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CRAC GRECIA/ Il consulente finanziario: la borsa crolla? È il momento giusto per investire...

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Chi ha bisogno come l’aria di raccogliere la liquidità altrui, per sistemare i propri conti o per garantirsi margini di ricavo importanti, imprestandola, si semplifica la vita, proponendo i Pronti conto termine (PCT), con un sottostante titolo governativo o meglio, un bella obbligazione bancaria come sono la soluzione sicura e redditizia per impiegare la liquidità.

 

Cito solo il titolo di un articolo apparso a pag. 3 de Il Sole 24 Ore del 12 maggio: “Indigestione di bond di stato per le banche di Eurolandia”. L’indigestione bisogna in qualche modo smaltirla. Il rendimento con i tassi odierni, ma soprattutto l’incertezza rispetto alle tattiche da adottare per cogliere le opportunità di un loro rialzo in futuro, sono agli argomenti critici, quando si parla di gestione della liquidità.

 

Chi racconta che ci sono sul mercato alcuni prodotti innovativi che offrono performance adeguate con un forte controllo del rischio (non c’è per esempio il rischio emittente) e con precise stop loss annue (perdite massime)?

 

Se la diversificazione di cui si parlava prevedeva un 20% di azioni (di cui 50% Europa e 50% America), un 60% di obbligazioni e un 20% di liquidità, oggi ha senso diversificare per relativizzare il rischio e ottimizzare la possibilità di conseguire giusti guadagni in tempi diversi e vivendo profili di rischio accettabili soggettivamente, con un portafoglio composto ad esempio da un 25% di strategie non direzionali di tipo alpha con gestione tattica esposizione azionaria, un 25% di strategie tipo hedge con forte diversificazione (global macro, trading su commodity e Multistrategy), un 20% di strategie quantitative con modelli matematici per il controllo del rischio un 20% di strategie multimanager asset, bilanciate e obbligazionarie con gestione dinamica duration (profilo di rischio basso) e un 10% di strategie flessibili più direzionali equity diversificate per temi e aree geografiche (Globale, America e Emergenti).

 

Se il mercato e la maggior parte degli operatori non si sta assumendo responsabilità, c’è qualcuno che invece ha voglia di spiegare tali metodologie per investire anche in borsa e società in grado di gestire bene questi nuovi prodotti. C’è infatti chi dispone di soluzioni e prodotti adatti a questa particolare situazione di mercato. Prodotti con poco debito e bassa correlazione con i mercati, grazie all’innovazione introdotta dalla normativa europea UCITS III, che permette una maggiore libertà gestionale con l’utilizzo di tecniche di copertura prima non utilizzabili.

 

Il nostro paese ha diverse eccellenze e un recente studio di Bank of America Merrill Lynch, conferma e certifica che c’è in Italia una società che ha recepito e attuato per prima e tra le prime in Europa la normativa ed è perciò in grado creare portafogli dal profilo di rischio basso con una limitatissima esposizione al debito e quindi al rischio Paese. C’è chi ha investito da tempo la maggior parte degli utili conseguiti per permetter che l’Italia vi sia un’altra eccellenza, proprio in quel settore che era considerato appannaggio degli “gnomi della finanza” che soggiornano in altri paesi europei o extraeuropei.

 

Un esempio dei fondi di nuova generazione è quello che dall’inizio del suo collocamento fu denominato scherzosamente il “pronti contro termine azionario” nello stesso momento, dopo il fallimento della Lehman Brothers, in cui era ulteriormente incentivata la fuga dal risparmio gestito per far sottoscrivere i classici PCT, data la gravissima crisi di liquidità che le banche stavano attraversando. Questo fondo ha ottenuto un rendimento netto del 5,66% contro l’1,72% dell’indice MTS Monetario (dati dall’ottobre 2009 al 30 aprile 2010) grazie all’utilizzo di una strategia market neutral che prevede l’acquisto di un paniere di titoli e la vendita contestuale del suo future.

 

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