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CRAC GRECIA/ 1. Tutti i dati che mettono al sicuro l’Italia alla faccia dei gufi europei

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Giulio Tremonti (Imagoeconomica)  Giulio Tremonti (Imagoeconomica)

Leggendo attentamente le stime possiamo distinguere due aspetti: come è andato il 2009 e come dovrebbe andare il 2010. Nel 2009 il Pil italiano è sceso grosso modo come quello della Germania, dell’Inghilterra, meno di quello del Giappone e un po’ di più di quello della Francia. Anche se a Parigi hanno dovuto far crescere in maniera formidabile il deficit pubblico per evitare che il Pil cadesse. Questo però è un costume comune: con il debito pubblico si sta cercando di sostituire il debito privato che per anni ha sostenuto la crescita di alcuni paesi. Questa non è certo una strada virtuosa e basta guardare i Pil stimati per il 2010 per accorgersene: l’Italia crescerà dello 0,8%, la Francia dell’1,3% e la Germania dell’1,2%. La differenza non dipende però dalla competitività o dalla forza di un’economia.

 

E da cosa allora?

 

Dalla spesa pubblica. Se guardiamo all’appendice statistica, vediamo che l’Italia nel 2010 avrà un incremento dello 0,1%, mentre la Francia e la Germania dell’1,4%. È qui la differenza. E se andiamo a vedere il deficit pubblico rispetto al Pil, ci accorgiamo che Berlino passa dal 3,3% del 2009 al 5% del 2010, Parigi passa dal 7,5% all’8%, mentre l’Italia rimane ferma al 5,3%. I dati sul deficit primario (calcolati cioè togliendo gli interessi sul debito pubblico) sono ancora migliori per noi.

 

Perché, cosa dicono?

 

L’Italia passa dallo 0,6% del 2009 allo 0,7% del 2010, mentre la Francia passa dal 5,2% al 5,4% e la Germania dallo 0,7% al 2,3%. Non credo quindi che si possa dire in questo momento che l’Italia è indietro rispetto agli altri paesi: sta facendo una politica molto più accorta e non sta peggiorando i propri conti pubblici, anche perché è un “sorvegliato speciale”.

 

Il nostro problema resta quindi lo stock di debito pubblico accumulato.

 

Sì, anche se io sono molto polemico su come viene misurato questo stock, perché ritengo sia più utile farlo in base ai conti finanziari (di famiglie, imprese e governo) di un paese e non sul Pil, che è un flusso di reddito annuo in balia delle congiunture e che alla fine non serve a ripagare il debito, perché per farlo occorre tassare famiglie e imprese. Se andiamo quindi a vedere il rapporto tra ricchezza delle famiglie e debito pubblico in Italia (dati 2008 per quanto riguarda il numeratore e dati 2009 per quanto riguarda il denominatore) scopriamo che è pari al 68%, mentre la Francia è al 65% e la Germania al 61%. E sono certo che quando ci saranno i dati 2010, l’Italia sarà ancora più vicina a Francia e Germania. Questo dimostra che c’è una differenza tra l’Italia e quei paesi che hanno realmente un problema di sostenibilità del debito. La Grecia ha infatti un rapporto tra debito pubblico e ricchezza delle famiglie pari al 220%.

 

Dunque l’Italia non rischia come Portogallo e Spagna.

 

La situazione dell’Italia è migliore sotto due profili cruciali. Il primo è la solvibilità del debito: gli investitori istituzionali sanno benissimo che noi abbiamo la ricchezza finanziaria delle famiglie che è la seconda più alta d’Europa. Compresi i valori immobiliari (che da noi hanno tenuto a differenza di altri paesi in cui c’è stata una bolla) quella pro capite è intorno ai 220.000 dollari, quando per gli inglesi questo dato è pari circa a 200.000 dollari e per gli americani a 150.000. Certo, abbiamo un debito regresso che pesa, e penso che questo sia proprio il momento adatto per aggredirlo e superare gli altri paesi che avranno difficoltà a frenarlo.

 

Cosa bisognerebbe fare per aggredire il debito pubblico italiano?

 

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COMMENTI
06/05/2010 - DECADENZA DELL'EUROPA? SI' (sandra fei)

Vista la situazione e i paesi colpiti viene spontaneo fare una considerazione, forse un po’ maliziosa. Grecia, Spagna e Portogallo, sono retti da governi socialisti. O i socialisti sono pessimi amministratori oppure portano iella. Riconosciamo che da tempo ormai, almeno in Europa, le forze politiche che si richiamano ad ideali di destra, pseudo liberali e liberiste, sono pesantemente contagiate dalle ideologie giacobine e socialiste: interventismo, in economia e in tutti gli aspetti della vita civile, centralismo, onnipotenza della classe politica generatrice di corruzione, sprechi, clientelismo, welfare a livelli irragionevoli, senza alcun riferimento alle reali possibilità economiche di ogni paese, quindi fonte di parassitismi, sequestro da parte dello stato, o comunque del settore pubblico, di una crescente quota del PIL, poi sprecata in spese insensate, senza lasciare alcuna possibilità di libera ed autonoma decisione da parte del settore privato, salvo alcune eccezioni rappresentate da alcuni potentati economici, industriali o finanziari. Malgrado il crescente prelievo dalle risorse prodotte nel paese, non c’è segno di miglioramento nei bilanci pubblici, continuano ad accumulare importanti deficit e accrescendo il debito pubblico totale, con conseguenze deleterie per lo sviluppo armonico di ogni paese. C’è da temere prima o poi una generale decadenza dell’Europa, con conseguenze sociali e politiche difficilmente immaginabili e del tutto deprecabili e pericolose.

 
06/05/2010 - ma perchè l'europa non parte? (romano calvo)

Condivido pienamente quanto da lei scritto e proprio per questo continuo a non capire come abbia potuto la Merkel far perdere 30 giorni al salvataggio greco aggravandone la situazione. Soprattutto non capisco perchè da anni si parla di EuroBond ma non si passi mai all'azione. Secondo lei quali sono le resistenze? e dove stanno? (interne alle istituzioni europee o al sistema finanziario europeo?). Qualcuno ha pensato al fatto che in questo momento la Grecia avrebbe tutto l'interesse a fare come Hitler nel 33: un colpo di Stato, uscire dall'UE, congelare il debito (tanto i creditori sono banche tedesche e francesi), emettere una nuova moneta nazionale e finanziare un grande piano di lavori pubblici, cercando alleanze con Cina e Russia per importare beni manifatturieri e l'energia. romano.calvo@libero.it

 
06/05/2010 - il debito inglese (corrado mazzuzi)

ride bene chi ride ultimo......qualcuno mi può spiegare come mai stanno andando a ruba i cds sul debito sovrano inglese.... Caro Edmond voglio proprio vedere come ne uscirete da questa crisi....

 
06/05/2010 - Meno male (Diego Perna)

Meno male. Ora sono più tranquillo e sereno. Anche più sicuro, è come avere una banca intorno a me. Buona Giornata

 
06/05/2010 - Il Times e l'Economist (corrado mazzuzi)

sbaglio o c'è un po di nervosismo al club di Londra... W l'Italia! Forza Italia! siamo un popolo meraviglioso!!!