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CRAC GRECIA/ 1. Tutti i dati che mettono al sicuro l’Italia alla faccia dei gufi europei

Giulio Tremonti (Imagoeconomica) Giulio Tremonti (Imagoeconomica)

Andrebbe innanzitutto tagliata la spesa pubblica improduttiva per destinarla a investimenti. Occorre anche una riforma fiscale che, oltre a essere più equa per i cittadini, faccia emergere l’evasione: è inconcepibile, in particolare in un momento di vacche magre come questo, avere della ricchezza che non emerge e che sottrae al fisco le risorse necessarie per pareggiare i conti e per ipotizzare nuovi investimenti. Queste misure potrebbero dare un grosso segnale in controtendenza rispetto agli altri grandi paesi, perché per i prossimi due-tre anni la crescita del Pil non avrà più tanto peso: quel che sarà determinante è la solidità dei conti pubblici. A questo proposito, vorrei citare uno studio del novembre 2009 del Fondo monetario internazionale (ricordato recentemente da Tremonti) riguardante lo stato delle pubbliche finanze e che è passato abbastanza inosservato.

 

Cosa dice questo studio?

 

Il Fmi si è esercitato a rilevare il grado di pericolosità del debito pubblico e lo sforzo che ciascun paese dovrebbe fare per consolidarlo e portarlo entro il 2030 al 60% del Pil. Il risultato è che moltissimi stati dovrebbe sistematicamente avere un avanzo primario di bilancio. Questo dovrebbe essere, dal 2010 al 2020, per l’Italia pari al 4,8% del Pil. Per la Germania questo dato scende al 3,4%, ma per la Francia sale al 6,1%, per gli Usa all’8,8%, per la Spagna al 10,7%, per l’Irlanda all’11,8%, per il Giappone al 13,4% e per la Gran Bretagna al 18,8%. Questo dimostra che serve una valutazione di insieme quando si parla di problema del debito.

 

Tornando alla domanda di prima, qual è il secondo elemento cruciale che differenzia l’Italia da Portogallo e Spagna?

 

È l’indebitamento estero. L’Economist ha ripreso delle stime del Fmi relative al 2008 che dicono che il Portogallo ha oltre il 92% di investimenti esteri netti sul Pil, la Spagna arriva al 75%, la Grecia al 70%, l’Irlanda è sopra il 55%, gli Usa stanno al 24%, l’Italia sta poco sopra il 20%, la Francia è al 18%, mentre Germania e Giappone hanno addirittura una posizione estera positiva. Questo dimostra che c’è una situazione assolutamente gestibile delle finanze italiane e spiega perché la Grecia è in default nonostante un rapporto debito/Pil al 115% che è più basso del nostro. C’è anche un rapporto di Citigroup molto interessante.

 

Quali elementi particolari contiene?

 

Utilizzando le proiezioni del Fmi, si arriva alla conclusione che Stati Uniti, Gran Bretagna e Giappone sono in una situazione simile o peggiore di quella dei cosiddetti Pigs per quanto riguarda gli sforzi di lungo termine da compiere per consolidare il proprio debito pubblico. Sempre in questo rapporto si legge che il debito estero netto e la bilancia dei pagamenti dell’Italia sono piuttosto modesti.

 

Secondo lei l’euro sopravviverà a questa crisi?

 

Se improvvisamente la Spagna dovesse dirci che anche lei ha sbagliato a fare i conti, sicuramente ci troveremmo in una crisi dell’euro di proporzioni bibliche. Partendo dal presupposto che il problema era solo della Grecia e al massimo estendibile all’Irlanda, dato che ha 80 miliardi di titoli tossici (una cifra pari alla metà del Pil) in pancia alle proprie banche, penso che se non esploderanno aberranti avvitamenti dei paesi dell’eurozona che non sono in grado di andare avanti su una strada virtuosa di contenimento del debito e del deficit, allora l’euro potrà sfruttare una sua forza fondamentale: il fatto che Germania, Francia e Italia insieme hanno esportazioni di prodotti industriali più grandi di quelle di Stati Uniti e Cina.

 

L’euro sta perdendo sempre più terreno rispetto al dollaro. Questo può essere positivo per le nostre imprese?

 

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COMMENTI
06/05/2010 - DECADENZA DELL'EUROPA? SI' (sandra fei)

Vista la situazione e i paesi colpiti viene spontaneo fare una considerazione, forse un po’ maliziosa. Grecia, Spagna e Portogallo, sono retti da governi socialisti. O i socialisti sono pessimi amministratori oppure portano iella. Riconosciamo che da tempo ormai, almeno in Europa, le forze politiche che si richiamano ad ideali di destra, pseudo liberali e liberiste, sono pesantemente contagiate dalle ideologie giacobine e socialiste: interventismo, in economia e in tutti gli aspetti della vita civile, centralismo, onnipotenza della classe politica generatrice di corruzione, sprechi, clientelismo, welfare a livelli irragionevoli, senza alcun riferimento alle reali possibilità economiche di ogni paese, quindi fonte di parassitismi, sequestro da parte dello stato, o comunque del settore pubblico, di una crescente quota del PIL, poi sprecata in spese insensate, senza lasciare alcuna possibilità di libera ed autonoma decisione da parte del settore privato, salvo alcune eccezioni rappresentate da alcuni potentati economici, industriali o finanziari. Malgrado il crescente prelievo dalle risorse prodotte nel paese, non c’è segno di miglioramento nei bilanci pubblici, continuano ad accumulare importanti deficit e accrescendo il debito pubblico totale, con conseguenze deleterie per lo sviluppo armonico di ogni paese. C’è da temere prima o poi una generale decadenza dell’Europa, con conseguenze sociali e politiche difficilmente immaginabili e del tutto deprecabili e pericolose.

 
06/05/2010 - ma perchè l'europa non parte? (romano calvo)

Condivido pienamente quanto da lei scritto e proprio per questo continuo a non capire come abbia potuto la Merkel far perdere 30 giorni al salvataggio greco aggravandone la situazione. Soprattutto non capisco perchè da anni si parla di EuroBond ma non si passi mai all'azione. Secondo lei quali sono le resistenze? e dove stanno? (interne alle istituzioni europee o al sistema finanziario europeo?). Qualcuno ha pensato al fatto che in questo momento la Grecia avrebbe tutto l'interesse a fare come Hitler nel 33: un colpo di Stato, uscire dall'UE, congelare il debito (tanto i creditori sono banche tedesche e francesi), emettere una nuova moneta nazionale e finanziare un grande piano di lavori pubblici, cercando alleanze con Cina e Russia per importare beni manifatturieri e l'energia. romano.calvo@libero.it

 
06/05/2010 - il debito inglese (corrado mazzuzi)

ride bene chi ride ultimo......qualcuno mi può spiegare come mai stanno andando a ruba i cds sul debito sovrano inglese.... Caro Edmond voglio proprio vedere come ne uscirete da questa crisi....

 
06/05/2010 - Meno male (Diego Perna)

Meno male. Ora sono più tranquillo e sereno. Anche più sicuro, è come avere una banca intorno a me. Buona Giornata

 
06/05/2010 - Il Times e l'Economist (corrado mazzuzi)

sbaglio o c'è un po di nervosismo al club di Londra... W l'Italia! Forza Italia! siamo un popolo meraviglioso!!!