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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ La “formuletta” della Bce che mette in ginocchio l’euro

Negli anni la Banca centrale europea, spiega GIOVANNI PASSALI, non ha fatto altro che far crescere i debiti degli stati rendendoli alla fine insostenibili

Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)Jean-Claude Trichet (Foto Imagoeconomica)

Una settimana di intenso bombardamento mediatico è stato l’effetto più rilevante della decisione degli stati e della Bce di intervenire a favore della Grecia. Come abbiamo già rilevato, tuttavia, questo tipo di intervento, non tenendo conto della vera natura della moneta e di ciò che è l’euro in quanto moneta a debito, si rivelerà del tutto inutile, e quindi dannoso.

 

Dannoso soprattutto perché, non avendo compreso la natura temporale della moneta, non hanno fatto altro che acquistare tempo. La natura della moneta è temporale, la creazione di moneta dal nulla per un acquisto equivale a un acquisto di tempo, equivale a una dilatazione del tempo.

Ma si tratta di una moneta a debito. Cioè di una moneta destinata a consumare interessi, destinata a consumare altra moneta, quella rimasta in circolazione. Per fare un paragone, è come inserire grossi pesci carnivori in una piscina: finiti i pesci più piccoli, inizieranno per fame a mangiarsi tra loro, fino ad arrivare al pericolo di estinzione.

Allora arriva la Banca Centrale, quella che ha solo grossi pesci carnivori, e ne mette altri. “Vedete? Abbiamo salvato il sistema dal tracollo totale. Vedete come siamo bravi?”. Ma i nuovi pesci carnivori, se non saranno nuovo cibo, saranno i nuovo predatori. E tutto il sistema si mantiene evidenziando una caratteristica distintiva: i primi a rimetterci sono sempre i più deboli. “Homo homini lupus”, questa è la regola principe di questa nuova era di barbarie. Il contrario di solidarietà e sussidiarietà.

Ma tutto questo non si può discutere. Anzi, non si può nemmeno dire. Tranne alcuni casi isolati, non lo dice nessuno. Anche se brandelli di verità ogni tanto scappano fuori.

Con uno straordinario bombardamento mediatico, dal momento della decisione dell’intervento a favore della Grecia, in questi dieci giorni su tutti i giornali (Corriere della Sera, Sole24Ore, Il Giornale, ecc.) è stata una trasmissione continua del pensiero unico: occorre tagliare i costi, occorre che gli stati taglino i costi. La motivazione: così, con i costi tagliati, le stesse cose costeranno meno. Avremo più soldi per pagare i debiti.

E mai nessuno che svolga il ragionamento nelle sue ovvie conseguenze. Troppo scomodo. Mai nessuno che dica: il debito pubblico italiano è al 115% del Pil, ma quello complessivo (inclusi imprese e famiglie) è del 216% circa (in linea con Francia e Germania, molto inferiore al 260% della Gran Bretagna). Se lo stato risparmia, se lo stato non spende, anche famiglie e imprese avranno meno denaro da spendere, e quindi dovranno aumentare il loro debito per mantenere le stesse spese. Oppure, per evitare nuovo debito, spenderanno meno, e così lo stato incasserà meno dalla tassazione. E quindi il problema del debito ricade di nuovo sullo stato. Non se ne esce: finché tutta la moneta è debito, dalla trappola del debito non è possibile uscire.

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COMMENTI
25/05/2010 - signoraggio (andrea darseni)

si codivide in pieno la lettura espressa dall'autore,possiamo apertamente parlare di quella cosa che a tutti non interessa,per ignoranza,per stupidita' o forse perche' la vita e' cosi breve e amara che la gente pensa ad altro e sembra perfino giusto che alla fine venga regolarmente fregata e sottomessa al potere dei signori dei soldi e forse e' giusto cosi,ma spero che si continui a parlare di " signoraggio" la truffa del secolo che viene perpretata da anni a danno dei popoli e della liberta'degli stessi,al fine un giorno forse lontana di una ribellione generale e di una piu' equa distribuzione della ricchezza.e come disse il mitico paul wolker,mai cosi tanto in mano a pochi e mai cosi' poco in mano a tanti.ps la piu bella invenzione inanziaria della storia? semplice,il caro e vecchio bancomat.rimango in attesa di vs cordiale risposta