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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ La “formuletta” della Bce che mette in ginocchio l’euro

Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

C’è un altro elemento che non viene quasi mai evidenziato: così come l’inflazione aiuta chi è indebitato, la deflazione invece aggrava il costo del debito. Se, per esempio, io acquisto una casa accendendo un mutuo ventennale da trecentomila euro, e dopo qualche anno la mia casa ne vale duecentocinquantamila perché tutta l’economia è in calo, l’aspetto particolare più devastante (e di cui non si parla) è che mi verrà offerta una diminuzione di stipendio, proprio per adeguare il mio stipendio alla nuova fase di contrazione economica. Quindi avrò uno stipendio inferiore per pagare una casa a un prezzo superiore al nuovo valore di mercato.

 

Non c’è niente da fare: in ogni caso, la creazione di moneta debito ha come conseguenza ultima la distruzione del valore che promette di rappresentare. Ma la moneta dovrebbe essere anche unità di misura del valore. Da questo consegue che avremo anche la distruzione della moneta come unità di misura, come capacità di misurare il valore dei beni e di paragonarli tra loro.

 

Come dicevo, brandelli di verità ogni tanto scappano fuori. Come nell’editoriale del Sole24Ore di mercoledì scorso: “Il problema sono le bolle: guardando a posteriori, la creazione dell’euro ha creato le condizioni per una bisboccia di quelle che capitano una volta in una generazione.” Si comprende meglio che una cosa del genere possa essere detta, sapendo che l’autore è l’inglese Martin Wolf, giornalista finanziario dell’inglese Financial Times. Possono permettersi di farci il predicozzo, loro che, pur stando nella Ue, non hanno adottato l’euro, ma fanno parte della Bce, attraverso la Boe (Bank Of England, la Banca Centrale inglese).

 

Mica sono fessi, loro: decidono sull’euro, ma rimangono con la sterlina. Faranno i loro interessi? I loro interessi coincideranno con i nostri? Intanto, la verità non la raccontano tutta. Non arrivano a dire che l’eccesso di liquidità è necessario, in un sistema finanziario in cui tutta la moneta è debito. Altrimenti, il debito monetario diventa immediatamente non pagabile. E non possono dirlo, perché da loro con la sterlina c’è lo stesso identico problema. Questo è il motivo per cui anche la Gran Bretagna è sull’orlo della bancarotta. Anche loro taglieranno le spese, cioè lo stato sociale. Anche da loro pagherà la popolazione.

 

Brandelli di verità. Come sul Sole24Ore del 18 maggio, in prima pagina: “Il ragionamento è piuttosto semplice. Per ridurre il debito pubblico con una crescita economica vicina allo zero è necessario che il bilancio primario sia in attivo (le entrate pubbliche superino le spese, al netto della spesa per gli interessi) e sia a un livello più alto dei tassi di interesse reali”. Ragionamento più che ovvio. Ma cerchiamo di vederne le conseguenze, verificando il comportamento della Bce in questi anni.

 

Cosa c’entra la Bce? I citati “tassi di interesse reali” sono ovviamente dipendenti dalle condizioni di mercato. Ma, al di là di tutto, non potranno mai essere ovviamente inferiori ai tassi praticati dalla Bce, cioè al costo del denaro che viene preso a debito dalle banche centrali. Quindi la Bce, imponendo secondo suoi criteri il costo del denaro, determina anche la soglia per la possibile capacità degli stati di sopravvivere al proprio debito.

 

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COMMENTI
25/05/2010 - signoraggio (andrea darseni)

si codivide in pieno la lettura espressa dall'autore,possiamo apertamente parlare di quella cosa che a tutti non interessa,per ignoranza,per stupidita' o forse perche' la vita e' cosi breve e amara che la gente pensa ad altro e sembra perfino giusto che alla fine venga regolarmente fregata e sottomessa al potere dei signori dei soldi e forse e' giusto cosi,ma spero che si continui a parlare di " signoraggio" la truffa del secolo che viene perpretata da anni a danno dei popoli e della liberta'degli stessi,al fine un giorno forse lontana di una ribellione generale e di una piu' equa distribuzione della ricchezza.e come disse il mitico paul wolker,mai cosi tanto in mano a pochi e mai cosi' poco in mano a tanti.ps la piu bella invenzione inanziaria della storia? semplice,il caro e vecchio bancomat.rimango in attesa di vs cordiale risposta