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CRAC GRECIA/ 2. Il disegno americano che vuol spezzare l’Europa

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Attualmente i bond di Lisbona sono valutati Aa2 dall’agenzia di rating, la quale ha motivato la sua decisione in base «al deterioramento delle finanze pubbliche portoghesi anche a fronte delle sfide economiche che si pongono ad esse di fronte». Un tempismo straordinario: per anni hanno valutato AAA dell’immondizia confezionata su mutui a tassi di insolvenza stellare e, ora, di colpo sono attentissime nel valutare variazioni nelle finanze pubbliche di un paese nell’arco temporale di mutamenti di due settimane.

 

Di colpo l’euro ha toccato il minimo da 13 mesi contro il dollaro e il livello dei cds ha toccato record stellari. Lo conferma CMA Datavision, azienda che monitora i mutamenti dei credit default swaps: quelli per assicurarsi a cinque anni sul rischio di default portoghese sono saliti a 407 punti base da 344 e questo comporta un’implicita percentuale di default del Portogallo pari al 29,6%. I cds greci sono ora a quota 850 punti base da 764.5, una soglia che potremmo definire “islandese”: il Club Med sta andando letteralmente a pezzi e dall’altra parte dell’Oceano non sembrano particolarmente preoccupati.

 

E nemmeno a Londra, visto che questa instabilità dell’euro sta facendo da salvagente alla sterlina, valuta da tutti in grave pericolo sia per il debito pubblico stellare sia per il rischio che dalle elezioni di oggi non esca una maggioranza chiara per governare. È la legge della giungla al suo meglio - o peggio -, il tutti contro tutti più devastante che l’Europa abbia mai vissuto, fatta eccezione per i due conflitti mondiali: e questo, alla luce di quanto sta accadendo, getta ombre di responsabilità ancora più gravi sull’operato della Germania, nei fatti una sorta di fiancheggiatore interessato delle manovre dei veri poteri forti internazionali.

 

Per salvare sé stessa, Berlino ha accettato di buon grado di mandare sulla forca prima Atene, poi Lisbona e se servirà Madrid, l’altro giorno vittima di un clamoroso caso di disinformazione e turbativa dei mercati: far circolare la voce che Madrid avesse chiesto aiuto al Fmi, significa voler affossare l’euro e destabilizzare l’intera area. E qui non stiamo parlando di scommesse sul forex, di cross più o meno azzardati allo scoperto contro l’euro per guadagnare dei bei soldi: qui si parla di geofinanza al livello più alto.

 

Le proteste di piazza sono soltanto il cotè violento ed esasperato di un disegno più grande, un disegno di stabilità e nuovo ordine politico-economico che necessita, come le rivoluzioni, di sangue per poter crescere: gli stessi poteri che hanno messo alla Casa Bianca l’inattaccabile - di colore, giovane, progressista - Barack Obama, ora sono passati alla fase 2 del loro piano. Destabilizzare per stabilizzare, non serve Sun-Tzu per arrivare a capire cosa è in atto nel mondo: l’America non può permettersi di fallire e nemmeno di restare artificialmente in vita grazie al “kiss of death” del gigante cinese, deposito del debito pubblico.

 

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COMMENTI
06/05/2010 - Analisi convincente; ma... (Francesco Giuseppe Pianori)

Sono certo anche io, lo capiscono anche i bambini, che questa crisi è ampiamente pilotata dall'America o meglio da alcuni "banditi" in doppio-petto. C'è un piccolo particolare, il classico sassolino nell'ingranaggio che rischia di vanificare il loro folle progetto. Tutta sta a vedere se, in caso di tradimento, convenga umiliarsi e chiedere perdono ala moglie o continuare a flirtare con la puttanella per cui si è persa la testa. L'America amoreggia con la Cina, la quale, come tutte le donne orientali, sorride per ingannare. I vecchi bavosi s'illudono di poter far colpo ancora sulla bella entraineuse; ma ormai hanno sparato tutti i colpi. Da almeno 12 anni (in quell'anno sono stato in USA e Hong Kong solo aprendo gli occhi e considerando un po' di storia romana), un prete pressoché sconosciuto, buttato fuori dalla Cina, tale Bernardo Cervellera, avvertiva che l'economia cinese è una bolla di sapone e che, in caso di esplosione, avrebbe travolto il mondo intero. L'America continua a fidarsi della Cina, che l'ha già ingannata in occasione della Guerra Civile fra Mao e Chiang. E' evidente che da una famiglia sfasciata tutti ci rimettono, eppure c'è ancora chi preferisce lasciare moglie e figli per fuggire con l'amante di turno. Auguri, America! La Cina è molto vicina; ma non è nulla più che una puttanella ormai vuota. Le interessano solo i soldi, per pochi eletti Compagni Capitalisti. L'Europa sa risorgere, come una moglie abbandonata; agli amanti restano solo rughe e rimpianti

 
06/05/2010 - Domanda, anche se mai nessuno risponde (Diego Perna)

Cosa significa che il pil aumenta, secondo previsioni nel 2010 dell'1% o dello 0,9, quando le aziende chiudono o delocalizzano, lo stato, vedi scuola ecc. rinunciano ad assumere precari che lavoravano da 10 anni, insomma la disoccupazione aumenta come nulla fosse, e tutti governo e no, continuano a parlare di ripresa seppur lenta, a macchia di leopardo, fragile, incerta e tanti altri aggettivi assurdi ed insensati. A chi serve una comunicazione del genere se le cose vanno sempre peggio e qualcuno se prova a dirlo, vuol dire che è un gufo? Oltre che preoccupato sono anche un pò confuso, anche perchè sembra non ci sia più una logica nei fatti.(a sentire almeno ciò che ci vien detto anche da gente autorevole nel campo economico) Saluti e grazie

 
06/05/2010 - svalutazione (gianluca castelli)

Può essere come dice Bottarelli, in questo periodo i "gufi" (lo dico bonariamente) hanno un certo successo. E se, invece, il crollo dell'euro, non ostacolato dalle autorità europee, fosse una inconfessabile svalutazione? Sul fatto di non confessare tale manovra si potrebbe discutere: la svalutazione di per sè, se controllata, non è affatto una male; e in molti sostengono che ciò sia proprio quello che adesso servirebbe all'Europa. Basterebbe che la Germania, facendo atto di umiltà, dichiarasse: <>. Scommetterei che tutto si stabilizzerebbe.