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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ Italia e Spagna in bilico grazie alla Bce

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Per Harvinder Sian, european rate strategist di Royal Bank of Scotland raggiunto a Londra da ilsussidiario.net, «la Bce non sta comprando un numero sufficiente di bonds, il suo organismo di controllo e governo sembra nettamente diviso sul da farsi, mentre i problemi legati al debito di Grecia, Spagna e Portogallo sono tutt’altro che risolti. Inoltre, è inutile negare che i policymakers in Germania siano quantomeno riluttanti nel mostrare apertamente il proprio supporto a piano di aiuto per i cosiddetti paesi periferici. Questo non può che portare a maggiore instabilità nell’area euro e domande sempre crescenti su come l’euro stesso possa resistere a una situazione simile».

 

Per Ralf Preusser, capo analisti riguardo gli eurotassi per BofA Merrill Lynch, «siamo davvero a un livello critico per la zona euro e la tenuta monetaria dell’unione. Ci sono veramente pochi compratori di bonds, eccetto per i mercati più liquidi. Le misure di ampliamento del programma di supporto verso i paesi periferici scarseggiano o sono poco trasparenti, quindi appare normale che gli investitori siano poco propensi al rischio e quindi all’acquisto di bonds».

 

Questo atteggiamento della Bce, ovvero la mancanza di volontà nell’ampliamento nel programma di aiuto ai paesi dell’area mediterranea, sta creando non pochi problemi a Italia e Spagna: finora, infatti, la Bce sta acquistando solo titoli di Stato greci, portoghesi e irlandesi, scelta che non ha caso ha fatto salire i rendimenti dei bonds spagnoli e italiani che hanno raggiunto, relativamente, i picchi di novembre 2008 e luglio 2009. E poi non dite che la Germania non ci vuole bene!

 

Lo spread tra i titoli spagnoli e italiani verso il bund tedesco, poi, ha toccato una forbice mai vista dalla metà degli anni Novanta. Insomma, o la Bce compra di più oppure non solo non rassicurerà i mercati - obiettivo immediato - ma soprattutto creerà un danno collaterale a Italia e Spagna per collocare i propri titoli: il problema, però, è se Francoforte avrà la volontà e, soprattutto, la disponibilità effettiva per farlo.

 

A questa situazione, già di per sé grave, si unisce un altro fronte di preoccupazione: la deflazione in agguato. Per Martin Wolf, guru del Financial Times, «il mondo è costellato da tante Grecia ma finirà in tanti Giappone». Ovvero, il combinato contrazione fiscale, continui problemi a livello bancario e politiche monetarie insufficienti ci porteranno allo shock negativo che colpì il Giappone nel 1997. Chi temeva l’inflazione o l’iperinflazione come conseguenza delle misure di stimolo, stia tranquillo: il problema è opposto. Il tasso di inflazione annuale tedesca è dello 0,3%, quello degli Usa dello 0,9% e, inoltre, esiste un grosso problema legato alla massa monetaria M2, cresciuta negli ultimi dodici mesi solo dell’1,6% sia negli Usa che nell’eurozona.

 

Il meccanismo messo in atto dalle banche centrali è inceppato e disfunzionale e la conseguenza è che le banche non forniscono liquidità al settore privato, basti ricordare il dato record dei depositi notturni presso la Bce da parte delle principali istituzioni monetarie europee. Ora la scelta è di quelle serie: una stretta fiscale anticipata può fare gli stessi danni di una stretta rimandata troppo in là nel tempo, non esistono certezze e si gioca con la categoria dell’azzardo.

 

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COMMENTI
10/06/2010 - quello che vale oggi potrebbe non valere domani (Fabrizio Terruzzi)

la situazione è tanto fluida per cui quello che vale oggi potrebbe non valere domani. Infatti proprio ora leggo che "a spingere gli acquisti (in borsa) è l'allentamento della tensione sul debito dei paesi dell'Eurozona testimoniato dalle forti richieste di BoT e titoli spagnoli collocati oggi. Domanda che ha portato gli spread tra i titoli periferici e il Bund tedesco, considerato il bond più sicuro dell'area europea, ad allentarsi ulteriormente". Spesso non si tiene conto che autorità ed operatori, BCE compresa, adeguano il proprio comportamento in base alle reazioni del mercato.

 
10/06/2010 - BCE? (Vulzio Abramo Prati)

Non credo si possa pensare seriamente che il problema drammatico dell'Italia dipenda dagli acquisti o meno di titoli da parte della BCE, certo le sue politiche possono essere di supporto a un paese ma non essere sempre l'unica salvezza possibile! Chi di noi presterebbe i suoi soldi a una persona indebitata più del reddito che produce e ogni anno lo vede aumentare per un nuovo deficit e gli interessi sul debito pregresso!? Se poi questa persona dicesse anche che sta andando tutto bene e non ci sono problemi penso che solo un pazzo potrebbe dargli fiducia. La situazioni italiana è questa: debito pari al 121% del PIL, si incrementa ogni anno, non ci sono politiche serie "di rientro" e chi ci governa dice che abbiamo i conti più a posto degli altri e non "metteranno le mani nella tasca degli italiani"! Scusate ma il debito come si ripaga? Con le buone intenzioni e un sorriso? Prima o poi chi detiene i titoli di stato avrà qualche dubbio sulla tenuta del sistema e deciderà di non rinnovarli, magari preferendo i bond tedeschi o francesi; non si tratta di speculazione, è solo buon senso! In una economia globale la politica USA ha certo un peso rilevante ma non è la causa della situazione di Grecia, Spagna, Italia e Portogallo; Francia, Gran Bretagna, Germania ecc..., anche se proccupate vanno molto meglio di noi e la politica USA è sempre la stessa!

 
10/06/2010 - E le spese folli per le burocrazie della U.E. ? (luis carr)

Innanzitutto complimenti per il vostro giornale on line che porta idee diverse dalle "dominanti", sparse dai giornali conformisti o di regime, quali Corriere, Stampa, Sole etc. etc. Per quanto riguarda la crisi mondiale-europea, credo poter affermare che essa dipende innanzitutto da una politica economica devastante degli U.S.A. che hanno sempre vissuto al di sopra delle loro possibilità, scaricando sul resto del mondo i loro mega-debiti; dalla crisi del capitalismo (espressione della voracità, dell'egoismo, della cupidigia umane) che sta uccidendo il Pianeta attraverso la distruzione delle risorse e degli equilibri naturali; e più modestamente dalla presenza di classi politiche inadeguate, miopi, opportunistiche. Infine, per restare terra-terra, visto che l'Europa sta chiedendo immani (ma non tanto, a ben vedere) sacrifici, perchè mai non comincia a tagliare i folli bilanci per il mantenimento degli apparati burocratici e parassitari del carrozzone U.E.? perchè non si comincia veramente a frenare e ridimensionare la casta dei politicanti che si dedicano all'attività politica - non certo per il bene comune e per spirito di servizio disinteressato - ma con il prevalente obbiettivo di lucrare i privilegi, le indennità, le pensioni anticipate, i rimborsi spese, i doppi-tripli stipendi, l'immunità dalle leggi anche penali, etc. etc.? Penso che molti la pensino in questo modo ma la logica degli interessi dominanti ne rimane indifferente!

 
10/06/2010 - Crisi e ruolo banche centrali (Daniele Prof Pauletto)

si legge da alcune fonti del ruolo delle banche centrali ed in particolare del signoraggio come fattore di influenza, Lei cosa ne pensa?