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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ 2. L'operatore finanziario: "sui mercati valutari si sente l'odore del sangue"

Con la crisi della Grecia, sui mercati valutari si sente l’odore del sangue, ci spiega JAMES CHARLES LIVERMORE, operatore finanziario

Euro_Grecia_CracR375.jpg(Foto)

Nel 1347 le navi genovesi che navigano lungo le rotte commerciali del Bosforo fanno scalo a Costantinopoli prima di approdare, stremate da un lungo peregrinare nel Mediterraneo, a Marsiglia. Sulle navi infuria il morbo della peste, contratto dai marinai nella colonia genovese di Caffa in Crimea. È l’inizio di un’epidemia che, dopo aver decimato le pianure del Volga e del Don, si appresta a cambiare drammaticamente la storia d’Europa.

 

Oggi una nuova danza macabra sembra risuonare tra i Paesi della moneta unica, uno spettacolo incapace di seminare morte ma perfettamente in grado, oggi come allora, di imprimere una svolta alla storia. Sui mercati valutari si sente l’odore del sangue. Per la prima volta dalla sua recente nascita, l’eurozona è attraversata dal panico dell’insolvenza e la paura del contagio sembra spingere a un isterismo di massa.

Cosa è successo? È successo che il merito creditizio della Repubblica Greca ha subito un pesante declassamento da parte di Standard & Poor. L’agenzia di rating non ha esitato a definire i titoli di stato ellenici un investimento speculativo, equiparando, di fatto, il debito pubblico greco al passivo di un’impresa sull’orlo del baratro.

Sugli effetti distorsivi di tali annunci - soprattutto a mercato aperto - si potrebbe scrivere un manuale intero. Potrebbe seguire un secondo tomo, questa volta sugli effetti che certe norme contabili in materia di derivati hanno sulla finanza pubblica.

Resta il fatto che la crisi è reale e ha già varcato le porte dei mercati europei. In Portogallo il debito pubblico è rifinanziato agli stessi tassi che il piano di salvataggio europeo prevede per un eventuale aiuto alla Grecia. In Spagna più di quattro milioni di persone, quasi il 20% della forza lavoro, a fine marzo erano disoccupate, mentre in Irlanda la paura per un’insolvenza ha portato il costo di un’assicurazione sui crediti (Credit Default Swap, abbreviato cds) dai 90 punti base di metà marzo a quota 200.

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COMMENTI
03/05/2010 - Ricordo che siamo nel... (Francesco Giuseppe Pianori)

Il paragone con la peste è affascinante; ma ricordo all'articolista che siamo nel 2010 e che dopo il 1347 il mondo ha continuato ad esistere. Profeti di sventura o illusi gaudenti, perché non si leggono l'enciclica Caritas in veritate? Il mondo vuol fare a meno di Dio; ma è una bella illusione, molto più sciocca dei protagonisti del Decamerone. Dopo il 1945 l'Europa distrutta e stremata ricominciò a vivere. Per che cosa vale la pena lavorare e muoversi anche in tempo di peste?