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TELECOM/ Le antenne di Telefonica puntano ancora sull’Italia

Pubblicazione:mercoledì 26 maggio 2010

Franco Bernabè, Cesar Alierta e Gabriele Galateri (Foto Imageconomica) Franco Bernabè, Cesar Alierta e Gabriele Galateri (Foto Imageconomica)

Come conferma una tabella pubblicata da CorrierEconomia di lunedì scorso ha una capitalizzazione di 70,5 miliardi di euro: quasi il doppio di Deutsche Telecom e France Telecom; più o meno il quadruplo di Telecom Italia. È vero che a fronte di questo valore di mercato c’è un indebitamento di oltre 45 miliardi. Una cifra consistente, che consiglierebbe a chiunque prudenza nelle scelte strategiche. Tuttavia non si può non osservare che Deutsche Telecom ha debiti per 40 miliardi a fronte di una capitalizzazione di poco inferiore ai 39 miliardi.

 

Dunque gli spagnoli, in parole povere, hanno ancora benzina da usare per migliorare il loro posizionamento internazionale, al quale non hanno mai rinunciato. In quest’ottica, il risiko brasiliano è decisivo proprio perché rappresenta un mercato interessantissimo a differenza della Spagna e dell’Europa, ormai mature e che non danno prospettive sostanziali di crescita. E infatti in quel paese hanno investito 35 miliardi negli ultimi 25 anni e ne stanno investendo oltre 2,5 nel 2010.

 

Non è che in Europa Telefonica sia in ritirata. La Spagna rimane sempre il mercato principale del gruppo di Alierta che punta deciso anche sulla Germania (ha appena acquistato delle frequenze per 1,4 miliardi di euro) o sull’Inghilterra (ha in progetto un’operazione analoga a quella tedesca). Ovviamente grande importanza ha anche l’Italia sulla quale ha scommesso cifre molto alte per entrare nella stanza dei bottoni di Telecom Italia.

 

L’operazione finora non è riuscita: Alierta è sempre lì in attesa che si apra uno spiraglio, che la situazione si chiarisca mentre alcuni dei suoi soci si domandano, con crescente imbarazzo, perché mai ci si sia infilati in una simile avventura. Alcuni pensano che ormai Alierta sia sempre meno pressante su questo capitolo italiano, che si sia rassegnato a lasciare che le cose vadano come possono: in futuro si vedrà.

 

Tutto è possibile. Ma un signore che, di questi tempi e malgrado un debito vicino ai 50 miliardi, butta sul tavolo 5,7 miliardi in una sola partita, non sembra proprio sia messo alle corde.



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