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FINANZA/ Ecco perché rischiamo una crisi peggiore del ‘29

Un uomo a Weimar trasporta banconote per fare spese con una carriola (1923) Un uomo a Weimar trasporta banconote per fare spese con una carriola (1923)

Abbiamo definito proprietà e funzioni della moneta, ma non abbiamo ancora definito la moneta. A questo punto, non possiamo non citare il pensiero preziosissimo del prof. Auriti, il quale alla definizione “la moneta è misura del valore”, aggiunse la frase “e valore della misura”.

 

Per apprezzare il valore di tale definizione, che potrebbe apparire poca cosa, occorre valutare il fatto che si pone in direzione opposta rispetto a una cultura moderna che per secoli ha di fatto censurato e messo in oblio la questione del valore della moneta e di una sua definizione. La definizione di Auriti ha quindi l’enorme merito di aver segnato un punto di svolta e aver istituito una scuola di pensiero; tale definizione, pur andando nella giusta direzione, non ci pare che sia completa rispetto alla profondità dello strumento monetario. E così propongo questa mia definizione di moneta: la moneta è uno strumento temporale di coestensione del valore.

 

Al di là della definizione formale, mi interessa comunicare il significato della definizione. Essa intende tenere conto di tutti gli fattori in questione dell’elemento base del commercio, l’attività di compravendita. Per completezza, immaginiamo che il venditore sia anche il produttore del bene che vende.

 

In tale atto, il compratore acquista il bene, immaginiamo una penna, perché prevede di scrivere. Per il compratore, il valore è nella previsione di scrivere. Infatti, il valore è sempre nella previsione, tanto che in mancanza di previsione, il valore si annulla completamente. Quindi, il compratore acquista un bene in previsione di un utilizzo, che costituisce un valore superiore rispetto al prezzo del bene.

 

Anche per il produttore si verifica la stessa condizione. Anche il produttore inizia a produrre in previsione di una vendita, a un prezzo che non è la semplice somma dei costi di produzione, cioè i costi delle materie prime e il costo del lavoro. Tale costo comprenderà anche i costi per la produzione che non va a buon fine, i costi per i beni che rimangono invenduti, i costi per le giornate perse per malattie, e tutti i costi accessori (manutenzione degli impianti, manutenzione per la sicurezza, costi finanziari, ecc.). Oltre a tutti i costi vi dovrà essere un avanzo di bilancio, che costituisce il “premio” per l’attività produttiva. Anche per il produttore si verifica quindi una situazione di “maggior valore”.

 

In tale contesto, l’atto di compravendita realizza quindi un accrescimento di valore per chi acquista e un accrescimento di valore per chi vende. Questo intendo per “coestensione del valore”. Dal punto di vista della moneta, la circolazione estende il valore sia di chi vende che di chi acquista. In questa dinamica, l’aggettivo “temporale” dà una precisa caratterizzazione all’evento. Infatti il valore è nella previsione, come sopra detto. Ma la previsione esige sia un momento in cui viene annunciata (anche solo implicitamente) sia un momento in cui trova la sua realizzazione e viene verificata. Si tratta strutturalmente di due momenti diversi di tempo, in cui la differenza temporale realizza la quantificazione del valore.

 

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COMMENTI
30/06/2010 - chiediamo una moratoria del debito pubblico (rodrigo ottavio)

Proposta: Tenuto conto che circa il 50% del debito pubblico europeo ha come creditori la BCE e gli Istituti Centrali, che il debito suddetto viene spalmato sui cittadini con l'aumento della tassazione, la riduzione della qualità della vita, la paura del futuro, con la conseguente minaccia di crisi per intere società occidentali. Che il debito è artificialmente prodotto a causa di un'inversione contabile che trasforma il creditore in debitore. Che il Padre Nostro, preghiera accettata da tutti come manifestazione di umana comprensione e speranza, recita tra l'altro : "Rimetti e Noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori" . Perchè non ci si fa promotori di una richiesta di moratoria e di remissione di parte del debito pubblico, almeno quello di competenza delle Banche Centrali? In passato, la Banca Mondiale dello Sviluppo ed il FMI hanno annullato l'indebitamento di molti paesi africani. Che ne pensate?