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MANOVRA/ Forte: così la tecnocrazia di Tremonti "rovina" la nuova finanziaria

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Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Oggi il consiglio dei Ministri esaminerà la manovra finanziaria per il biennio 2011-2012. Un provvedimento di cui si è parlato a lungo negli ultimi giorni, soprattutto a causa dei suoi continui cambiamenti e con il dubbio che la sua approvazione potesse essere rimandata. Ora, a quanto pare, l’ammontare complessivo della manovra sarà di 24 miliardi di euro, concentrati nella lotta all’evasione fiscale e nel taglio della spesa pubblica. Nessun rialzo delle tasse, come assicurato più volte dall’esecutivo, ma resta da capire se e quanto si andrà a incidere su pensioni, sanità e scuola. In ogni caso, spiega Francesco Forte, ex ministro delle Finanze, Giulio Tremonti ha compiuto un errore di metodo nella gestione di tutta la vicenda, affidando la manovra alla tecnocrazia.

 

Professore, a quanto pare la manovra sarà varata già in settimana. È necessario fare così in fretta o sarebbe meglio riflettere ulteriormente sulle misure da adottare?

 

I mercati finanziari si possono scatenare contro qualsiasi paese in ogni momento. La messa in sicurezza dei conti pubblici fa parte della controparte necessaria per attingere eventualmente ai fondi stanziati per aiutare i paesi in difficoltà nell’Unione europea. È giusto quindi fare la manovra al più presto. Tuttavia ritengo ci sia stato un errore di metodo, di procedura. Si è cercato di farla arrivare in fretta dall’alto, quasi di nascosto come l’aveva immaginata Tremonti e questo non mi sembra corretto. Questo, che definirei un eccesso di tecnocrazia, ha creato confusione inutile.

 

Cosa si sarebbe dovuto fare allora?

 

Tremonti e Berlusconi avrebbero dovuto chiamare i ministri, spiegare la situazione e chiedere loro di presentare le proposte relative ai tagli da apportare nei singoli dicasteri. Ritengo infatti che i tagli vadano mirati avendo sempre presente che devono essere in funzione della produttività. In questo senso mi sembra esemplare il lavoro della Gelmini che sta cercando di mettere in sicurezza il suo ministero.

 

Condivide le linee generali della manovra?

 

Ritengo che la via da seguire dovrebbe essere quella che porta alla creazione di spazio per la crescita economica, mediante la riduzione del debito pubblico. Bene quindi la lotta all’evasione fiscale, che spesso porta all’occultamento di Prodotto nazionale. Occorre inoltre smagrire l’operatore pubblico per dare maggiore spazio all’economia di mercato e realizzare alcune riforme strutturali che servono a rafforzare, anziché diminuire come si legge su alcuni giornali, lo stato sociale.

 

In che senso?

 

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COMMENTI
25/05/2010 - Le cose ragionevoli sono sempre ignorate. Perché? (sandra fei)

Bravo l'ex ministro Forte! Misurato e ragionevole. Speriamo qualcuno lo ascolti. A volte, senza fare tanto chiasso e scompiglio si possono trovare delle soluzioni che non sono troppo dolorose. D'altronde quando si ripara un "male" altro non c'è che sacrificarsi un po' tutti. Alla Signora Patrizia vorrei solamente spiegarle che NON è vero che i Parlamentari, quando finiscono il mandato, percepiscono la cosiddetta pensione, ma la prenderanno soltanto raggiunta l'età pensionabile. Come gli altri. Lo dico per conoscenza diretta di causa. E se tanti giornalisti che manao creare astio e rabbie e angoscie nei lettori si ravvedessero un po' e smettessero di scrivere menzogne, non sarebbe male. Oggi tutti abbiamo bisogno di essere rassicurati, non con menzogne, ma per avere la forza di non mollare. Troppi sono senza lavoro, e non solo operai, ma tantissimi managers o persone di alto livello, che da mesi sono senza prospettive. Pensiamo anche a loro e scriviamo cose vere. Aiutiamoci un po' tutti!

 
25/05/2010 - Donne in pensione a 65? (patrizia ambrosetti)

Lavorerei anche fino a 70anni, se avessi la salute. Se ci fosse la possibilità di scegliere se poter lavorare 8 ore oppure 6 o 4. Voi politici sapete solo parlare, ma la realtà e ben diversa. A proposito di pensioni, perchè noi dobbiamo lavorare fino a 65 anni e invece i politici dopo il loro mandandato percepiscono già la pensione? Quindi in terora (o in pratica) una volta che il governo Berlusconi termina il proprio mandato, tutti i parlamentari e tutti i senatori che non saranno rieletti, saranno tutti in pensioni. Ma non percepiranno 1000 euro al mese come un operaio, ma 3,4,5 ecc. Non sarebbe il casa che ritornassero al lavoro che avevano prima? Non hanno già guadagnato abbastasnza? Perchè non percepiscono la pensione a 65 anni? Che ingiustizia, io devo andare a lavorare fino a 65 anni, con due figli, separata e invece altre donne tra due anni a 45 anni sono in pensione. Scusate ma questi non sono soldi della pubblica amministrazione buttati via? Ma nessuno di voi dice nulla. Scusate ma siete tutti uguali, destra e sinistra, al ceto medio basso non pensa nessuno. Buona giornata. Patrizia