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CRAC GRECIA/ Il consulente finanziario: la borsa crolla? È il momento giusto per investire...

Pubblicazione:mercoledì 26 maggio 2010

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È fondamentale che oltre ai gestori, ci sia chi consiglia a ogni singolo investitore la soluzione adeguata alle sue esigenze, permettendogli di monitorare costantemente l’andamento dei propri investimenti e la liquidabilità degli stessi, in ogni momento, perché evolvono rapidamente gli scenari e anche le condizioni e le esigenze nella propria vita e non è detto che le soluzioni adottate l’atro ieri siano le migliori per l’oggi o il domani.

 

Costui, come il sottoscritto, può sentirsi sereno e libero solo se la sua consulenza non è viziata da indicazioni che tengano conto di budget o di politiche aziendali che nulla hanno a che fare con gli interessi dei clienti e può proporre prodotti e soluzioni innovative. Il 2008 ha dimostrato che questi prodotti, se ben costruiti, funzionano e aiutano in un portafoglio ben diversi?cato.

 

Questa situazione mi sta facendo ripetere, in questi giorni e in forma anche un po’ provocatoria, l’affermazione che il posto migliore dove tenere i propri risparmi è proprio la borsa, quando il primo titolo dei quotidiani e dei telegiornali è, un giorno sì e un no, “in Borsa bruciati tot centinaia di miliardi …”.

 

Scrivevo un commento all’articolo di Giovanni Passali, pubblicato il 19 maggio: “Le azioni, rappresentano, con tutti i distinguo necessari, un pezzo dell’economia produttiva, che, soprattutto, da lavoro e va sostenuta anche rischiando capitali. Oggi è possibile investire in azioni relativizzando molto i rischi. I pezzi di carta (moneta o obbligazioni governative e non) rappresentano solo debiti e quindi crediti che rischiano di essere inesigibili. Altro che miliardi di capitalizzazione bruciati in borsa”.

 

Dicevo di prodotti e soluzioni innovativi, proposti da chi si occupa di risparmio gestito che convertono la moneta, le banconote, in azioni o in altri strumenti o titoli che sono quotati in borsa. Ci sono, per esempio, prodotti gestiti con il supporto di un algoritmo che il gestore ha inventato per razionalizzare le scelte di investimento e per conoscere in anticipo quale sarà la perdita massima anche nello scenario peggiore.

 

È possibile investire una parte dei propri risparmi su comparti che appartengono a una nuova gamma di prodotti gestiti come gli hedge fund che possono essere meno correlati all’andamento dei mercati. Purtroppo e soprattutto in Italia, parlare di hedge fund spesso è come parlare in Ungheria di gulash o in Italia stessa di vino o di formaggio, facendo finta che il vino sia solo il prodotto di qualsiasi uva pigiata, il formaggio sia solo un tipo di pasta derivata dal latte cagliato e che il gulash sia una specie di brasato rosso un po’ piccante. Il risultato è che per molti potenziali investitori gli hedge fund sono tabù.

 

Le strategie long/short equity, market neutral e commodity sono tutte modalità di investimento relativamente nuove nel mondo dei fondi comuni che, se ben gestite, possono risultare ottimali per ridurre il cordone ombelicale tra mercati (azionari o obbligazionari) e rendimenti dei prodotti.

 

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