BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CRAC GRECIA/ Se l’Europa vuole salvarsi guardi al Nord Dakota

Foto Fotolia Foto Fotolia

In totale si tratta di 38 miliardi di dollari. Ma, ci dice l’impagabile Giavazzi, “hanno risposto alla crisi aumentando la spesa pubblica e riducendo le tasse per sostenere la domanda”; e non si rende nemmeno conto che, con le manovre in programma, gli stati europei stanno facendo giusto il contrario: tagliano i costi e cercano nuove entrate preparando la prossima Depressione.

 

Infatti, negli Usa e in Gran Bretagna ormai governa l’alta finanza, proprio quella salvata da Obama a danno delle casse dello Stato, generando uno fortissimo scontento tra le fila dei suoi sostenitori. E il piano della finanza angloamericana è molto semplice: affossare l’euro e affossare l’Europa, per far pagare a noi il conto del loro debito. E possono riuscirci, e ci stanno riuscendo, perché l’unica differenza tra la Grecia e gli Usa è che gli Usa hanno una stampante (“the only difference between the US and Greece is that we have a printing press”, l’affermazione del commentatore Bill Fleckenstein a Bloomberg).

 

Del resto, c’è una situazione che ci aiuta a spazzare via il luogo comune che con i tagli agli sprechi si possa risolvere il problema del debito. Il fatto che, in tutto il mondo, non esista un solo stato che non sia indebitato (a parte insignificanti eccezioni, paesi dotati cioè di enormi risorse naturali, eccedenti le necessità della popolazione). Tutti sono indebitati, senza eccezioni. Possibile che siano tutti spreconi? Tutti corrotti? Tutti inefficienti?

 

Non è vero, qualche eccezione c’è. Come quella del Nord Dakota. Si tratta di uno stato ai confini col Canada, senza risorse di rilievo, freddo, con una popolazione che non arriva ai 650 mila abitanti.

Eppure, non ha debiti. Questo grafico dice tutto.

 

 

La fonte del grafico è la Federal Reserve Bank of Filadelfia. Dal 2000, il Prodotto interno lordo del Nord Dakota è cresciuto del 56%, il reddito personale del 43%, e i salari del 34%. E lo Stato ha un attivo di bilancio di 1,2 miliardi di dollari. Com’è possibile?

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >>QUI SOTTO


COMMENTI
02/06/2010 - La FED che lascia il Dakota!! (Cesare Padovani)

Come mai hanno permesso che il Nord Dakota gestisse la moneta non a debito?

 
31/05/2010 - La crisi e la Svizzera (Alberto Nannoni)

Leggo dal Suo articolo < ...Il fatto che, in tutto il mondo, non esista un solo stato che non sia indebitato (a parte insignificanti eccezioni, paesi dotati cioè di enormi risorse naturali, eccedenti le necessità della popolazione). Tutti sono indebitati, senza eccezioni.> Non ho letto assolutamente nulla, nè ho mai trovata citata su alcuna testata giornalistica, circa la situazione della Svizzera in questi frangenti. Tutto il mondo occidentale (USA, EU e UK) ha problemi finanziari e soffre una febbre economica tale da costringere i Governi sovrani ad intervenire massicciamente (e giustamente, aggiungo io) sui conti pubblici, con conseguenti malesseri sociali. La Svizzera non è in EU, è isolata e non ha risorse naturali. Credo che la sua situazione finanziaria sia attualmente equilibrata. I suoi cittadini sono soddisfatti, hanno servizi efficienti rispetto alle tassazioni imposte e sono tranquilli. Forse la Svizzera ha sempre adottato le scelte migliori evitando costantemente di mettersi in condominio con gli Stati vicini, scelte d'altra parte già effettuate fin dai tempi oscuri delle Guerre Mondiali, passate senza che questo Stato ne abbia troppo sofferto. Caro Passali, è troppo ardire chiederLe di spendere gentilmente qualche Sua gradita considerazione sul tema? Cordialità, Alberto Nannoni (Piombino)

 
31/05/2010 - ottimo Passali (michele maioli)

Bravo Passali, finalmente iniziamo a dire alcune gravi verità e a richiamare il caso del Nord Dakota. Un'altra cosa: non nomini Giavazzi, mi vien male

 
31/05/2010 - statalizzare le banche centrali (romano calvo)

Ottimo, finalmente si squarcia il velo della verità. Oltre al Nord Dakota, ieri sera Report ha parlato del WIRD svizzero, moneta complementare che ha salvato i suoi possessori dalla crisi (molto mal vista dalla banca centrale). Tuttavia il caso svizzero rivela anche il punto critico della moneta complementare: se non è convertibile in una moneta ufficiale esistente, si basa "soltanto" sulla fiducia verso la rete dei suoi utilizzatori. Se lo fosse entrerebbe in collisione con i poteri delle banche centrali e finirebbe sballottata dai mercati valutari globali. La moneta complementare ha un significato pedagogico e dimostrativo ma lo scopo vero ed ultimo è quello segnalato da Passali per il Nord Dakota: la statalizzazione delle Banche centrali europee e della BCE o meglio la gestione per fini pubblici del fiat money, la gestione del debito pubblico ricorrendo direttamente al risparmio privato senza cartolarizzazioni ed intermediazioni bancarie, porre limiti al sistema di moltiplicazione dei depositi,aumentando le riserve frazionarie e soprattutto porre seri ostacoli alle operazioni finanziarie provenienti da fuori Europa (una specie di tobin tax contro le manovre finanziarie estere). C'è un problema ciò significa azzerare il potere delle banche,oltre al fatto che ormai il sistema è troppo embedded a livello mondiale, il debito pubblico pregresso deve essere pagato, le decisioni sono a livello europeo,e di capitali esteri (cinesi) ne abbiamo ancora bisogno, romano.calvo@libero.it