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CRAC GRECIA/ 1. Atene non è ancora salva e per l’Italia nuovi pericoli dall’Ue

Pubblicazione:mercoledì 5 maggio 2010

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Domenica l’Unione europea ha deciso un massiccio intervento in favore della Grecia. Atene in cambio si impegnerà a ridurre il proprio debito attraverso un piano sulla cui attuazione vigileranno gli esperti del Fondo monetario internazionale ed europei. L’allarme non sembra però rientrato: i mercati non si sono ancora ripresi e l’euro perde ancora terreno nei confronti del dollaro. Il mondo finanziario sembra non credere all’impegno greco e di conseguenza teme un contagio agli altri paesi europei, in primis Portogallo e Spagna. Abbiamo parlato della situazione con Domenico Delli Gatti, docente di Economia Politica ed Economia Monetaria all’Università Cattolica di Milano e coordinatore del progetto europeo Polhia che studia le politiche monetarie, fiscali e strutturali in presenza di agenti eterogenei.

 

Professore, innanzitutto un suo giudizio sul piano varato dall’Ue. Era giusto intervenire in aiuto della Grecia?

 

Certamente, su questo non ho dubbi, anche se una minoranza di economisti ritiene che non fosse necessario. Penso che sarebbe stato più opportuno intervenire molto prima, perché è evidente che la situazione sui mercati finanziari è peggiorata a causa della mancanza di un piano credibile, cosa che ha comportato l’incremento esponenziale degli aiuti necessari. Se si fosse intervenuti per tempo, la somma da stanziare sarebbe stata inferiore ai 110-120 miliardi di adesso.

 

Come mai secondo lei l’Europa è arrivata così tardi a decidere un intervento?

 

Mi sembra che negli ultimi due mesi sia mancata una forte leadership europea, soprattutto da parte della Germania. Personalmente ho sentito molto la mancanza di un personaggio come Helmut Kohl che in passato ha avuto molto più coraggio di quello mostrato da Angela Merkel in termini europeistici. Da questo punto di vista, Italia e Francia hanno mostrato una capacità di leadership maggiore. Grazie al loro impegno, unito a quello del Fondo monetario internazionale e degli Stati Uniti, è stato possibile far decidere al cancelliere tedesco di muoversi nella direzione di un aiuto alla Grecia.

 

I mercati non sembrano però aver reagito positivamente a questo piano. Secondo lei sarà efficace?

 

Ho un dubbio su questo. Non tanto perché non siano rilevanti le misure messe sul tappeto, ma per il rischio che una cura così drastica per la Grecia possa avere effetti negativi sulla sua crescita. Questo potrebbe portare a un rapporto deficit/Pil che non scende come si spera. Penso comunque che i tecnici abbiano fatto i conti in modo opportuno tenendo conto anche di questo.

 

Dopo questo intervento la Grecia corre ancora il rischio di fallire?

 

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