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SCENARIO/ 1. Pelanda: i 50 miliardi che tolgono il sonno a Tremonti

Pubblicazione:martedì 1 giugno 2010

Il Parlamento tedesco (Imagoeconomica) Il Parlamento tedesco (Imagoeconomica)

 

Senza un nuovo modello, infatti, i tagli del vecchio o produrranno una rivolta sociale o non basteranno per lo scopo o indurranno una deflazione distruttiva per assenza di crescita. Per questo l’interrogativo principale riguarda la capacità della politica sia di concepire un nuovo modello di welfare con minori costi d’apparato, garanzie più sostenibili e con un fisco più favorevole alla crescita sia di conquistare il consenso per realizzarlo. Speriamo la trovi, ma va registrato che al momento, in tutta Europa, non dimostra di averla.

 

www.carlopelanda.com



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COMMENTI
03/06/2010 - seppelliti dai debiti (celestino ferraro)

Finché i Fini, i Casini, i Tabacci, i La Malfa, i Bersani, i Letta Enrico, I Cesa, i Bottiglioni, i Franceschini, i Veltroni, i Baldassarre, ecc ecc, occuperanno la scena italica, siamo destinati a soccombere. Abbiamo bisogno di rigore, morale e materiale, ma non pare che Berlusconi se ne renda conto. Direi che non gliene si può fare una colpa, oppresso da una caterva di processi che dovrebbero mandarlo in galera per fare spazio a quelli di "Repubblica" (Carletto & C)gente illibata. Non ha la tranquillità d'animo di poter dare il meglio di sé. Se poi ci mettiamo qualche Daddario + qualche Noemei + qualche Veronica, allora la frittata è fatta e anche la crostata.

 
02/06/2010 - Una riforma strutturale dello Stato Italiano (Elio Campagna)

Non posso che esprimere il mio accordo ad una visione virtuosa dello Stato e penso che occorra un nuovo e più efficiente disegno strutturale dello Stato stesso. Penso ai Comuni e ai Consorzi dei Piccoli Comuni. Penso alla radiazione delle Province tutte. Penso a ridisegnare completamente le Regioni che dovranno essere dei Dipartimenti Regionali omogenei (cosa c'entra Pavia con Sondrio?). Penso a questi Dipartimenti (da non confondere con le Regioni storiche che esisteranno nella Storia ma non nell'amministrazione pubblica) come tutti ad autonomia federata, quindi non esisteranno quelli Speciali... saranno tutti "Speciali". Penso ad un Parlamento dimezzato nelle dimensioni e negli onorari. Una Camera del Senato ed una dei Dipartimenti (gli stessi componenti che avrebbero voce sul territorio e poi a Roma). Penso ad altre cose, ma non vorrei annoiare con queste mie idee. Potrei scrivere un libro! Spero siano solo uno stimolo a pensare al Futuro ed alla voglia di cambiamento che tutti noi vogliamo ed esigiamo dalla Classe dirigente.

 
01/06/2010 - Welfare: ritorno al futuro (Paolo Piva)

Concordo con Pelanda: la riforma del welfare, davvero inevitabile e urgente, deve non solo avere il coraggio di cambiare il vecchio sistema, ma anche ispirarsi a un nuovo modello di “stato sociale” adeguato ai tempi. Secondo me, questo modello dovrebbe essere incentrato sulla famiglia, che storicamente ha sempre sostenuto i costi imposti dall’alto dalla politica e dalla finanza, garantendo la continuazione della società; mi sembra arrivato il momento di riconoscere il suo ruolo di protagonista, mettendola alla base di un nuovo modello di welfare fondato sui suoi valori tipici: la sobrietà e la solidarietà. A questo proposito, suggerisco di leggere una lettera inviata domenica dallo scrittore Guido Copes ai membri del gruppo di Facebook “Quelli che non si vergognano di Gesù Cristo”, che ho pubblicato qui: http://www.facebook.com/topic.php?uid=51724666648&topic=14384