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FINANZA/ Quanto saranno efficaci le nuove regole contro i “mercati selvaggi”?

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L’esempio dei circuit breakers mostra che nemmeno una regola apparentemente semplice è facilmente attuabile senza creare distorsioni di mercato ed effetti incerti, tanto che una misura pensata con l’obiettivo di limitare la volatilità potrebbe trasformarsi in una causa di maggiore volatilità. Un simile ragionamento vale in generale per tutte le misure su cui non c’è chiarezza: se le regole del gioco non sono chiare in partenza, la volatilità del sistema aumenta. È l’incertezza stessa la principale fonte di volatilità sui mercati.

 

La proposta di riforma del Senatore Chris Dodd è da questo punto di vista un inno all’incertezza: 1500 pagine riempite di termini generali, definizioni non specificate, aggettivi non ben definiti e rimandati alla discrezionalità di chi li interpreta, organi di controllo il cui personale bisognerà poi eleggere, modalità concrete di intervento rimandate a un imprecisato futuro.

 

La proposta di legge attuale rappresenta un assegno in bianco per il governo: quando si presenterà un evento indesiderato o poco popolare, il governo disporrà del potere necessario a far cambiare le regole al fine di proteggere l’interesse generale. Non solo non vi è tuttavia alcuna garanzia che il risultato finale coinciderà con l’interesse generale, ma nemmeno su chi deciderà, e come, quale particolare interesse è effettivamente l’interesse generale.

 

Un esempio per tutti: nell’attuale proposta di legge il concetto di too big to fail (troppo grandi per fallire) è previsto per quelle istituzioni finanziarie che sono “importanti a livello (di rischio) sistemico”. Per “importanti” si intende quelle il cui fallimento o difficoltà “concreta” potrebbe avere “conseguenze negative significative” per il sistema finanziario.

 

In altre parole la legge che mira a eliminare situazioni di too big to fail stain realtà istituendo questa categoria. Infine, saranno i nove membri del Financial Stability Oversight Council (concilio di controllo sulla stabilità finanziaria) a decidere quali banche appartengono a questa categoria. Esattamente come nel passato, non vi è garanzia che le banche che saranno salvate saranno quelle che dovevano essere salvate (Lehman no, AIG sì) ma almeno questa volta potremo dare la colpa ai quei nove.

 

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