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J’ACCUSE/ 1. In Italia chi sceglie la scuola privata è un potenziale evasore fiscale

Pubblicazione:giovedì 20 maggio 2010

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Meglio far l’animatore in un villaggio, insomma, che l’ingegnere meccanico, almeno dal punto di vista del reddito. Ed è giusto che il fisco ne prenda atto. Ormai, del resto, per intraprendere certe carriere nel Bel Paese, occorre essere ricchi di famiglia. Ma fermiamoci qui, in attesa che si scateni la fantasia degli evasori, abilissimi nel dribblare e trappole dell’erario. O l’abilità degli ispettori di Giulio Tremonti, che in questi anni hanno raccolto significativi successi.

 

Bisogna fare il tifo per loro: l’evasione fiscale, oltre che odiosa, è diventata sotto i cieli della crisi che ha inquadrato nel mirino la zona euro, un onere insostenibile per il Paese degli onesti. E la minaccia più seria alla convivenza democratica. Ma, per evitare pericolosi effetti boomerang, occorre applicare le prescrizioni con precisione chirurgica, senza la presunzione di appiccicare etichette di comodo, volutamente vaghe, tipo scuola “esclusiva” o “prestigiosa” che alcuni ispettori giudicheranno alla stregua di “privata” o, peggio, “confessionale”.



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< PAG. PREC.  

COMMENTI
22/07/2010 - Tante parole ma si dimenticano i fatti (CHIARA BERNARDI)

Leggo solo ora questo articolo ed i rispettivi commenti. In teoria, tutto andrebbe bene. Se hai i soldi per pagare una Bocconi a tuo figlio e hai un conto di 200 Eur in banca vuole dire che qualcosa non va. In pratica, basta raccontare la storia di tutti i giorni: abuso di potere ed ignoranza di chi la legge dovrebbe applicarla. Altro che la legge non ammette ignoranza. Se qualcuno investe, come dicono giustamente molti lettori, nell'educazione del proprio figlio e -ancora cito i lettori- 'si svena' per pagare le tasse scolastiche, adesso corre anche il rischio di avere una fiamma gialla che bussa alla porta ed in men che non si dica ha un processo, un avvocato e uno stress da infarto. Diciamocela tutta. L'Italia ha questo vizio: le leggi vanno idealmente bene ma nella loro applicazione, devo ancora vedere il figlio del mafioso che viene scovato nella scuola privata ed il padre messo dentro per evasione fiscale. quello che vedo (esperienza personale) e' un continuo vai-vieni di queste fiammelle gialle che bussano anche 5 volte al mese a casa di un povero cristo che ha la sola colpa di avere 3 figli in scuola privata ed una casa di proprieta' e che ha, quello pero' non lo nota nessuno in tribunale, piu' di 2,000 ore di straordinario, anni di ferie arretrate, turni extra e zero vacanza con famiglia e cane in Sardegna (o dove vanno gli italiani) Quello mi spaventa dell'Italia. La completa incapacita' di applicare le leggi in maniera oculata. A scriverle sarei capace anche io!

 
26/05/2010 - Muri scolastici e barriere fiscali (Antonio Servadio)

(segue) Il famoso muro di Berlino era in cemento, testimoniava inequivocabilmente lo spartiacque tra certe politiche e certe altre. Non vi era modo di dissimularne i muratori. Tra i tanti modi di "far muro”, nascondendo innanzitutto a sé stessi il profondo movente ideologico, annovero anche l'accanimento di questi giorni contro Benedetto XVI e il papato in generale. Da lei ben citato, annovero pure quello sguaiato accanimento anti-Gelmini quando si tocca il tema scuola. Non sono da solo a pensare che di contro-FOrmazione la scuola "laica" è intrisa. Qualora le cose volgessero diversamente non mi sembrerà cruciale favorire le paritarie. Caro Sig. Labella, lei ha molto ragione a sottolineare che nelle paritarie confessionali non c’è il supporto didattico per gli studenti con handicap. Il motivo non è ideologico: non ci sono sufficienti risorse finanziarie. Se il modello di sussidiarietà e parità proposto da queste scuole venisse pienamente accolto da stato ed enti locali, lei troverebbe una situazione ben diversa, come auspico –credo- assieme a lei.

 
26/05/2010 - Libertà o comprensione ? (Antonio Servadio)

Caro Sig. Labella, sono ben felice per lei e per tutti coloro cui la fiscalità non "pesa troppo". Mi rallegra che lei non abbia motivi di doglia sul tema scuole pubbliche (paritarie vs. pubbliche talis qualis), del resto ognuno ha le proprie doglie; sarebbe proprio triste se tutti ci dolessimo con le stesse identiche lagnanze. Quanto al "teorizzare la disobbedienza fiscale" la invito a fare bene attenzione, poiché non ho scritto nulla di simile, come non ho "evocato" né scritto né insinuato alcunché riguardo a "lager" (e non dimentichiamo le foibe). Di recente ho trovato questa citazione da Alfred Tennyson: “Tieniti sul lato più luminoso del dubbio“. Riflettendo su questa frase, e prima ancora di ricorrere ai concetti sulla libertà di insegnamento mi sono sforzato di leggere con cura le sue righe curando di cercarvi anche i significati non letterali. Voglio credere che lei stia dando sfogo a pensieri che sorgono dalle problematiche cui lei è personalmente più sensibile (mi pare non siano quelle fiscali o inerenti alle sue personali finanze). Orbene, a mio avviso esiste anche una "differenza" tra quei muri interiori, che (intendo) sono muri simbolici e ideologici, tenacemente resistenti nel corso della storia. (segue)

 
26/05/2010 - Per la signora Tiberio (Cristina Delia)

Anche a lei signora mi preme farle notare che quello che può aver vissuto suo figlio non dipende dal fatto che la scuola sia statale o no, dipende dalle persone. Io che ho frequentato per anni una scuola privata mi sono ritrovata a dover vivere in prima persona e come spettatrice situazioni non meno pesanti: una professoressa dopo avermi richiamata mentre prendevo appunti e dopo aver constatato che effettivamente non mi stavo facendo gli affari miei, mi ha strappato in faccia il quaderno sul quale avevo gli appunti di tutte le materie. Un'altra volta che mi è stato abbassato il voto in pagella, mi sono rivolta alla docente per chiederne la ragione e questa si è rifiutata di dirmela. Ne avrei un'infinità e non frequentavo una scuolettina ma un istituto comprensivo paritario di un certo riguardo a Milano. Mia figlia che frequenta un liceo scientifico statale ha trovato docenti preparati e sensibili alle esigenze dei ragazzi. Cristina Delia

 
26/05/2010 - Pagare le tasse non è , perciò, roba da comunisti (Franco Labella)

Gentile dottor Servadio, leggo con piacere che ritiene un dovere contribuire anche alla fiscalità generale. Anch'io pago per ospedali che non funzionano o per cliniche convenzionate dove si opera senza necessità, ma non mi pesa troppo o non ne traggo prestesto per teorizzare la "disobbedienza fiscale". Anch'io pago per scuole paritarie confessionali dove, però, non s'accettano iscrizioni di studenti diversamente abili. Se poi qualcuno critica le mie scelte, rafforzate da queste considerazioni, in favore del pubblico e non del privato, non me ne dolgo. Nè invoco o evoco i lager in rapporto a questa situazione. La differenza sta tutta qui. Quanto poi alla "contro-formazione" come la definisce lei: temo che lei abbia della libertà e della libertà di insegnamento una concezione molto simile a quella del Direttore dell'USR dell'Emilia Romagna e a, ahimè, anche del Signor Ministro Gelmini. E siccome questo riferimento è ai diritti dei cittadini e ai diritti sindacali, l'art 11 del Cordice di comportamento dei pubblici dipendenti, vorrei rassicurare il dott. Limina, è pienamente rispettato. C'è stato un tempo in cui abbiamo sperimentato il Minculpop. Non ne ho rimpianto. Sarebbe utile per tutti una sana rilettura della Costituzione. Ma quella vera però. Quella che i nostri studenti delle superiori, dall'anno prossimo, difficilmente conosceranno. Nonostante un oggetto misterioso chiamato "Cittadinanza e Costituzione". Franco Labella

 
25/05/2010 - Caro Sig. Labella (Antonio Servadio)

Caro Sig. Labella, paghiamo le tasse, anche per le scuole, incluse quelle che funzionicchiano e quelle che proprio non funzionano, incluse quelle che funzionano ma dove si fa informazione senza formazione, incluse pure quelle dove qualcuno fa contro-formazione perché il politically correct viene forzato solo se in una direzione. Quando si manda un figlio ad una scuola pubblica paritaria paghiamo le tasse due volte perché oltre alla contribuzione fiscale facciamo risparmiare l'ente pubblico. Inoltre esiste una gabella morale, che non è fatta di moneta. Consiste nel sentirsi rinfacciare questa scelta, a volte anche con acredine, anche da amici, che percepiscono tutto ciò come una una scelta di destra, come se destra o sinistra c'entrassero qualcosa. Coloro il muro lo hanno tenuto vivo dentro di sè,lo vogliono tenere vivo ma non sono così trasparenti con se stessi da riconoscerlo. Saluti.

 
24/05/2010 - Pagare le tasse? Cose da comunisti (Franco Labella)

Ho letto con estrema attenzione l'articolo (come gli altri due sul tema, di Giannino e Silvano) ed i commenti. Diamo per assodato e condivisibile tutto quello che c'è scritto (compreso lo sfogo della collega della scuola pubblica statale evidentemente "pentita"), anche se potrei scrivere tre pagine di intervento,ci rinuncio, ma posso fare una domanda semplice e provocatoria? Ma pagare le tasse è roba da "comunisti" come pare adombrare anche Servadio? Il Muro? Lo statalismo sovietico? Ma pensare al senso civico e alla scelta etica di rispettare i principi costituzionali compresi quelli presenti nell'art. 53 no? E parliamo pure di educazione? Resto veramente senza parole. Ma sarò "comunista".....evidentemente Franco Labella

 
20/05/2010 - rimpiango il muro (Antonio Servadio)

Oltre a circostanziate lagnanze cosparse di amarezza, manifestazioni di disgusto morale, invettive molto "politically" e nient'affatto "correct" potrei scrivere altro. Soprassiedo per non ripetere ciò che altri hanno già accennato. Piuttosto, mi abbandono al vano sfogo di una mia piccola perversione: il rimpianto per i tempi del muro di Berlino. All'epoca i confini -non solo e non tanto quelli di cemento- erano palesi, camuffare muri e muratori era improbabile. Oggi siamo immersi in un minestrone che ancora non mi sento di onorare denominandolo "politico". Questa notizia mi parla del Grande Fratello, cioè del Grande Inganno, quell'ottuso statalismo filo-sovietico che ancora gode di robusta vitalità e che attinge dai mille rivoli di ignoranza e di una mai defunta "cultura" che era chiamata "comunista" e che prima ancora aveva altri nomi e più vecchie radici. Ricordo una conversazione, neanche tanto vecchia, con un collega americano: senza esitazioni e senza iperboli definiva il nostro stivale un paese "socialista di tipo sovietico". Mi sentii in dovere di difendermi affermando che si trattava di un mix di statalismo sovietico e di capitalismo USA. Mah.

 
20/05/2010 - E se la scuola privata è una scelta obbligata? (annarita tiberio)

Insegno nella scuola media statale da 15 anni e mio figlio ha frequentato sino a quest'anno le scuole statali, ma, iniziate le scuole superiori, mi trovo a dover riformulare le mie convinzioni sulla scuola statale! L'esperienza di questo liceo è stata devastante per tutta la mia famiglia! perchè è devastante dover rapportarsi con situazioni che non rispondono a nessuna logica! In breve un adolescente che già vive di per sè un momento difficile, nel rapporto con se stesso, con i genitori, con i compagni, con la propria identità sessuale, con tutto ciò che gli viene sbattuto in faccia continuamente e prepotentemente da chi vuole , a tutti i costi, decidere per lui, ebbene, questo adolescente, cerca di studiare, di trovare un senso in quello che il docente decide di fargli studiare, si impegna, rinuncia anche a svaghi e ce la mette tutta, per poi essere sbeffeggiato dal docente che, la mattina dopo va in classe con i suoi casini e decide che quelle povere vittime pagheranno per i suoi casini, perchè qualcuno dovrà pur pagare e quelli stanno lì, fermi, seduti, anche in silenzio, ascoltando! Dunque, che ci vuole a mettere un bel 4 ad un ragazzino che ha appena finito la terza media? ....E poi che ci vuole ad essere sempre assenti quando bisogna spiegare, eccetto il giorno della verifica! Insomma è stato abbastanza sopportare questi deliri, questo menefreghismo! Non lascerò che distruggano mio figlio e lo iscriverò in una scuola privata!

 
20/05/2010 - politica x le famiglie? un'altra volta (Paolo Bini)

e anche stavolta la politica fiscale per le famiglie se ne è andata a farsi friggere. Grazie amici di centrodestra, non propriamente quello che ci aspettavamo, ancora..

 
20/05/2010 - Se si pagano le tasse che problema c'è (Ines Lanzone)

L'articolo parla di "potenziale evasore" e pertanto non vedo dove sia la preoccupazione di chi manda i figli ad una scuola privata (liberissimo di farlo) ma paga regolarmente le tasse.Forse tutta questa preoccupazione può far pensare che ci siano persone che mandano i figli a "scuole prestigiose" e non parlo di "diplomifici", che si possono permettere rette elevatissime e che magari nella loro dichiarazione dei redditi dichirano un imponibile pari a quello di un impiegato che guadagna 16.000 euro all'anno? a pensar male si fa peccato ma spesso ci si "azzecca" diceva qualcuno!Per non parlare poi dei rimborsi che ogni regione restituisce sotto forma di contributo alle famiglie per spese legate all'istruzione e che come avviene nella Regione Liguria non comprendono le spese per l'acquisto dei libri di testo ma comprendone le "rette" degli istituti privati? Pensate che chi manda i figli alla scuola pubblica se potesse pagarsi una culturalmente prestigiosa "scuola privata" come quelle segnalate dal recente servizio di Report non lo farebbe solo per problemi di principio?

 
20/05/2010 - dalla caccia agli evasori (MICHELE GRILANDA)

Come sempre accade nel nostro paese dietro i migliori intendimenti e i più encomiabili obiettivi si cela la verità più cruda: gli strumenti di controllo messi in mano a burocrati cresciuti nel brodo culturale dei Bersani-Visco finiscono per diventare strumenti di oppressione e controllo della libertà. Il peggio, cari lettori, deve ancora arrivare perchè quando al redditometro sommeranno le indagini finanziarie saranno guai per chi non troverà il "pezzo di carta" di quello cha ha speso, perchè magari nella vita è proteso a privilegiare l'educazione dei propri figli pur essendo onesto fino in fondo. E allora dalla verifica all'avviso, dall'avviso alla cartella il passo è breve e dietro l'angolo ci sono i sequestri conservativi, i pignoramenti e via di questo passo. Ma da Roma in giù li faranno questi controlli??

 
20/05/2010 - scuole private e contributi COLF (massari annalisa)

Le scuole paritarie, come i Centri di Formazione Professionale della Regione, sono risorse preziose da tenere presenti, degne di tutela. Del resto la libertà d'insegnamento è prevista dalla Costituzione. Va bene usarle come indicatore di reddito, ma non da esso presupporre assolutamente una tassazione proporzionale per il semplice fatto che il figlio le frequenti. Tra l'altro, con un basso indice di dichiarazione ISEE ,che presuppone la certificazione dei depositi bancari e di possibili ulteriori fonti di reddito, si possono avere forti sconti sulle rette. Il fatto di pagare i contributi a una Colf come indice di evasione,poi, lo trovo assolutamente controproducente, ammesso e non concesso ("a penzà' male se fà peccato,però...)" che non sia stato inserito apposta per colpire ancora una volta gli onesti bischeri che pagano i contributi alle persone di supporto domestico, necessario quando una donna lavora ed ha bambini o anziani in casa. Così anzichè colpire l'evasione, è chiarissimo, si incentiva il lavoro nero!

 
20/05/2010 - Scuola privata nel redditometro (gianlorenzo minarini)

Pur essendo convinto che la scuola "privata" dove mando i miei tre figli sia a tutti gli effetti una scuola pubblica, mi domando se l'aver inserito nel redditometro questa nuova voce sia il risultato che portiamo a casa per aver votato quelli che ora comandano. Fatemelo sapere che la prossima volta ci penso su. grazie.

 
20/05/2010 - Viva la scuola privata (paolo paoletti)

Devo dire che il ns fisco non mi stupisce mai rispeto agli strumenti ed indicatori per scovare gli "evasori". Io ho sette figli che vanno tutti alla scuola privata (spendendo circa 16.000 €/annui), in quanto credo in una educazione cattolica per loro e se lo Stato italiano questo lo vede un "attentato" a generare uomini veramente liberi e quindi usa mezzi di dissuasione,io sinceramente vado avanti per la strada i cui risultati positivi non solo da me sono visibili, ma da molti riconosciuti. In merito alla nuova attività di intellegence dell'Ufficio delle Entrate, propongo a tutti quelli che hanno figli alle scuole private di inviare una comunicazione all'ufficio delle entrate della propria città, dove sono indicate le rette pagate per singolo figlio e i costi evitati allo Stato per questo servizio, di cui ci si dimentica, coì agevoliamo il loro lavoro di ricerca. Da ultimo mi piace ricordare che mandare i propri figli a frequentare istituti dove il percorso educativo abbraccia tutta la loro umanità non ha prezzo e che in moltissimi casi ci si sacrifica per questo, rinunciando ad altre "cose" che sono anch'esse viste come indicatori di evasione fiscale. Un ultimo semplice suggerimento: l'evasione non la si combatte solo con la repressione, ma con una seria politica fiscale che chissà come mai rimandiamo sempre da una discussione seria e propositiva per diventare strumento di riforma e sostegno alla politica economica italiana.

 
20/05/2010 - se la scuola è un lusso. (Elisabetta De Marinis)

Anch'io sono rimasta allibita da questo inserimento della voce "scuole private" tra gli indici di capacità contributiva del cittadino, perchè mi sembra che anche a questa inclusione sia sotteso un gigantesco errore di prospettiva sulla scelta scolastica. Possiamo veramente considerare l'istruzione o l'educazione come un bene di consumo? come una spesa che comprova la nostra ricchezza? oppure va considerata come un investimento, espressione, tra l'altro, della fondamentale libertà di scelta educativa e di espressione delle persone? se non ci si mette in quest'ottica nemmeno si può concepire il sacrificio che tante famiglie fanno per mandare i figli nelle scuole che desiderano. partire da questo presupposto brucia anche, se mi è permesso sottolinearlo, il problema dei diplomifici, che se è riprovevole nelle conseguenze non può essere sanzionato sul piano della scelta! si può dire "controlleremo meglio la qualità dei programmi e la validità degli esami" (anche se forse basterebbe un sistema VERAMENTE meritocratico per squalificare in automatico le scorciatoie...), ma non si può imporre ad un genitore cosa scegliere. paradossalmente egli deve essere libero di ritenere che per il proprio figlio il diplomificio sia il top. non è questione di scuole libere o cattoliche, innanzitutto, ma di vera tutela della libertà di scelta delle persone e di riconoscimento da parte dello stato che l'educazione è la pietra miliare della società.