di Berlino rispetto al deprezzamento dell’euro, è davvero un salto nel vuoto: il fiasco dell’export britannico a fronte di una sterlina debolissima è lì a ricordarcelo. E, di più, avrà un brusco effetto collaterale a livello globale. Il valore effettivo dell’euro - calcolato quindi verso le principali valute dei partner commerciali - è infatti calato del 10% da novembre, portando un po’ di respiro. Il problema è che questo pesta i piedi alla Cina, la cui moneta è agganciata al dollaro e ne segue le sorti.

 

«Lo yuan - ha detto il portavoce del ministero del Commercio cinese, Yao Jian - è salito del 14,5% circa rispetto all’euro negli ultimi quattro mesi e questo aumenterà le pressioni sui costi per gli esportatori e avrà un impatto negativo sulle esportazioni cinesi verso i paesi europei». La valuta di Pechino ha infatti toccato ieri mattina i massimi da sette anni e mezzo sulla moneta unica e la conseguenza immediata sarà un rinvio dell’auspicato e ormai atteso apprezzamento dello yuan: «La probabilità di un cambiamento di regime di cambio a Pechino è calata a causa delle vicende europee», ha spiegato Wengsheng Peng di Barclays Capital interpellato dal Sole24Ore.

 

Un capolavoro, quindi. Almeno così la pensa Jim O’Neill, capo economista di Goldman Sachs, secondo cui «il pacchetto Ue di salvataggio ha dimostrato prontezza e unità di risposta e questa crisi sta ponendo fine alle biennale sopravvalutazione dell’euro». Auguri, se Berlino e Goldman Sachs vanno a braccetto c’è poco da stare allegri per euro e Club Med: nei portafogli dei fondi, la divisa comune è sempre alla voce short insieme a yen e sterlina. Ma la cancelliera tedesca, Angela Merkel, questo non lo sa. Forse...

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COMMENTI
23/05/2010 - non è vero, Bottarelli (michele maioli)

Questo articolo di Bottarelli mi stupisce. Come dice il lettore Copetti, è bastato un niente per rompere le uova nel paniere alla speculazione finanziaria. Bisogna introdurre in modo radicale tali misure, e altri paesi europei dovrebbero fare lo stesso, per creare isole di salvataggio dalla speculazione. Come si fa a non proibire operazioni scoperte, di chi si assicura su cose che non possiede? Negli USA sono già fuorilegge tali operazioni, anche se la legge non è fatta rispettare. Come la mettiamo? Bottarelli ha passato giorni a "giustificare" o minimizzare viscidamente l'operato della finanza, e ora vuole denunciare la Germania! Non Goldman Sach, coi suoi Prodi, Ciampi, Padoa Schioppa, Draghi, ma la Germania! Certamente sono misure insufficienti e ancora ridicole, ma proprio per questo è necessario procedere in questa direzione. E sarebbe ora di nazionalizzare qualche banca. Comunque ora ho capito di che pensiero economico si parla in queste pagine. Meglio tardi che mai, e non sarò certo un suo seguace

 
20/05/2010 - Germania (Elio Copetti)

Se tali misure fossero davvero così illusorie ed inefficaci, allora non mi spiegherei l'isteria che la loro adozione ha provocato in taluni ambienti.

 
20/05/2010 - Euro & c (Giovanni Tardini)

Concordo abbastanza. In tal senso, il gioco della Germania non è necessariamente folle, ma egoistico: da grandi esportatori puntano sulla svalutazione. Comunque va ammesso che l'euro era sopravvalutato, come 6-7 anni la sterlina. Ma concordo che ne' il pacchetto alla Grecia ne' la svalutazione dell'euro porteranno frutti. La Grecia non tappera' il suo buco, l'unico effetto benefico e' che forse avra' la pressione esterna per intraprendere misure impopolari di tagli - che in Grecia portano normalmente a guerriglie. La Germania gioca col fuoco, perche' se l'import dalla Cina comincia a costare, salira' anche il costo della manodopera e le aziende tedesche chiudono bottega. Posta la miopia tedesca, greca, europea e forse anche americana, direi che una soluzione banale non c'e': tutti gli stati sono troppo indebitati, la coperta e' corta, si puo' tirarla di qua o di la'. Si puo' dire "diminuiamo le tasse per aumentare il PIL" (programma dei liberali tedeschi): non portera' a niente, troppi debiti dello stato. Si puo' dire: "aumentiamole". Ci sara' chi soffoca. Ovvero: non c'e' soluzione che possa dare benefici nell'arco di un mandato di governo. Mettetevi il cuore in pace, premier e cancellieri vari.

 
20/05/2010 - SPECULAZIONE!!! (Pietro Sita)

La speculazione negli ultimi hanni ha assunto la forma di truffa.Gli strumenti che le banche di affari americane(con l'apporto entusiastico delle filiali di New York UBS e Deutsche Bank) hanno inventato per fare speculazione sono armi di distruzione di massa (la definizione non è mia).La regolamentazione di questi strumenti è inesistente,la determinazione dei prezzi e fatta dalle investment banks è fatta dai soggetti che le emettono, non esiste una camera di compensazione che sappia quanti e quali strumenti vengono emessi nel mondo e di conseguenza non è possibile quantificare i rischi.Questo signori è solo un grandissimo casino/ò.Le banche d'affari non vogliono regolamentazione perchè questo permetterebbe di definire i contorni della gigantesca truffa in atto. Non dimentichiamo che a Milano sono sotto processo le banche d'affari per i derivati rifilati agli enti locali.I politici in America ed in Europa sono ostaggi consapevoli della finanza internazionale che li finanzia. Per questo motivo la Merkell unico capo di stato con le PALLE ha giustamente vietato queste forme di speculazione ma non è stata seguita dagli altri che non hanno capito la valenza catastrofica di questo tipo di speculazione.Agli Americani fa comodo mettere in crisi l'Euro per evitare che i detentori di riserve in dollari possano diversificare la valuta.Non ci sono dubbi che l'Euro abbia dei grossi problemi che debbano essere risolti con sistemi anche drastici ma fermiamo la follia dei CDS.

 
20/05/2010 - Tanto detestati speculatori? (Vulzio Abramo Prati)

Quando sento parlare degli speculatori mi vengono in mente quei manifesti degli anni '30 che, specialmente in Germania e Russia, mostravano i capitalisti come vecchi obesi con frac, cilindro e bava alla bocca che affamavano il popolo.La realtà però è diversa e quelli che "speculano" sui mercati sono in gran parte gestori di fondi le cui quote sono possedute da risparmiatori che cercano di salvare i frutti del loro lavoro, o fondi pensione che hanno come "azionisti" dei pensionati e che semplicemente non credono alla bontà dei provvedimenti adottati da certi governi! Fino a ieri veniva additato come colpevole chi vendeva allo scoperto puntando al ribasso, forse anche chi comprava a un prezzo di saldo doveva essere considerato uno speculatore, o no? Oggi che la Germania bandisce questo tipo di operazione la si accusa di disfattismo europeo! E' ovvio che limitare il mercato è già di per sè introdurre elementi di disturbo che verranno pagati da tutti, ma questa è la reazione all'aver indicato come "il male" della speculazione quelli che sono solo dei regolatori del mercato. Forse dovrebbero essere i governi ad agire con competenza e tempestività rendendo evidente che tutti devono fare la loro parte di sacrifici evitando il solito balletto politico del "prima tocca agli altri". Uno o più paesi che per non fallire devono basarsi esclusivamente sul rinnovo del debito sono già gravemente malati, ma gli "speculatori" non sono la malattia, al massimo sono il termometro!