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CRAC GRECIA/ Se l’Europa vuole salvarsi guardi al Nord Dakota

Pubblicazione:lunedì 31 maggio 2010

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Del resto, come potremmo mai pagare un debito da millesettecento miliardi? Con quale moneta? Tutta la moneta circolante in Italia è pari a circa centotrenta miliardi. Certo, non ci sono solo i contanti, ci sono anche i conti correnti. Ma pure quelli sono stati creati avendo come garanzia i nostri beni reali: se li utilizziamo per pagare i nostri debiti, poi dovremmo consegnare i nostri beni reali al sistema bancario.

 

E anche nella ipotesi fantastica che pagassimo tutto il conto, poi con quale moneta potremmo fare economia? Con quella generata a debito dalle banche: torneremo di nuovo ad indebitarci. E questo senza contare che anche famiglie e imprese hanno il loro debito, tanto che il debito complessivo del sistema Italia è circa il 216% del Pil, vicino al 200% di paesi come Francia e Germania.

 

Le parole di Giavazzi nel suo intervento di mercoledì scorso sul Corriere della Sera appaiono come quelle di un marziano che nulla conosce della realtà economica e della genesi della crisi. Dall’alto della sua visione ideologica, può permettersi di affermare che “gli investitori comprendono che un uso attivo della politica di bilancio è stato fondamentale per fronteggiare la recessione. Se ne stiamo lentamente uscendo è soprattutto perché alcuni Paesi, in primis Usa e Gran Bretagna, hanno risposto alla crisi aumentando la spesa pubblica e riducendo le tasse per sostenere la domanda”. Infatti, la realtà ci dice il contrario: il debito complessivo degli Usa è pari al 350% del Pil, mentre quello della Gran Bretagna è al 254% del Pil. E della grave crisi politica che riguarda la Gran Bretagna siamo abbastanza informati, mentre della gravissima crisi interna di Obama sappiamo poco o nulla. Negli Usa si stanno sviluppando gravissimi conflitti sociali, e si moltiplicano le situazioni di conflitto politico tra stati.

 

Oltre a ciò vi sono ben 32 stati in bancarotta. Sono insolventi. Non potendo pagare i sussidi di disoccupazione, hanno chiesto allo stato centrale la liquidità necessaria. Ecco qui sono l’elenco degli stati più indebitati, con l’ammontare delle loro richieste, in milioni di dollari.

 

 

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COMMENTI
02/06/2010 - La FED che lascia il Dakota!! (Cesare Padovani)

Come mai hanno permesso che il Nord Dakota gestisse la moneta non a debito?

 
31/05/2010 - La crisi e la Svizzera (Alberto Nannoni)

Leggo dal Suo articolo < ...Il fatto che, in tutto il mondo, non esista un solo stato che non sia indebitato (a parte insignificanti eccezioni, paesi dotati cioè di enormi risorse naturali, eccedenti le necessità della popolazione). Tutti sono indebitati, senza eccezioni.> Non ho letto assolutamente nulla, nè ho mai trovata citata su alcuna testata giornalistica, circa la situazione della Svizzera in questi frangenti. Tutto il mondo occidentale (USA, EU e UK) ha problemi finanziari e soffre una febbre economica tale da costringere i Governi sovrani ad intervenire massicciamente (e giustamente, aggiungo io) sui conti pubblici, con conseguenti malesseri sociali. La Svizzera non è in EU, è isolata e non ha risorse naturali. Credo che la sua situazione finanziaria sia attualmente equilibrata. I suoi cittadini sono soddisfatti, hanno servizi efficienti rispetto alle tassazioni imposte e sono tranquilli. Forse la Svizzera ha sempre adottato le scelte migliori evitando costantemente di mettersi in condominio con gli Stati vicini, scelte d'altra parte già effettuate fin dai tempi oscuri delle Guerre Mondiali, passate senza che questo Stato ne abbia troppo sofferto. Caro Passali, è troppo ardire chiederLe di spendere gentilmente qualche Sua gradita considerazione sul tema? Cordialità, Alberto Nannoni (Piombino)

 
31/05/2010 - ottimo Passali (michele maioli)

Bravo Passali, finalmente iniziamo a dire alcune gravi verità e a richiamare il caso del Nord Dakota. Un'altra cosa: non nomini Giavazzi, mi vien male

 
31/05/2010 - statalizzare le banche centrali (romano calvo)

Ottimo, finalmente si squarcia il velo della verità. Oltre al Nord Dakota, ieri sera Report ha parlato del WIRD svizzero, moneta complementare che ha salvato i suoi possessori dalla crisi (molto mal vista dalla banca centrale). Tuttavia il caso svizzero rivela anche il punto critico della moneta complementare: se non è convertibile in una moneta ufficiale esistente, si basa "soltanto" sulla fiducia verso la rete dei suoi utilizzatori. Se lo fosse entrerebbe in collisione con i poteri delle banche centrali e finirebbe sballottata dai mercati valutari globali. La moneta complementare ha un significato pedagogico e dimostrativo ma lo scopo vero ed ultimo è quello segnalato da Passali per il Nord Dakota: la statalizzazione delle Banche centrali europee e della BCE o meglio la gestione per fini pubblici del fiat money, la gestione del debito pubblico ricorrendo direttamente al risparmio privato senza cartolarizzazioni ed intermediazioni bancarie, porre limiti al sistema di moltiplicazione dei depositi,aumentando le riserve frazionarie e soprattutto porre seri ostacoli alle operazioni finanziarie provenienti da fuori Europa (una specie di tobin tax contro le manovre finanziarie estere). C'è un problema ciò significa azzerare il potere delle banche,oltre al fatto che ormai il sistema è troppo embedded a livello mondiale, il debito pubblico pregresso deve essere pagato, le decisioni sono a livello europeo,e di capitali esteri (cinesi) ne abbiamo ancora bisogno, romano.calvo@libero.it