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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ 2. Caso chiuso? Macché, ora rischia anche Goldman Sachs

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Nonostante questo, conti alla mano, il debito pubblico greco entro il 2014 toccherà il 140% sul Pil: o Atene mette in conto la guerra civile e taglia ancora di più in tutti i settori oppure occorre che il Fmi rimetta mano e testa al caso, visto che i mercati per ora fingeranno di credere alla favoletta del “caso chiuso”, ma subito dopo cominceranno a scommettere visto che pensare di poter pagare il 20% di interesse sui Bot biennali è qualcosa di lunare.

 

Portogallo e Spagna, poi, sono ancora nel mirino e probabilmente avranno bisogno di terapie simili: ovvero, prestiti o tagli draconiani alla spesa pubblica. Probabilmente, di entrambi. Anche perché, in ambienti finanziari, molti analisti cominciano ad avvertire gli investitori con portafogli consistenti di preparasi alla fuga in base al vecchio detto borsistico americano “sell in May, then go away”. Ovvero, nuvole nere si addensano sui mercati in tempi relativamente brevi.

 

Il settore più a rischio, non a caso, è quello bancario: gli istituti nel mirino sono tre, esattamente Dexia, Credit Agricole e Fortis, quest’ultimo con un’esposizione verso la Grecia per un valore equivalente al 50% del valore annuale netto dei propri assets. Credit Agricole, invece, rappresenta un caso a parte perché non è esposta particolarmente sui bonds, ma ha la sua più grande sussidiaria proprio in Grecia: se il piano Ue-Fmi non eviterà il default, saranno guai.

 

Ecco spiegata la concitazione del francese Jean-Claude Trichet, capo della Bce ma anche referente degli interessi parigini. E per Bob McDowell di TowerGroup la cosa da fare è «uscire dal ciclico e concentrarsi su segmenti di mercati come alimentari e trasporti». Tanto più che, per la prima volta, è accaduto qualcosa di decisamente insolito: il titolo di Goldman Sachs ha subito un downgrade da parte di due agenzie e posto nella lista delle azioni “sell”, da vendere.

 

L’azione della banca d’affari è scesa per la prima volta sotto la soglie critica dei 150 dollari, per l’esattezza 148,69 e il Wall Street Journal ha fatto partire una vera crociata a colpi di indiscrezioni in base alle quali Goldman Sachs sarebbe alle soglie di un’incriminazione penale e non civile da parte del procuratore di Manhattan: vendere Goldman, quindi.

 

Qualcosa di folle ma anche di inquietante: la banca d’affari, infatti, è il più grande collocatore di debito pubblico Usa sui mercati: significa che qualcosa sta muovendosi sottobanco per colpire gli “intoccabili”, manovre ad altissimo livello. Il titolo di Goldman ha rotto il punto di supporto fissato a 147 dollari, per poi risalire, ma il preludio a qualcosa di più delicato è nell’aria: occorrerà vigilare e vedere i movimenti nelle prossime settimane. Un’impensabile “caduta degli dei” potrebbe concretizzarsi ma questo non significa che porterà qualcosa di migliore. Anzi.

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COMMENTI
04/05/2010 - Grecia (gianluca castelli)

Staimo assistendo a qualcosa di nuovo. E' anni che seguo i mercati, pur non essendo un professionista, ma non ho mai visto quello che sta succedendo in questi giorni. Sembra che forze possenti si stiano abbattendo sull'euro. Le belve hanno annusato il sangue a portata di fauci e lo stanno inseguendo. I funzionari soloni europei alla Trichet o Bini Smaghi sembrano, e sono, impotenti; gli unici che potrebbero fare qualcosa, i tedeschi, non hanno nessuna voglia di rimetterci le penne per tutti e men che meno per il "club med". Ricordate quello che ha fatto Barclays con Lehman Brothers: il 13 settembre '08 poteva salvarla spendendo 100; martedì 16 settembre '08 se l'è comprata spendendo 20... Auguri al club med, è meglio che tutti noi iniziamo a studiare bene il tedesco.

 
04/05/2010 - 17,30 martedi 4 aprile (Diego Perna)

Ad occhio e croce la crisi non è finita. Speriamo finisca domattina, magari verso le 10 10 e mezza, con qualche dato positivo dell0 0,00001%. Forse che domani ci saranno anche meno disoccupati? Oppure c'è l'onda lunga. Io questa onda lunga proprio non la sopporto! Ma quanto deve durare, c'è gente che annega! Sig Bottarelli, non è che sarà tutta colpa sua che scrive sempre cose negative e catastrofiste e riesce ad influenzare i mercati? C'è anche chi dice che parlando di mafie queste si rafforzano. Forse parlando di crisi, questa si moltiplica. Teniamoci forte e continuiamo a sperare... ma non nei mercati, e nemmeno nelle borse e nemmeno negli economisti. Figuriamoci dei politici! E non voglio fare nomi per la discrezione che mi contraddistigue(forse). Buona serata, sopra alle nuvole c'è sempre il sole