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CRAC GRECIA/ 1. Il cavallo di Troia che fa ancora tremare l’Europa

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George Papaconstantinou, Jean-Claude Juncker e Olli Rehn (Ansa)  George Papaconstantinou, Jean-Claude Juncker e Olli Rehn (Ansa)

“Non mi stupisce che sia gli osservatori del Fondo Monetario che dell’Unione Europea abbiano deciso di fermarsi ad Atene per i prossimi tre mesi: il mondo ha imparato a non fidarsi di noi greci fin dai tempi del cavallo di Troia…”.

 

Complimenti a Yannis Stoumaras, economista del partito socialista greco, uno dei pochi all’ombra del Partenone a non aver perduto la voglia di scherzare in un momento drammatico per le sorti della democrazia ellenica. Sono in molti, infatti, a dubitare che la cura da cavallo che il governo Papandreou ha annunciato domenica mattina possa reggere all’urto della piazza.

 

E questo, in parte, spiega la prudenza con cui i mercati finanziari hanno accolto ieri la corazza di ferro da 110 miliardi che Bruxelles e Washington hanno approntato a difesa delle malandate finanze della Grecia: Borse in lieve, pallido rialzo da Parigi a Francoforte, euro addirittura in calo rispetto a venerdì scorso.

 

Eppure la Bce, nella mattinata, aveva provveduto a disinnescare una delle possibili minacce alla stabilità del sistema, garantendo la solvibilità dei bond ellenici presso la tesoreria della Bce, nonostante il rating di Atene sia scivolato a Bb+, sotto la soglia di junk.

 

Una deroga provvidenziale per evitare il crack delle banche di Atene, ovvero un altro passo verso la catastrofe, ormai scongiurata, seppur a caro prezzo: per tre anni le finanze greche vivranno sotto una tenda a ossigeno che le proteggerà da eventuali tempeste sui mercati.

 

Nel frattempo, molte cose, non necessariamente negative, potrebbero modificare il quadro: l’esperienza del salvataggio delle banche Usa dopo la crisi dei subprime c’insegna che i costi delle crisi finanziarie, alla resa dei conti, possono essere assai inferiori alle prime proiezioni. Non è nemmeno escluso, se proseguirà il trend dei bassi tassi di mercato, che le istituzioni oggi esposte con Atene scopriranno fra tre anni di aver fatto un ottimo affare.

 

Ma, probabilmente, la ragione della cautela dei mercati non va cercata nelle piazze di Atene, dove la gente sfila in corteo contro la prospettiva di andare in pensione a 60 anni invece che a 53. La realtà è che, nonostante l’happy end del lungo negoziato attorno al malato Grecia, la prima crisi dell’euro ha messo a nudo la drammatica fragilità della costruzione europea, ormai in stand by da una decina di anni.

 

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COMMENTI
06/05/2010 - ATENE BRUCIA (celestino ferraro)

Grecia in rivolta, negli scontri tre vittime. È veramente incredibile che la nostra società civile debba cadere vittima di una massa di facinorosi, “black bloc”, che in nome di un’autonoma libertà rivoluzionaria, si sentano in diritto di uccidere e distruggere tutto ciò che cade sotto la loro rabbia fanatica. Temiamo il terrorismo islamico, giustamente, lo controlliamo minuziosamente per impedir loro di uccidere e paralizzare la vita delle nostre città, ma per questi “black bloc”, sfrenatissimi asociali scatenati dall’odio anarchico, le nostre forze dell’ordine devono subire oltraggi e affronti delinquenziali che spesso fanno dei morti fra le forze di polizia. Al di là dei danni enormi che arrecano alla società laboriosamente organizzata, questa racaille (come la definì Sarkozy), ciurmaglia da galera, brucia e distrugge ogni cosa che capiti sotto la loro furia demolitrice. Un “cupio dissolvi” scuote la volontà di costoro in un’emulazione distruttrice che li mette in concorrenza fra chi è più capace di bruciare e scassare meglio dell’altro. Siamo vittime di questi NAZISTI DA STRADA e non sappiamo nemmeno quale sia lo “Stato Sociale” da essi vagheggiato. Cento volte meglio i talebani che, se non altro, sono guidati dalla voce di Allah e reprimono e tiranneggiano per la grandezza dell’Islam.