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Economia e Finanza

CRAC GRECIA/ Italia e Spagna in bilico grazie alla Bce

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Ieri i mercati hanno festeggiato il dato record dell’export cinese, cresciuto in un anno del 50%, cifra che ha un po’ rassicurato gli investitori rispetto al rischio di una recessione double-dip e prospettato una sorta di recupero a livello globale, con forti acquisti su titoli energetici e industriali, i motori della ripresa. Sarà vero? I dati di Pechino, si sa, sono da prendere con le pinze: certo, l’apprezzamento del dollaro sull’euro ha fatto in modo che la Cina ponesse il veto alla rivalatuazione dello yuan per non pagare dazio sull’export globale e questo spiegherebbe un dato macro sul breve termine, ma una crescita simile assomiglia molto alla bolla immobiliare che sta per esplodere proprio in pancia al Grande Dragone.

 

Attenzione, quindi, a non confondere i segnali dall’allarme con quelli di euforia immotivata: basta poco e il castello di ottimismo crollerà sotto il peso del realismo. Se davvero i conti ungheresi sono così sballati come il nuovo governo denuncia, ci sarà infatti ulteriore pressione sui titoli bancari dell’eurozona.

 

A livello europeo, infatti, l’esposizione totale verso Budapest è di 136 miliardi di euro, di cui la fetta più consistente è in mano alle banche austriache (37 miliardi di euro). Al secondo posto c’è la Germania con 31,9 miliardi e l’Italia con 25: seguono Belgio (17,2) Francia (11,1), Paesi Bassi (3,5), Regno Unito (2,1), Giappone (1,7) e Spagna (1,2).

 

Dati da prendere con le pinze, fanno notare gli analisti di Bnp Paribas che hanno stilato l’outlook al riguardo, perché, ad esempio «non specificano la quota di investimenti in titoli di Stato». Auguri vecchio mondo, auguri giovane ma già decrepita Europa del debito e dell’assenza di chiarezza politica.

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COMMENTI
10/06/2010 - quello che vale oggi potrebbe non valere domani (Fabrizio Terruzzi)

la situazione è tanto fluida per cui quello che vale oggi potrebbe non valere domani. Infatti proprio ora leggo che "a spingere gli acquisti (in borsa) è l'allentamento della tensione sul debito dei paesi dell'Eurozona testimoniato dalle forti richieste di BoT e titoli spagnoli collocati oggi. Domanda che ha portato gli spread tra i titoli periferici e il Bund tedesco, considerato il bond più sicuro dell'area europea, ad allentarsi ulteriormente". Spesso non si tiene conto che autorità ed operatori, BCE compresa, adeguano il proprio comportamento in base alle reazioni del mercato.

 
10/06/2010 - BCE? (Vulzio Abramo Prati)

Non credo si possa pensare seriamente che il problema drammatico dell'Italia dipenda dagli acquisti o meno di titoli da parte della BCE, certo le sue politiche possono essere di supporto a un paese ma non essere sempre l'unica salvezza possibile! Chi di noi presterebbe i suoi soldi a una persona indebitata più del reddito che produce e ogni anno lo vede aumentare per un nuovo deficit e gli interessi sul debito pregresso!? Se poi questa persona dicesse anche che sta andando tutto bene e non ci sono problemi penso che solo un pazzo potrebbe dargli fiducia. La situazioni italiana è questa: debito pari al 121% del PIL, si incrementa ogni anno, non ci sono politiche serie "di rientro" e chi ci governa dice che abbiamo i conti più a posto degli altri e non "metteranno le mani nella tasca degli italiani"! Scusate ma il debito come si ripaga? Con le buone intenzioni e un sorriso? Prima o poi chi detiene i titoli di stato avrà qualche dubbio sulla tenuta del sistema e deciderà di non rinnovarli, magari preferendo i bond tedeschi o francesi; non si tratta di speculazione, è solo buon senso! In una economia globale la politica USA ha certo un peso rilevante ma non è la causa della situazione di Grecia, Spagna, Italia e Portogallo; Francia, Gran Bretagna, Germania ecc..., anche se proccupate vanno molto meglio di noi e la politica USA è sempre la stessa!

 
10/06/2010 - E le spese folli per le burocrazie della U.E. ? (luis carr)

Innanzitutto complimenti per il vostro giornale on line che porta idee diverse dalle "dominanti", sparse dai giornali conformisti o di regime, quali Corriere, Stampa, Sole etc. etc. Per quanto riguarda la crisi mondiale-europea, credo poter affermare che essa dipende innanzitutto da una politica economica devastante degli U.S.A. che hanno sempre vissuto al di sopra delle loro possibilità, scaricando sul resto del mondo i loro mega-debiti; dalla crisi del capitalismo (espressione della voracità, dell'egoismo, della cupidigia umane) che sta uccidendo il Pianeta attraverso la distruzione delle risorse e degli equilibri naturali; e più modestamente dalla presenza di classi politiche inadeguate, miopi, opportunistiche. Infine, per restare terra-terra, visto che l'Europa sta chiedendo immani (ma non tanto, a ben vedere) sacrifici, perchè mai non comincia a tagliare i folli bilanci per il mantenimento degli apparati burocratici e parassitari del carrozzone U.E.? perchè non si comincia veramente a frenare e ridimensionare la casta dei politicanti che si dedicano all'attività politica - non certo per il bene comune e per spirito di servizio disinteressato - ma con il prevalente obbiettivo di lucrare i privilegi, le indennità, le pensioni anticipate, i rimborsi spese, i doppi-tripli stipendi, l'immunità dalle leggi anche penali, etc. etc.? Penso che molti la pensino in questo modo ma la logica degli interessi dominanti ne rimane indifferente!

 
10/06/2010 - Crisi e ruolo banche centrali (Daniele Prof Pauletto)

si legge da alcune fonti del ruolo delle banche centrali ed in particolare del signoraggio come fattore di influenza, Lei cosa ne pensa?