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CRAC GRECIA/ 1. Il cavallo di Troia che fa ancora tremare l’Europa

Pubblicazione:martedì 4 maggio 2010

George Papaconstantinou, Jean-Claude Juncker e Olli Rehn (Ansa) George Papaconstantinou, Jean-Claude Juncker e Olli Rehn (Ansa)

Oggi, complice la crisi greca, l’Europa si sveglia più povera e indifesa di quanto non pensasse solo pochi mesi fa. All’emergenza finanziaria vanno aggiunti gli squilibri delle economie, ovvero una gigantesca questione meridionale che minaccia la stabilità di Eurolandia, più la necessità di affrontare nodi essenziali per lo sviluppo, a partire dalla questione ambientale.

 

È in questa situazione, tutt’altro che allegra, che merita accogliere con soddisfazione il richiamo della Germania a rivedere il patto di stabilità. Certo, nel breve si profila una nuova stretta per i più poveri (almeno quelli che hanno truccato o abbellito i conti), magari anche sul piano della fiscalità. Ma per salvare la baracca è bene che tutti, di fronte all’emergenza, si sentano un po’ greci. Senza ricorrere ai cavalli di Troia.



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COMMENTI
06/05/2010 - ATENE BRUCIA (celestino ferraro)

Grecia in rivolta, negli scontri tre vittime. È veramente incredibile che la nostra società civile debba cadere vittima di una massa di facinorosi, “black bloc”, che in nome di un’autonoma libertà rivoluzionaria, si sentano in diritto di uccidere e distruggere tutto ciò che cade sotto la loro rabbia fanatica. Temiamo il terrorismo islamico, giustamente, lo controlliamo minuziosamente per impedir loro di uccidere e paralizzare la vita delle nostre città, ma per questi “black bloc”, sfrenatissimi asociali scatenati dall’odio anarchico, le nostre forze dell’ordine devono subire oltraggi e affronti delinquenziali che spesso fanno dei morti fra le forze di polizia. Al di là dei danni enormi che arrecano alla società laboriosamente organizzata, questa racaille (come la definì Sarkozy), ciurmaglia da galera, brucia e distrugge ogni cosa che capiti sotto la loro furia demolitrice. Un “cupio dissolvi” scuote la volontà di costoro in un’emulazione distruttrice che li mette in concorrenza fra chi è più capace di bruciare e scassare meglio dell’altro. Siamo vittime di questi NAZISTI DA STRADA e non sappiamo nemmeno quale sia lo “Stato Sociale” da essi vagheggiato. Cento volte meglio i talebani che, se non altro, sono guidati dalla voce di Allah e reprimono e tiranneggiano per la grandezza dell’Islam.